Agrigento Capitale della Cultura 2025, il sindaco Miccichè: “Un atto di grande coraggio premiare il nostro progetto”

Sono emozionato ed orgoglioso. Abbiamo fatto un ottimo lavoro, sono quasi due anni che siamo sul nostro dossier”, ha comunicato ai media Francesco Miccichè, sindaco di Agrigento, a seguito della proclamazione della città siciliana come Capitale della Cultura per il 2025. “Un progetto ambizioso – ha proseguito il primo cittadino – che parla di cultura ma anche di relazione tra i popoli del mediterraneo perché Agrigento è al centro. Siamo stati premiati, si è avuto il coraggio di premiare un progetto così”. 

Miccichè ha invitato i colleghi delle altre città in corsa (Aosta, Assisi, Asti, Bagnoregio, Monte Sant’Angelo, Orvieto, Pescina, Roccasecca e Spoleto) a “creare una rete culturale e turistica, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia; creiamo la nazionale sportiva dove gli atleti non si conoscono o quasi, ma hanno tutti lo stesso obiettivo e tutti lo stesso spirito d’appartenenza: quello di essere italiani”.

Infine, ha concluso: “Oggi non ha vinto Agrigento, non ha vinto la Sicilia, ma ha vinto l’Italia perché in questo momento storico e politico aver promosso questo dossier, il cui progetto è incentrato sui temi degli scambi culturali fra popoli, sull’accoglienza, sull’integrazione, sul dialogo, sulle relazioni delle diverse etnie del Mediterraneo, è stato un grande atto di coraggio e di estrema sensibilità della commissione e quindi di riflesso della classe dirigente nazionale”.

Dopo Pesaro (Capitale della Cultura 2024), quindi, il testimone passa ad Agrigento, alla città custode di una storia immortale, le cui strade si intrecciano in un cammino di passato e presente. Tra la Valle dei Templi e le parole di Sciascia, Camilleri e Pirandello, Agrigento, insieme all’isola di Lampedusa, sarà il faro italiano della cultura nel 2025. 

Agrigento Capitale della Cultura 2025: “Un programma di grande interesse a livello nazionale e internazionale”

A dare notizia del riconoscimento è stato il ministro della Cultura, Sangiuliano, mentre la motivazione che ha portato alla proclamazione è la seguente: Agrigento assume come centro del proprio dossier di candidatura la relazione fra l’individuo, il prossimo e la natura, coinvolgendo l’isola di Lampedusa e i comuni della provincia e ponendo come fulcro il tema dell’accoglienza e della mobilità. Il progetto risponde in modo organico all’obiettivo di presentare a un pubblico vasto un programma di grande interesse a livello territoriale, ma anche nazionale e internazionale”.

L’onorevole Antonino Mangiacavallo, presidente del Consorzio universitario, ha riferito inoltre: “Questo riconoscimento permetterà una ulteriore crescita culturale, ma anche sociale, economica, imprenditoriale e occupazionale, in maniera che Agrigento possa tornare meritatamente nella dimensione che ha avuto nei secoli: città protagonista che con i romani, gli arabi, i greci, con francesi e spagnoli ha dimostrato di meritare. Si chiude una fase, ma se ne apre un’altra più importante”. In proposito, Mangiacavallo ha anche spiegato che in fase di progettazione si è tenuto conto di elementi quali: la coesione sociale, la transizione ecologica e la digitalizzazione. 

L’annuncio del ministro Sangiuliano: “presto grandi novità”

In occasione della proclamazione, Sangiuliano ha anche riferito ai media: “La Capitale della Cultura fa accendere i riflettori su una città, ed è un bene, considerata la grande varietà di luoghi che offre l’Italia: questa è la nostra ricchezza. Ma ciascuna di loro è uno scrigno, per questo cercherò di fare qualcosa e di recuperare in qualche modo anche con le cittadine che sono arrivate finaliste“. 

Poi ha annunciato: “dal prossimo anno, oltre alla capitale della Cultura e a quella del Libro proclameremo anche la Capitale dell’Arte Contemporanea – e con il supporto dell’UE, ndr – la capitale europea del Mediterraneo“. 

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