Giornata della Memoria, Abodi: “Le parole non bastano. Quello che è stato, non dovrà mai più essere”

Per la prima volta lo sport italiano ha intrapreso un viaggio nella Memoria. Atlete e atleti – olimpici e paralimpici -, rappresentanti delle istituzioni e di realtà il cui impegno mira a supportare lo sport in ogni sua forma, sono partiti per la Polonia in una visita voluta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresentata dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, di concerto con la Comunità Ebraica di Roma. Il CONI ha inteso far partecipi le federazioni e gli enti di promozione sportiva al fine di rendere capillare il messaggio oggetto dell’iniziativa. 

Dal 4 al 6 febbraio la nutrita delegazione ha camminato, letteralmente, tra i ricordi di uno dei periodi più bui e dolorosi della storia dell’umanità. Le visite ai campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau, insieme a quella dedicata alla fabbrica di Schindler hanno consentito alle sportive e agli sportivi coinvolti di effettuare importanti riflessioni sul passato, ma anche sul futuro. Integrazione, accettazione, inclusione, rispetto e coscienza: lo sport si è messo a servizio della comunità assorbendo le atrocità che si sono consumate in quegli anni per poi disporre messaggi cardinali, in particolar modo per le generazioni più giovani, di fratellanza, unione e pace. 

Giornata-della-Memoria

Giornata della Memoria, Abodi: “Non bastano le parole”

Al parterre di sportivi e di rappresentanti del comparto che ha preso parte all’esperienza, tra cui, il Presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma, e il Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, Beniamino Quintieri, il Ministro Abodi, durante i saluti istituzionali atti a raccontare le motivazioni del viaggio, ha riferito: “Una ragione c’è, una ragione profonda. Non bastano le parole bisogna osservare, capire i significati di quello che è stato e che non dovrà e potrà essere mai più. Ma questo dipende da noi, nulla va dato per scontato. I tempi ci hanno indicato delle forme di violenza che fanno comprendere l’importanza di un allenamento sistematico della memoria. Tanti i significati di questa trasferta”. 

Giornata della Memoria

Un termine prima di tutto: insieme –  ha proseguito il titolare del dicastero -. Noi rappresentiamo qui lo sport in tutte le sue forme, esattamente come recita la Costituzione ed è una testimonianza che vale, dal punto di vista costituzionale, tanto quanto la pratica sportiva. Qui c’è un allenamento in ballo che stiamo facendo tutti insieme in questa tre giorni che è quello della coscienza, della responsabilità. Mi aspetto che tornando a Roma ognuno avverta il bisogno di coinvolgere nell’esperienza tutti quelli che non sono qui. Li rappresentiamo tutti”. 

In conclusione, un’analisi sul ruolo dello sport in relazione a questo tipo di iniziative e, soprattutto, al messaggio che intendono trasmettere: “Lo sport è soprattutto una predisposizione dell’anima, prima ancora del gesto atletico, e dobbiamo coltivarla, allenarla, preservarla e divulgarla”.

Schindler, Auschwitz, Birkenau

Tre i luoghi della Memoria visitati: la fabbrica di Schindler, Auschwitz e Birkenau. E poi il confronto, il dialogo: momenti di commozione e grande riflessione. Al termine del viaggio il Ministro per lo Sport e i Giovani ha commentato la tre giorni ritenendo questa esperienza fondamentale. “Quando parliamo degli orrori del passato – ha condiviso con i presenti –  evidentemente e tristemente dobbiamo constatare che la storia non ci ha insegnato nulla ancora”, in riferimento ai fatti di cronaca e attualità che si rincorrono ossessivi tra le pagine dei giornali, nei servizi televisivi, tra i post sui social. Una realtà, quella attuale, cruenta, che parla di morte e distruzione.  

Per questo dobbiamo tenere in allenamento la Memoria”, ha continuato, “Abbiamo bisogno e diritto alla pace. L’essere umano ha dimostrato di non aver compreso gli orrori della storia. Ci saranno altre occasioni, noi dobbiamo condividere con più persone possibili questa esperienza, queste opportunità. Siamo di passaggio e non siamo al centro dell’attenzione, lì c’è il bene comune. Condividete il più possibile, perché ce n’è bisogno, questa esperienza non sia solo la nostra”.

 

@Photocredits Dario Piantadosi, sportivo (rappresentante di OPES Aps per l’iniziativa)

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