Social media vietati ai minori di 13 anni: la proposta di legge negli USA

Protecting Kids on Social Media Act: questa la denominazione della proposta di legge presentata al Senato degli Stati Uniti da democratici e repubblicani a fine aprile. Si tratta, in breve, di un provvedimento che ha lo scopo di tutelare i minori di 13 anni dagli effetti negativi provocati dall’utilizzo dei social network. 

La misura, in concreto, prevede: il divieto di utilizzo per gli under 13 e la possibilità di accedere alle piattaforme social dai 13 ai 17 anni previo consenso dei genitori. In pratica l’obiettivo è applicare in maniera certosina la Children’s Online Privacy Protection Act ovvero, come si legge sul sito della Federal Trade Commission, organo ufficiale del Governo degli USA, la legge che: “impone determinati requisiti agli operatori di siti Web o servizi online rivolti a bambini di età inferiore a 13 anni e agli operatori di altri siti Web o servizi online che sono effettivamente a conoscenza del fatto che stanno raccogliendo informazioni personali online da un bambino di età inferiore a 13 anni”. 

Il perché della stretta sui social da parte di repubblicani e democratici

Ma perché si è arrivati a questo punto? La risposta è da ricercarsi in diversi studi accademici e scientifici che hanno dimostrato come i social abbiano contribuito a un peggioramento della salute mentale collettiva e in modo particolare dei più giovani. Da diversi mesi, inoltre, il Congresso USA sta discutendo delle sorti di Tik Tok negli Stati Uniti; nel caso specifico, oltre alla tutela dei minori, in gioco c’è anche la tutela dei dati personali e della privacy. 

La Protecting Kids on Social Media Act, dunque, intende fare in modo che i giovanissimi non siano preda degli algoritmi che moderano i feed e i processi tecnici dei social network. Ma in che modo? Per far sì che l’intento venga rispettato, il testo prevede l’inserimento di un programma di verifica dell’età interamente controllato dal Governo USA, con la supervisione del Dipartimento del commercio. Oltre alle canoniche informazioni personali che le piattaforme richiedono, infatti, i minori – over 13 – che intendono iscriversi dovrebbero fornire anche documenti di identità propri e dei genitori, incaricati di fornire l’assenso per procedere con la registrazione. 

I firmatari della proposta di legge hanno chiarito che si tratta di una misura necessaria in quanto gli sforzi messi in campo dalle varie piattaforme per tutelare i ragazzi non risultano essere sufficienti. 

Il senatore democratico Brian Schatz ha affermato in merito: “Questi algoritmi ci stanno rendendo sempre più polarizzati, offensivi, depressi e arrabbiati l’uno con l’altro. È già abbastanza grave che stia accadendo a noi adulti, il minimo che possiamo fare è proteggere i nostri bambini”. 

Vivek Murthy lancia l’allarme: “I social non sono sufficientemente sicuri per i nostri ragazzi

Le preoccupazioni manifestate dalla politica sono condivise anche da una delle massime autorità del settore sanitario americano: il dottor Vivek Murthy, che vanta un curriculum di tutto rispetto. Oltre ad essere ammiraglio della marina militare, infatti, Murthy è il 21° Surgeon General degli Stati Uniti, ovvero il chirurgo generale che gestisce il servizio di Salute pubblica nazionale da ben tre amministrazioni – Obama, Trump e Biden. 

Nelle ultime ore, come riporta il NYT, Murthy ha emesso un avviso pubblico proprio inerente alla salute mentale e ai social network. Il quotidiano statunitense specifica che la posizione ricoperta dal chirurgo generale manca di qualsiasi potere reale, quindi la nota diffusa non ha forza di legge o politica, semplicemente richiama l’attenzione degli americani su “un problema urgente di salute pubblica“.

Ci sono ampi indicatori che i social media possono anche avere un profondo rischio di danni alla salute mentale e al benessere di bambini e adolescenti“, ha spiegato Murthy. Nel testo, dunque, vengono indicate raccomandazioni per orientare le famiglie per far sì che i ragazzi possano approcciarsi in maniera prudente al mondo social. Inoltre, ha raccomandato alle famiglie di ridurre l’utilizzo dei dispositivi digitali durante i pasti, le riunioni di famiglia, le feste e così via, anche per ritrovare la socialità che spesso manca. 

In più, il dottor Murthy ha anche invitato le aziende tecnologiche a imporre limiti di età minima e a creare impostazioni predefinite per i bambini con elevati standard di sicurezza e privacy. Infine, ha esortato il Governo a creare standard di salute e sicurezza adeguati all’età per le piattaforme tecnologiche, esattamente ciò che intende ottenere il Protecting Kids on Social Media Act.

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