Superiamo le barriere: oggi si celebra la Giornata Mondiale della Giustizia Sociale

Si celebra oggi, 20 febbraio, la Giornata Mondiale della Giustizia Sociale, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel novembre del 2007. La ricorrenza ha il compito di ricordare che lo sviluppo e la giustizia sociale sono elementi fondamentali per “il raggiungimento e il mantenimento della pace e della sicurezza all’interno delle Nazioni” (dalla pagina web ufficiale dell’ONU). Ma non solo.

Quest’anno la celebrazione assume un’ulteriore valenza, considerando che il 24 febbraio prossimo sarà il primo anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. Il tema della giustizia sociale accoglie in sé non solo quello della pace e della sicurezza, ma mira anche ad accendere i riflettori su povertà e disuguaglianza, dilaganti e altamente limitanti per la crescita di molti Paesi. Tali condizioni si verificano anche e soprattutto nelle Nazioni in cui la guerra la fa da padrone. Senza contare che gli strascichi della pandemia da Covid-19 ancora si avvertono forti e chiari.

Il tessuto sociale, a livello internazionale, risente inevitabilmente delle conseguenze che derivano da conflitti, crisi sanitarie e disastri naturali – sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico. Dunque, è necessario che si parli di Giornate come questa e che si dialoghi su come poter intervenire, tempestivamente, per arginare le disuguaglianze e le ingiustizie. 

Il tema scelto per il 2023

Il tema scelto per il 2023 riguarda il “Superamento delle barriere e la creazione di opportunità per la giustizia sociale”. In breve, l’obiettivo è sensibilizzare ma anche infondere un senso di comunità e solidarietà. Si fa inoltre riferimento all’importanza delle istituzioni nei processi di crescita e ricostruzione, laddove ce ne sia bisogno. Far sì che le popolazioni acquistino fiducia nei Governi del mondo che il dialogo sia sempre aperto è uno dei principali obiettivi dell’ONU. 

Quanto al superamento delle barriere, bisogna aprire una parentesi sullo sviluppo inteso come necessità di mettere in condizioni le popolazioni indigenti a procedere di pari passo con le altre. Digitalizzazione, modernizzazione delle infrastrutture, inclusione; nessuno deve essere lasciato indietro. Colmare i divari, di qualsiasi natura questi siano, è diventata un’esigenza che riguarda tutti. Le criticità legate alle disparità su scala globale si avvertono quotidianamente, tuttavia, alcuni episodi hanno reso palese la necessità del “superamento delle barriere”. Se n’è avuto contezza recentemente, quando si doveva lavorare alla distribuzione dei vaccini nelle fasi più complesse della pandemia. Molti Paesi hanno avuto difficoltà nell’approvvigionamento e ciò ha comportato: la perdita, evitabile, di migliaia di vite umane e una maggiore complessità nel rallentare la corsa del virus. 

Giustizia sociale e Terzo settore: un legame indissolubile

Inevitabile, viste le premesse, evidenziare che esistono realtà che ogni giorno portano avanti azioni e progetti che hanno per oggetto la giustizia sociale. Chi milita nel Terzo Settore tocca con mano le disuguaglianze e le ingiustizie sociali, soprattutto nelle piccole comunità. La Giornata del 20 febbraio, pertanto, funge da monito anche a chi opera nei centri minori, a chi tocca la complessità nel quotidiano e applica e dispensa buone pratiche perché la collettività si mobiliti a ridurre i gap, che possono essere di natura economica e sociale, insieme alle istituzioni.

Il nostro Paese sta attraversando una fase critica; se da una parte cresce l’occupazione, dall’altra bisogna far fronte alle conseguenze della pandemia e del conflitto tra Russia e Ucraina che si abbattono sui cittadini, soprattutto su coloro che vivono una condizione di maggiore fragilità. Serve tempo perché si sviluppino i progetti e le iniziative proposte, ad esempio, dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Teoricamente e tecnicamente il PNRR e le altre opportunità rappresentano una risposta al malessere e alle disuguaglianze, ma si parla di risposte a lungo termine. Questo è uno dei motivi per cui va rimarcato il lavoro sociale ordinario il cui intento è agire nella maniera più efficiente e tempestiva in ogni singola comunità.

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