Cresce la popolazione dei NEET in Italia: il ministro Andrea Abodi ha pronto un nuovo Decreto legge

Cresce la popolazione dei NEET nel nostro Paese. Nonostante il mercato del lavoro stia registrando numeri parzialmente positivi, in alcune regioni il numero di ragazzi che non studia né lavora è diventato esponenziale. La questione è ulteriormente preoccupante perché il dato è rilevato su scala europea. Le regioni del Mezzogiorno, quindi, sono quelle che portano sulle proprie spalle il peso di questo record. 

Prima di approfondire le statistiche, anticipiamo che Marche, Molise, Campania e Sardegna hanno invece visto una crescita, anzi, una decrescita del numero di giovani non impegnati né con lo studio né sul fronte lavorativo. 

I dati Eurostat sui NEET: malissimo Sicilia, Calabria e Piemonte

L’indagine condotta dall’istituto di statistica europeo determina che, nel 2021, la Sicilia contava un numero di NEET pari al 30,2%, Campania e Calabria rispettivamente 27,7% (l’anno precedente era al 28%) e 27,2%. Male anche Piemonte, Lazio e Lombardia: oltre il 17% per tutte e tre le Regioni. Il dato, se riferito alla media europea (ovvero il 10,8%), è elevatissimo. Basti pensare che in Svezia la percentuale di NEET si aggira intorno al 3%. 

C’è un altro aspetto interessante da prendere in considerazione: NEET e Gender Gap. La statistica indica che in Italia il 25% delle donne, di età compresa tra i 15 e i 29 anni, non ha né un impiego né un percorso di studi all’attivo.

Ma perché accade? Cosa frena le donne? Il dossier 2022 dell’Osservatorio Indifesa, realizzato da Terre des Hommes e OneDay Group, che ha visto il coinvolgimento di circa 2000 ragazze di età compresa tra 14 e 26 anni, ha valutato i fattori che incidono maggiormente. Il primo riguarda “le convenzioni” e i ruoli accettabili socialmente; l’altro, banalmente, si configura in un mercato del lavoro poco accogliente per le donne che desiderano avere una famiglia e più premiante nei confronti degli uomini. In generale, il campione intervistato ha evidenziato come molte donne non riescano a vedere un futuro ricco di prospettive proprio a causa degli stereotipi e del fatto che, secondo molte, il luogo di lavoro sia uno di quello in cui le discriminazioni si manifestano in maniera importante. 

Il Ministro per lo Sport e per i Giovani presenterà un Decreto Legge dedicato alle Politiche Giovanili

Preso atto di quanto sia complessa la situazione nel Bel Paese, le istituzioni pianificano diversi interventi. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha annunciato, durante un incontro del Comitato Editoriale di VITA (a cui hanno preso parte i rappresentanti di 79 organizzazioni del Comitato stesso), tenutosi lo scorso 23 marzo, che presto presenterà un Decreto legge dedicato alle politiche giovanili. 

Stefano Arduini, direttore di VITA, ha aperto i lavori proprio presentando i dati sui NEET in Italia e il tema del disagio giovanile. Abodi ha quindi chiarito in merito: “Non è solo disagio, e va ben oltre il dato dei tre milioni di Neet. […] I numeri ci inchiodano rispetto alla dimensione dei fenomeni, e ne siamo bombardati da sempre. Presto sarà formalizzato un tavolo interministeriale sui giovani, per i quali stiamo lavorando a un Decreto legge specifico. Non vogliamo ripetere gli errori del passato, per esempio nell’impostazione non soltanto delle varie Finanziarie e delle varie misure adottate nel tempo, ma anche del Pnrr come strumento che non ha fatto emergere un provvedimento verticale dedicato ai giovani”. Dunque, il Governo Meloni, che sin dal primo istante ha evidenziato quanto sia indispensabile intervenire sul fronte giovani nel nostro Paese, ha le idee chiare. 

NEET: l’importanza del Servizio Civile Universale

Durante l’incontro si è anche affrontato il tema Servizio Civile Universale, su cui Abodi ha precisato: “Noi abbiamo avuto un elemento che si è manifestato in maniera chiara, vale a dire quello del Servizio civile universale che ci ha consentito di fare questo bando da 71.550 posizioni. Le risorse però adesso scadono, quindi abbiamo l’esigenza di rinnovare l’impegno finanziario e di verificare che anche l’Europa possa continuare sotto altre forme a sostenerlo. 

Abodi ha fornito poi ulteriori dati su cui riflettere: “A queste 71.550 posizioni si devono sommare le 5.000 del Servizio civile digitale e le circa 1.500 del Servizio civile ambientale, che però dev’essere ancora lanciato. […] Bisogna però ragionare sul dato che è emerso, cioè dei 105mila che negli ultimi anni si sono ridotti progressivamente di oltre 20mila unità. È un indicatore ulteriore di malessere che non va sottovalutato, che non è fisiologico e non è soltanto il frutto della manifestazione di un processo di denatalità. Ma se la Francia conta 140mila giovani impegnati su questo fronte è anche perché ne parla continuamente nelle scuole”. Dunque, secondo il ministro, anche gli istituti scolastici devono partecipare attivamente alla diffusione di informazioni che riguardano i percorsi da intraprendere durante o dopo gli studi. 

Save The Children: “Spazio Futuro”, arriva l’hub per i giovani di età compresa tra i 16 e 24 anni

In tema di interventi utili per risanare una situazione molto complessa, Save The Children ha dato vita, a Ostia Nuova, a “Spazio Futuro”, in collaborazione con il Municipio di X di Roma, vale a dire uno spazio dedicato ai giovani di età compresa tra i 16 e i 24 anni che ha lo scopo di “promuovere talenti, costruire percorsi di crescita professionale e personale e contrastare le condizioni di esclusione dal mondo della scuola, della formazione e del lavoro”. 

L’Organizzazione lavora con istituzioni, aziende, Terzo Settore, agenzie per il lavoro ed enti di formazione anche per contrastare il fenomeno dei NEET. 

“Lo Spazio Futuro di Save the Children si inserisce nel più ampio piano di sviluppo del nostro territorio e rappresenta un presidio importante per il contrasto alla dispersione giovanile e un motore d’innovazione per il presente e il futuro dei ragazzi del nostro territorio”, ha spiegato Mario Falconi, Presidente del Municipio di X di Roma. “In questa direzione va l’impegno congiunto del nostro Municipio con Save the Children: i giovani sono la risorsa più importante di un territorio, per questo bisogna investire su di loro e con loro. La collaborazione e il dialogo con le scuole, le aziende, i centri per l’impiego, le associazioni, gli enti locali, attraverso tavoli di confronto, consentiranno di ampliare le opportunità per i giovani e di rafforzare la rete territoriale supportando i ragazzi affinché tornino a studiare o a intraprendere un percorso di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro”.

Torna, anche in questo caso specifico, la centralità del lavoro che deve essere fatto da scuole, istituzioni, aziende e agenzie: è palese la necessità di creare una rete solida che possa coadiuvare i giovani nel processo di crescita e che possa indicare loro una strada da seguire.

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