Autonomia idrica: il progetto della Campania rivolto alle generazioni future

Autonomia idrica dell’intero territorio entro i prossimi tre/cinque anni: questo l’ambizioso progetto prospettato dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nell’ambito della fiera internazionale Ecomondo 2023 di Rimini. La 26esima edizione della manifestazione dedicata all’ambiente ha toccato diversi punti fondamentali sul futuro del Pianeta e del lavoro green: transizione ecologica, economia circolare, decarbonizzazione e innovazioni tecnologiche. 

Autonomia idrica, De Luca: “Un progetto di grande valore”

Durante la due giorni, 8 e 9 novembre, si sono susseguiti incontri, dibattiti, panel e presentazioni che hanno posto l’accento sull’impegno della Regione Campania in merito, ad esempio, alle fonti alternative e comunità energetiche, passando per l’Unità di intelligenza ambientale focus del centro di monitoraggio del Real Sito di Carditello. In merito, il Vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, ha spiegato: “Raccoglieremo dati, matrici ambientali, e li archivieremo e metteremo in relazione dinamica attraverso sistemi d’intelligenza artificiale i dati verrano utilizzati in chiave previsionale e preventiva. Quest’operazione ribalta i termini tra conoscenza e decisione. I dati guideranno la scelta per meglio procedere”.

Tra le progettualità avveniristiche di cui si è parlato in fiera, si trova la prospettiva di un’autonomia idrica. Il Presidente De Luca ha chiarito “c’è un grande progetto per realizzare una ventina di invasi collinari per avere una riserva idrica importante in caso di siccità“. 

Si tratterebbe, come conferma lo stesso Presidente di un’attività ambiziosa. “Quello dell’autonomia idrica dell’Italia – ha riferito durante il panel dedicato – doveva essere uno dei problemi risolti dal Pnrr. Ma non è andata così, non siamo un Paese serio e stiamo bruciando miliardi del Pnrr. Allora noi Regione Campania abbiamo deciso di fare questo progetto da soli. Lo realizzeremo in tre-cinque anni“.

Anche perché: “Il tema delle risorse idriche è un tema del futuro, con il quale dovremo fare i conti nei decenni a venire per via delle mutazioni climatiche e soprattutto per l’esaurirsi della risorsa acqua”. A proposito di risorse idriche, un recente studio ha rilevato che l’eccessivo consumo di acque ha inclinato l’asse terrestre. La ricerca “Global depletion of groundwater resources”, realizzata da un team di ricercatori (Corea del Sud, Australia , Cina e USA), ha stimato che dal 1993 al 2010 l’essere umano abbia sfruttato 2.150 gigatonnellate di acque sotterranee; in parole povere, un più di 6 millimetri in merito all’innalzamento del livello del mare.

Nel documento si legge anche che la diminuzione delle acque sotterranee, congiuntamente allo scioglimento dei ghiacciai, hanno contribuito in maniera importante alla distribuzione poco equilibrata dell’elemento idrico sulla Terra. 

Un bene pubblico

De Luca ha precisato altresì che le risorse idriche resteranno una risorsa pubblica: “Le tariffe sono pubbliche, la collaborazione con i privati riguarda il rifacimento e l’inserimento di nuove tecnologie nelle reti idriche. Questo potrebbe diventare un esempio virtuoso per l’Italia“. L’obiettivo è dunque porre la prima pietra affinché il progetto possa rappresentare un punto di partenza anche per le altre Regioni. 

Ambiente e Futuro: cosa rappresenta l’autonomia idrica

Andiamo verso un mondo più fragile – ha spiegato ancora il Governatore della Campania – e dobbiamo stare attenti. La transizione ecologica sarà uno dei compiti irrinunciabili per il futuro dell’umanità, ma richiede risorse immense, pubbliche e private. O abbiamo fiumi di miliardi di dollari che vanno in direzione degli apparati industriali militari, o riduciamo questo flusso e li investiamo sull’ambiente”.

Dunque, De Luca non ha dubbi: per garantire un futuro degno alle prossime generazioni è necessario agire in tempi brevi, lavorare sulla prevenzione e investire nelle innovazioni. “Dobbiamo decidere che mondo lasciare ai nostri figli: se di paura per i terremoti, il bradisismo, di paura per le guerre, di paura per i disastri ambientali. O a un mondo in cui ci sia il primato della coscienza, della prevenzione, proteggendo l’umanità dai rischi più gravi. Questi propositi devono trasformarsi in proposito di governo“.

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