Lo sport è un motore in salute. Il tagliando sulle sue condizioni, effettuato per il terzo anno consecutivo dal Rapporto Sport, certifica che il sistema può girare a ritmi alti. Rispetto ad un anno fa, tutte le prestazioni registrano un netto miglioramento.
Sul fronte economico lo sport raggiunge i 32 miliardi di valore aggiunto, contribuendo all’1,5% del PIL nazionale. La crescita negli ultimi 365 giorni è notevole: +30,1%. Aumenta, seppure in percentuale minore, anche l’occupazione. Il +2% rivela che i lavoratori del comparto sono 421 mila.
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Rapporto Sport 2025: cresce il valore economico, diminuisce la sedentarietà
Bene anche la lotta alla sedentarietà. Le politiche attive e l’attenzione degli italiani a seguire uno stile di vita sano hanno sottratto dal divano un milione di persone. Complessivamente, sono 38 milioni i cittadini che praticano uno sport o un’attività fisica in maniera continuativa o saltuaria. 12,3 milioni di questi, poi, sono tesserati con un organismo sportivo.
Il trend positivo infonde fiducia e responsabilizza ancor di più tutti i protagonisti dello sport system, soprattutto chi è chiamato a prendere decisioni in ambito di politiche sportive e di welfare.
“C’è ancora troppa di sedentarietà – ha incalzato il Ministro Abodi -. C’è ancora troppa solitudine e la cosa importante è che dove c’è maggior disagio si avverte un’esigenza di sport”.
Indice SROI a 4,9 per i progetti infrastrutturali
Lo sport muove l’economia, crea posti di lavoro e incide positivamente sul benessere psico-fisico degli italiani. Il suo impatto sociale è enorme, così come è impressionante la sua capacità di moltiplicare ogni euro investito in benefici per la comunità. A testimoniarlo è il valore del Social Return On Investiment, noto come SROI. Stando all’analisi fornita dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, che tiene conto degli investimenti nei progetti infrastrutturali, lo SROI è pari a 4,9. Mentre se si sposta lo sguardo sull’impiego di risorse economiche per finanziare progetti sociali, si evince che ogni euro impiegato ne genera 8,42 in termini di inclusione, coesione e salute.
“Ma soprattutto – ha continuato il Ministro Abodi – aumenta di anno in anno la consapevolezza dell’importanza di strutturare al meglio lo sport e quindi la responsabilità delle istituzioni che devono mettere a disposizione le soluzioni. Tale responsabilità la stiamo condividendo costantemente con le regioni e un fatto importante è che quest’anno il rapporto, oltre che essere nazionale, ha una declinazione regione per regione, perché sono strumenti di programmazione. Tutti questi termini tecnici, poi, si traducono in servizi alle persone”.
La fotografia scattata dal terzo Rapporto Sport, in sintesi, non può che rendere felici il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il Presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma, e il Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Beniamino Quintieri.
“Siamo soddisfatti e motivati – ha concluso il Ministro -. Già stiamo ripartendo con il nuovo corso”.





