“Match it now!”: al via la settimana dedicata alla sensibilizzazione sulla donazione di midollo osseo

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donazione midollo osseo

Donare, dal latino donum: “dare ad altri liberamente e senza compenso cosa utile o gradita” (Treccani).

Una definizione – banale – che però racchiude in sé il senso di essere comunità, di essere umani e andare incontro alle esigenze dell’altro, in maniera del tutto disinteressata. È la definizione dei 24.002 giovani di età compresa tra i 18 e 35 anni che hanno scelto, durante i primi otto mesi del 2026, di iscriversi al Registro donatori di midollo osseo. Ben 4 mila in più rispetto allo scorso anno. 

Il contatore del Registro, al 31 dicembre 2025, contava 525.682 iscritti attivi. Numeri importanti, in crescita che si traducono nella possibilità di salvare più vite umane. Basti sapere che in Italia, ogni anno, circa 2000 persone necessitano di cure salvavita, ma oltre il 30% non trova il proprio donatore compatibile. La compatibilità, in effetti, è un fattore molto raro. Quanto? 1 su 100.000. 

Cos’è e cosa comporta la donazione di midollo osseo

Scienza complessa, parole giganti, interventi spaventosi. Quando si pensa al trapianto di midollo, la paura è forse il primo sentimento a farsi avanti. Un po’ per impreparazione, un po’ perché ognuno è portato a pensare che la questione non lo riguardi da vicino. Eppure, non è così; come si è visto, il contributo dei donatori può risultare fondamentale. Per poter donare, poi, non serve molto, è necessario: pesare oltre cinquanta chili, godere di buona salute e avere un’età compresa tra i 18 e 35 anni. 

Ma cosa significa donare il midollo e soprattutto cosa comporta? A spiegarlo è l’Associazione Donatori di Midollo Osseo che specifica: “il trapianto di midollo osseo e di cellule staminali emopoietiche permette di curare molte malattie altrimenti incurabili quali le leucemie, i linfomi, mielomi e talassemie. Tale trapianto consente infatti la sostituzione del midollo osseo malato con uno sano dando così al paziente una concreta speranza di guarire e tornare alla vita. Attenzione, il midollo osseo NON è il midollo spinale, quindi NON si trova nella colonna vertebrale!”. 

Esistono due modalità per donare. La prima è una procedura che dura poche ore e non richiede il ricovero ospedaliero, vale a dire mediante aferesi. “Si tratta di un prelievo di cellule staminali emopoietiche – spiega l’ADMO – da sangue periferico ed avviene in un Centro Autorizzato mediante l’aferesi, procedimento che utilizza un’apparecchiatura chiamata separatore cellulare, con la capacità di prelevare da un braccio del donatore il sangue che, attraverso un circuito sterile, entra in una centrifuga dove la componente cellulare utile al trapianto viene isolata e raccolta in una sacca, mentre il resto del sangue è reinfuso nel braccio opposto”. Nove donazioni su dieci avvengono in questa modalità.

La seconda, invece, è più invasiva e richiede una ospedalizzazione successiva all’intervento – che avviene in anestesia – di 48 ore. “Le cellule staminali midollari vengono prelevate dal midollo osseo mediante punture delle creste iliache (ossa del bacino). Trattandosi di punture attraverso l’osso, è necessario che il prelievo venga eseguito in anestesia, risultando altrimenti doloroso. In genere l’anestesia è totale, ma può essere effettuata anche quella di tipo epidurale, mediante puntura lombare. Il prelievo dura, di norma, 30-45 minuti e non comporta danno o menomazioni al donatore”.

“Match it now!”: al via la campagna di sensibilizzazione 

In questi giorni – precisamente dal 21 al 27 settembre – è in atto la campagna di sensibilizzazione nazionale sul tema promossa da Ministero della Salute, Centro Nazionale Trapianti (CNT), IBMDR (Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo) e associazioni di volontariato come ADMO. Si chiama “Match it now!” e intende coinvolgere quanti più giovani è possibile. 

L’obiettivo è fugare i loro dubbi e colmare quelle lacune che possono impedire la donazione. L’Associazione, a tal proposito, riporta anche quanto rilevato da una recente indagine demoscopica realizzata per il CNT, vale a dire una significativa carenza di conoscenze sul tema. Il 41% degli intervistati crede che la donazione sia dolorosa e il 45% la ritiene erroneamente rischiosa per la propria salute.

C’è anche però una buona notizia: 4 mila persone in più, rispetto allo scorso anno, hanno scelto di iscriversi al Registro e all’occorrenza offrire il proprio contributo concretamente.  

“I dati di ‘Match it now!’ ci restituiscono un’immagine bella del Paese“, ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci. “Sempre più giovani scelgono di iscriversi al Registro donatori di midollo osseo, e questo ci riempie di fiducia verso le nuove generazioni. Gli italiani sono da sempre un popolo generoso, capace di grandi gesti di solidarietà, ma non dobbiamo mai smettere di informare e sensibilizzare, soprattutto i più giovani, sul valore e sulla sicurezza della donazione. Ogni nuova iscrizione al Registro è una concreta possibilità di vita per chi attende un trapianto: per questo il Ministero della Salute continuerà a sostenere, insieme al Centro Nazionale Trapianti e alle associazioni, ogni iniziativa che promuova la cultura del dono“.

Una campagna itinerante

“Match it now!” è presente nelle piazze, nelle scuole e negli ospedali per informare i giovani e offrire loro la possibilità di diventare potenziali donatori. Personale sanitario e volontari delle associazioni ADMO, ADOCES e ADISCO saranno impegnati perciò in tutta Italia con iniziative di informazione e reclutamento.

“Match it now!”, inoltre, è anche sui social con la campagna “Uno su centomila. E se fossi tu?”. Il calendario degli appuntamenti, le informazioni e il modulo di pre-registrazione sono disponibili sul sito www.sceglididonare.it.

A proposito di social…

A proposito di social, nel nostro Paese sono sempre di più gli influencer e i volti noti dello spettacolo che scelgono di mettere a frutto la propria notorietà digitale per cause del tutto nobili. Dagli atleti, come Francesca Pompa (giocatrice della nazionale italiana di golf) e Luca Pellegrini (calciatore della S.S. Lazio), agli attori come Paolo Ruffini, passando poi per i veri e propri influencer come Alessia Lanza, famosissima su TikTok.  

L’obiettivo è parlare ai giovani in un linguaggio a loro congeniale ricordando quanto sia importante fermarsi ad ascoltare e fare una scelta consapevole sul come poter essere incisivi e presenti, su come poter davvero far parte di una comunità in cui le persone si prendono cura le une delle altre. Un ottimo utilizzo, si potrebbe dire premiante, dello strumento digitale.

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