Le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Milano-Cortina hanno rilanciato l’Italia nell’organizzazione dei grandi eventi sportivi e dato ulteriore lustro ad una Nazionale che oggi staziona costantemente ai vertici del medagliere. Eppure nonostante i complimenti ricevuti per l’organizzazione di un’edizione memorabile e per gli straordinari risultati ottenuti negli ultimi anni, sia ai Giochi estivi sia a quelli invernali, il Bel Paese è tutto meno che sportivo. Gli italiani faticano ad investire nello sport. Si compiacciono per i successi e le vittorie dei portacolori, ma non considerano pienamente la pratica sportiva come un alleato del proprio benessere e neppure come un motore dello sviluppo economico e sociale dell’intera nazione.
Riportare lo sport e la cultura del movimento al centro dell’agenda politica e della vita dei cittadini è l’obiettivo del Forum Osservatorio Valore Sport, l’appuntamento organizzato da TEHA (The European House Ambrosetti) che ogni anno richiama al Salone d’Onore del CONI Istituzioni, stakeholder e imprese del comparto sportivo italiano ed internazionale.
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Le 6 azioni proposte dal Forum Osservatorio Valore Sport
Gli scorsi 3 e 4 marzo, il quarto forum dell’Osservatorio Valore Sport ha lanciato la sua roadmap per stimolare ancor di più l’Italia a diventare, entro il 2050, un gigante mondiale che considera lo pratica sportiva una vera infrastruttura sociale. Sul piatto sono state messe 6 azioni concrete per altrettanti obiettivi ambiziosi, che oggi sembrano irraggiungibili ad eccezione della necessità di mantenere stabilmente il Team Azzurro nelle prime cinque posizioni dei medaglieri olimpici e paralimpici.
Rimanere vincenti e aumentare i praticanti
Per alimentare il vertice dello sport agonistico, però, è necessario rendere più ampia la base. La sfida si chiama lotta alla sedentarietà. L’intento del Forum è quello di veder dimezzato tra 24 anni il novero degli inattivi.
Dal 37,2% della popolazione non attiva nel periodo post pandemia (2022) si passerebbe ad un incoraggiante 18,6%. La cifra di chi non pratica sport né alcuna attività fisica si avvicinerebbe così a quota 10 milioni di individui. Un risultato che, se l’attuale trend venisse confermato anche nel prossimo quinquennio, potrebbe essere centrato con notevole anticipo. Tra il 2023 ed il 2024, come riportato dal Rapporto Sport ad inizio gennaio, un milione di cittadini ha abbandonato il divano per sposare uno stile di vita più sano ed active. I sedentari sono passati dall’essere 20 milioni agli attuali 18,8 milioni.

Triplicare il numero di bambini e adolescenti che rispettano le linee guida dell’OMS
Significativo è altresì il traguardo di triplicare la quota di bambini e adolescenti che raggiungono le indicazioni contenute nelle linee guida dell’OMS. Nel 2020, ad esempio, il 92% del campione di età compresa fra i 5 e i 17 anni non svolgeva almeno 60 minuti di attività fisica al giorno. Spostando l’orizzonte temporale più avanti di 24 anni, la quota di chi dovrà rispettare le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dovrà essere pari al 27% della popolazione under 18 in età scolare.
Sedentarietà e cattive abitudine, come una alimentazione non corretta o uno stile di vita per nulla attivo, generano un costo annuo in termini sanitari pari a 6,7 miliardi, di cui 3,4 di costi diretti. Una cifra importante che dovrà essere sensibilmente abbattuta grazie a precise politiche di welfare e a campagne di sensibilizzazione sui benefici dello sport, anche perché nel prossimo futuro il Paese dovrà fronteggiare l’invecchiamento della sua popolazione, aumentando la spesa pubblica di 2 o 3 punti percentuali.
Avere persone in salute, a partire dal target più giovane, per passare poi al pubblico over 65, consentirebbe alle casse dello Stato di avere maggiore disponibilità. Se si raggiungessero gli obiettivi di riduzione della sedentarietà, il risparmio fino al 2050 sarebbe di 46,4 miliardi euro. Risorse che potrebbero essere dirottate su altri asset strategici. Uno su tutti? Il parco infrastrutturale.
Visione 2050: più spazi non convenzionali, palestre in tutte le scuole e ammodernamento costante delle strutture
Il quarto pilastro per un’Italia in movimento nel 2050 è costituito proprio dai luoghi dello sport. Aumentare del 30% anche le aree verdi attrezzate e gli spazi non convenzionali non è un invito, ma diventa un focus imprescindibile, soprattutto viste le ataviche difficoltà per erigere un nuovo impianto sportivo.
Nel 2050, stando a quanto auspicato dall’Osservatorio Valore Sport, l’Italia dovrebbe raggiungere una copertura territoriale di 170 impianti ogni 100.000 abitanti, rimanendo così in linea con la media dell’Unione Europea.
Il punto di partenza, però, è lungi dall’essere vicino al traguardo. Il Bel Paese può contare su 138 impianti ogni 100.000 abitanti e sul 43,1% degli istituti scolastici dotati di una palestra. Il dato numerico, però, fornisce solo una rappresentazione quantitativa e non qualitativa dello spazio sportivo.
Secondo il quinto e il sesto punto dell’Osservatorio, due sarebbero le milestone di questa sfida infrastrutturale. Da una parte, ci sarebbe la necessità di ambire a dotare il 100% degli istituti scolastici di una palestra. Dall’altra, invece, ci sarebbe l’urgenza di ammodernare o riqualificare almeno 3.800 strutture l’anno. Così facendo, ogni 12 mesi, il 5% degli spazi adibiti alla pratica sportiva verrebbe reso efficiente e funzionante.
La visione espressa nel corso del quarto forum Osservatorio Valore Sport è chiarissima. Se si condivide un’immagine di un Paese con una maggiore partecipazione e predisposizione dei suoi cittadini all’attività fisica e sportiva, allora bisogna darsi da fare. Anzi, è opportuno muoversi. In tutti i sensi.

Foto concesse dall’Ufficio Stampa TEHA






