Ursula von der Leyen: “Se vogliamo impedire la guerra, la difesa europea deve rafforzarsi”

Tra soli 24 giorni oltre 400 milioni di cittadini europei si recheranno alle urne per esprimere la propria preferenza. La corsa al Parlamento Europeo è ufficialmente entrata nel vivo. 

Si avvicendano interventi, colloqui, confronti – quello più atteso, tra la Premier Giorgia Meloni e la Segretaria del PD Elly Schlein, si terrà il 25 maggio prossimo nella trasmissione Porta a Porta -, necessari a illustrare programmi e piani d’azione, a chiarire le idee sull’Europa del futuro, quella che prenderà forma a partire dal 10 giugno. 

In tal senso, l’intervista che la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha rilasciato la scorsa domenica 12 maggio a Fabio Fazio, nell’ambito della trasmissione Che Tempo Che Fa, impone diverse riflessioni che riguardano l’attualità, quindi l’Europa del presente e i fronti su cui si destreggia, e l’Europa che verrà con le sfide che l’attenderanno durante i prossimi anni. 

Europee, von der Leyen: “L’Europa deve proteggere, deve essere solidale

Un’Europa coesa, che sappia proteggere, che tuteli i valori comuni: questi gli auspici di Ursula von der Leyen per l’Europa che verrà. La Presidente, incalzata da Fazio, ha disegnato un quadro ben preciso: “c’è molto in gioco. C’è una guerra davanti alle porte di casa; c’è il grande tema del riscaldamento globale, e c’è quello della digitalizzazione che dobbiamo gestire. Parliamo della nostra democrazia, della coesione in Europa. Quello che vorrei è un’Europa forte, solidale”.  

Argomenti più che rilevanti. I venti di guerra non soffiano più; sono ormai raffiche veloci, pungenti e acute. Le transizioni verde, economica e digitale non vanno più intese come teoriche, ma delle realtà consolidate da gestire con la massima accuratezza per assicurare il lavoro e per consentire uno sviluppo proficuo. 

Per von der Leyen alla base di tutto però c’è la tutela dei valori comuni. 

I valori sono tradotti nei nostri trattati – ha spiegato la Presidente – Il secondo articolo stabilisce proprio i valori fondamentali. Da 70 anni o più l’Europa è sinonimo di pace”. Si tratta di rudimenti definiti tali solo dopo la seconda guerra mondiale, insiste von der Leyen, facendo riferimento alla dignità umana “inalienabile e intoccabile, allo stato di diritto, e alla libertà di stampa. “Principi che sono stati sottoscritti da tutti i Paesi che hanno aderito all’UE. Ora, naturalmente se abbiamo 450 milioni di persone, 24 stati che collaborano, ci possono essere delle differenze: ma il nostro compito comune è la democrazia”.

Europa: guerra e pace

Partendo dalle esercitazioni nucleari messe in atto da Putin, fino ad arrivare alle dichiarazioni di Macron che paventa l’invio di soldati NATO in Ucraina; c’è un clima di tensione palpabile. Contestualizzato il momento, dunque, il conduttore e giornalista ha chiesto alla Presidente se l’incontro con Xi Jinping della scorsa settimana abbia consentito di pensare a nuovi scenari. 

Ho incontrato il Presidente Xi  per la terza volta quest’anno ed è stato importante, perché ci si deve capire meglio per poter parlare in modo chiaro. Abbiamo affrontato temi economici. In Cina, ad esempio, la domanda non è quella che dovrebbe essere, ma lo Stato cinese investe moltissimo in sovrapproduzione. Sovvenziona moltissimo le aziende cinesi che poi arrivano al nostro mercato europeo con prodotti a basso costo, io lo chiamo dumping, e non possiamo tollerarlo.  Abbiamo anche detto che le nostre aziende europee non vengono trattate equamente in Cina”. 

Sul tema degli equilibri internazionali ha aggiunto: “Abbiamo parlato anche dell’influenza che la Cina ha sulla Russia, questa relazione europea/cinese dipende anche dal fatto che la Cina utilizzi in modo costruttivo questa sua influenza sulla Russia. Bisogna moderare Putin soprattutto sulla retorica nucleare. Il Presidente Xi dice che questa guerra non è sua e non la voleva”. 

L’Europa continuerà a sostenere l’Ucraina?

Guardando ancora a quanto accade tra Russia e Ucraina, von der Leyen ha chiarito che i Paesi membri sono uniti: “Nulla fermerà Putin se ingloberà l’Ucraina, i confini devono avere un valore. Noi come democrazia dobbiamo difendere le democrazie, se non lo facciamo apriamo le porte agli autocrati”. 

Difesa è stata poi la parola d’ordine. Perché secondo von der Leyen l’Europa per garantire la pace e impedire la guerra “deve essere forte e preparata”. “Credo che tutti ci rendiamo conto – ha riferito – che dobbiamo fare di più per la difesa. Un bene che abbiamo la NATO, ma dobbiamo essere anche in grado di difendere da soli la nostra Unione Europea. Dobbiamo investire di più in difesa e generare nuovi posti di lavoro per l’Europa. Dobbiamo fare tutto il possibile perché l’industria della difesa venga potenziata e rafforzata”.

Medio Oriente: “Noi siamo per una soluzione a due Stati

Oltre i propri confini, l’Europa osserva anche ciò che accade in Medio Oriente. “L’Europa è una convinta sostenitrice di una soluzione a due Stati per Israele e Palestina. Siamo convinti che l’unica soluzione sia questa per riportare pace: due Stati indipendenti. Siamo anche disposti a contribuire alla costruzione di questa soluzione. Naturalmente adesso bisogna fare tutto il possibile per dare aiuti umanitari a Gaza”. 

L’impegno per l’ambiente

Uno dei temi all’ordine del giorno su scala globale è quello dei cambiamenti climatici, delle sfide che riguardano l’ambiente. In riferimento al Green Deal e agli altri impegni assunti dall’Europa in materia, von der Leyen ha aggiunto: “le nuove generazioni non ci perdonerebbero se ci arrendessimo a questa sfida. Abbiamo creato le normative per questa trasformazione, adesso si tratta di passare all’attuazione. Dobbiamo chiedere all’industria e al ceto medio cosa serve per raggiungere gli obiettivi. Facciamo colloqui molto concreti per capire come possiamo aiutarli. Credo che l’obiettivo di preservare il nostro mondo sia qualcosa che condividiamo tutti”. 

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