Dare radici al futuro: scuola e museo insieme contro la povertà educativa

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Dati del 2022-23 hanno mostrato che in alcune regioni della Penisola solo il 40% dei minori tra i 6-17 anni ha visitato un museo e/o una mostra. In alcune zone del Mezzogiorno tali dati sono ancora più preoccupanti, poiché non raggiungono il 25%. Infatti, l’indagine evidenzia un allarmante divario tra il nord, con la provincia di Trento che supera il 60% (miglior dato), e la Calabria, dove solo il 23% dei minori (ultimo posto della classifica) ha varcato la soglia di una pinacoteca o di uno spazio dedicato alla cultura.

Perché preoccuparsi per questi dati? Nel 2019, prima dell’avvento del Covid-19, bambini e ragazzi frequentavano musei e mostre, raggiungendo quote superiori al 50% dei visitatori. Dal 2020, il lockdown per la pandemia ha causato un enorme calo delle visite anche negli anni seguenti. In precedenza. il rapporto tra scuola e museo era diverso. I viaggi di istruzione erano più frequenti e i ragazzi erano costantemente messi a contatto con l’arte, la cultura del proprio Paese e non solo.

La scuola è importante per la promozione e la diffusione della cultura. Un minore che vive in condizioni di disagio economico e sociale non ha modo di avvicinarsi e frequentare un museo, luoghi intrisi di arte. La povertà economica è causa spesso di povertà culturale. Ma è anche vero che, condizioni economiche agiate, che assicurano i mezzi, non sempre sono in grado di generare stimoli, interessi culturali nei bambini e nei ragazzi.

 

Il legame tra il sistema scolastico e il museo

Dati Istat riportano che nel 2022 le strutture presenti (museo e galleria) in Italia erano 4.416, una media di 4,8 musei ogni 10mila minori. La diffusione di siti culturali non è uniforme su tutto il territorio: come accennato precedentemente, la maggiore concentrazione di musei per i minori è nel Centro Italia. Siena, ad esempio, presenta 41,6 strutture su 10mila minori; mentre nel Sud città come Messina e Ragusa hanno meno di una struttura per 10mila minori.

Attraverso il rapporto tra scuola e museo si può migliorare questa condizione. Infatti, sono numerosi i luoghi d’arte e di cultura che aprono i loro battenti alle visite scolastiche, ma solo alcuni stabiliscono dei piani educativi con le scuole. La scuola deve offrire al giovane i mezzi per costruire una propria visione critica e sociale del mondo che lo circonda. Attraverso la conoscenza dei musei, la scuola conduce il giovane a scoprire la storia e l’arte, lo stimola a conoscere queste discipline anche attraverso gite, campo scuola in luoghi che raccolgono e mettono a disposizione l’archivio culturale che possiedono.  

Ma perché è importante? L’arte e in generale tutte le discipline artistiche hanno un’importanza molteplice soprattutto per i bambini, sullo sviluppo cognitivo, emotivo e sulla creatività. Per i ragazzi l’arte diventa non solo uno strumento di espressione artistica ed emotiva, ma anche di ribellione. Quindi, poter insegnare e trasmettere al giovane quale potere ha la cultura è molto importante.

Povertà educativa e povertà economica sono veramente così legate?

La povertà economica è una povertà materiale, visibile e tangibile. Al contrario, la povertà educativa è una povertà ideologica, non tangibile. La povertà economica si vive, si sperimenta ogni giorno, quando la scarsa disponibilità di mezzi rende difficile la propria vita. La povertà educativa è subdola, non si può quantificare e si verifica solo attraverso il confronto. Si radica, inizialmente, all’interno di un individuo o individui singoli per poi accrescersi e diventare un insieme, una catena sociale la quale è difficile rompere.

A livello personale significa non poter avere piena consapevolezza di sé e del proprio potenziale. Mancanze di vario tipo che comportano non solo una propria difficoltà personale, ma anche sociale. Significa altresì condurre una vita passiva, nella quale non è presente una trasformazione o un riscontro verso ciò che accade e circonda. Voler accrescere un proprio bagaglio culturale e avere una propria ricchezza culturale vuol dire intraprendere una ricerca costante nell’apprendere e conoscere al di fuori di sé. In questi termini, è un’opportunità di crescita personale unica. 

Vivere in una condizione sia di povertà economica sia di povertà culturale è altamente grave, non avendo possibilità di comprendere il mondo. Si è chiusi nella propria bolla, si convive con una propria limitata visione e, senza il rapporto con l’altro, non si ha modo di mettersi a confronto.

Intervenire per cambiare e contrastare questa condizione di povertà culturale, non solo nell’ambiente scolastico, è una priorità. Soprattutto per contrastare l’ignoranza.  Bisogna favorire e promuovere la cultura come valore condiviso. In che modo? Organizzando attività culturali ed artistiche, ma anche investendo in biblioteche scolastiche, laboratori e progetti interdisciplinari.

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