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Guarda il video servizio “La lotta alla ludopatia e lo sport: Elda Alvigini racconta a Venezia il suo ruolo in “All In” e la sua esperienza”
“Non potevo non accettare questo lavoro. “All In” mi è piaciuto proprio perché non è retorico, non è buonista“.
È una Elda Alvigini rapita dal copione di “All In” e dal personaggio cui ha prestato voce, corpo ed espressione, ma anche combattiva, grintosa e piena di energie nell’offrire il suo personalissimo contributo per una causa: portare il pubblico che guarderà il cortometraggio a riflettere sugli effetti della ludopatia e su tutte le dipendenze, dalla droga agli amori tossici.
Da quando aveva appena 20 anni, l’attrice calca palchi di teatri e set cinematografici, ma mai aveva interpretato un personaggio così negativo e privo di scrupoli come Morena, una donna che gestisce una sala scommesse e il malaffare.

Elda Alvigini racconta Morena, la bookmaker senza scrupoli di All In
“Il ruolo di Morena è quello dello sciacallo – specifica Elda Alvigini all’Hotel Excelsior di Venezia, dove lunedì 7 settembre è stato proiettato il corto All In, espressione del progetto Winner – Non serve scommettere per vincere -. Gli sciacalli sono quelli che si avventano su qualcuno che sta già morendo per dargli il colpo di grazia. È la proprietaria di una bisca, non è una persona onesta, ha un marito in carcere, è molto aggressiva e non ha pietà. Non è interessata a nulla, lei vuole solo i soldi”.
“Come attrice – confessa – è stato assolutamente entusiasmante fare un personaggio negativo a tutto tondo e contribuire alla sua costruzione estetica. Quando mi capita di insegnare ai ragazzi, dico che nel nostro lavoro l’abito fa il monaco: calarsi in un ruolo vuol dire parlare, camminare, atteggiarsi e tenere il volto in un certo modo.”

Lo sport nella vita di Elda Alvigini
Quando ha accettato la parte, l’attrice romana sapeva solo che sarebbe stata diretta dal regista Adelmo Togliani e che il corto sarebbe stato prodotto da Santa Ponsa Film. Non era a conoscenza che sul set ci sarebbe stato un altro personaggio negativo come Mario, il protagonista interpretato da Corrado Fortuna, e che il suo lavoro avrebbe rappresentato il lascito di Winner – Non serve scommettere per vincere, un progetto nazionale che attraverso le sue attività formative e sportive si è prefisso di sensibilizzare e proteggere i giovani dagli effetti negativi del gioco d’azzardo.
Lo sport e Luca, il giovane impersonato da Tobia Marini che ha ben chiari i valori positivi del rugby, sono gli unici raggi di luce di un prodotto cinematografico pieno di emozioni contrastanti.
“Provengo dall’atletica agonistica – racconta Elda Alvigini – e lo sport mi ha letteralmente salvata. Ho frequentato un liceo nel centro di Roma in cui la droga passava sotto i banchi, ma io mi allenavo 5 volte a settimana, non fumavo e godevo della fiducia dei miei genitori. Il profondo rispetto per lo sport, per la mia salute, per il mio star bene mi ha tenuta lontana dalla tentazione di provare: non ho avuto mai alcun dubbio”.

Lo sport, ricorda Alvigni, è centrale nel tenere lontano dai comportamenti devianti o di rischio un giovane, ma non è l’unico a ricoprire un ruolo fondamentale.
“Gli allenatori sono importanti – sottolinea Alvigini – perché sono figure determinati, capaci talvolta di essere sostitutive dei genitori”.
Il desiderio di incontrare i giovani
Dopo la presentazione al Lido di Venezia, per “All In” inizierà una nuova fase: la proiezione e l’incontro con il pubblico. A tal proposito, l’attrice romana ha un desiderio preciso.
“Quello che vorrei è incontrare tanti ragazzi – ammette -. Vorrei che “All In” venisse proiettato e discusso nelle scuole”.






