Il premio giornalistico “Paolo Osiride Ferrero” mette al centro la sfida dell’inclusione e la disabilità

Torino si conferma ancora una volta in prima linea nel dibattito e nelle iniziative dedicate alla disabilità e all’inclusione sociale. Dal 5 al 7 ottobre, la città piemontese ha ospitato un evento di interesse globale, il World Summit on Accessible Tourism, trasformandosi in un vero e proprio laboratorio internazionale per un turismo privo di barriere.

In questo contesto, torna per il terzo anno consecutivo il Premio Giornalistico “Paolo Osiride Ferrero”, un appuntamento che mira a valorizzare chi, nel mondo dell’informazione, sa raccontare la disabilità e l’inclusione sociale con un linguaggio nuovo, rispettoso e consapevole. 

Il concorso è un’idea della Consulta per le Persone in Difficoltà (CPD) di Torino e gode del fondamentale sostegno della Fondazione CRT. L’iniziativa si inserisce in aggiunta nell’ambito dell’Agenda della Disabilità, un progetto innovativo nato dalla stessa collaborazione e pensato per rafforzare i diritti e la partecipazione delle persone con disabilità attraverso azioni concrete e una comunicazione mirata. 

A conferma della sua rilevanza, il Premio ha ottenuto il patrocinio di istituzioni di primo piano, come l’Ordine dei Giornalisti (nazionale e Piemonte), la Federazione Nazionale Stampa Italiana, la Città di Torino e la Regione Piemonte, potendo contare anche sulla collaborazione di enti importanti come il Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” dell’Università di Torino, l’Associazione Angelo Burzi, OPES aps, e l’Agenzia ANSA in veste di media partner.

I criteri: obiettività e i goal dell’Agenda della disabilità

Il cuore del Premio Ferrero è la volontà di conferire un riconoscimento a quei testi che non si limitano a descrivere la condizione di disabilità, ma che invece  lo fanno attraverso un approccio, un linguaggio e una trattazione originali. La giuria cercherà quindi lavori capaci di avere un impatto reale, capaci di far evolvere il dibattito pubblico e le coscienze.

Un’attenzione particolare viene riservata altresì agli elaborati che affrontano i sei goal fondamentali stabiliti dall’Agenda della Disabilità, la piattaforma programmatica ideata da CPD e Fondazione CRT. Questi obiettivi strategici coprono aree vitali per l’inclusione, come l’abitare sociale, il sostegno alle famiglie, la piena partecipazione al vivere il territorio, le opportunità di lavoro, la necessità di imparare dentro e fuori la scuola, e la qualità del curare e curarsi

Novità 2025: focus sull’attivismo e la sede della premiazione

L’edizione 2025 introduce due novità. Il primo è l’istituzione del Premio Speciale per l’Attivismo, un riconoscimento mirato a onorare coloro che si spendono in prima persona nella difesa e promozione dei diritti delle persone con disabilità, affiancando all’eccellenza giornalistica anche l’impegno sul campo.

La seconda novità riguarda la cerimonia di premiazione. La consegna dei riconoscimenti avverrà infatti il 4 dicembre 2025 e sarà integrata all’interno della seconda edizione del Disfestival. Si tratta di un festival interamente organizzato dalla CPD a Torino, la cui missione è chiara: smantellare i pregiudizi e gli stereotipi che ancora circondano il mondo della disabilità, rendendo l’evento il palcoscenico ideale per celebrare la comunicazione più progressista e inclusiva.

 

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Categorie di concorso, riscontro nazionale e la giuria

Il concorso si articola in tre categorie uniche, ciascuna con un riconoscimento economico di 2.000 euro: carta stampata (aperta a articoli, servizi giornalistici, inchieste o reportage pubblicati su testate nazionali o locali su supporto cartacei), radio e TV (dedicata ai migliori servizi radiofonici o televisivi trasmessi su canali locali o nazionali e web e social (riguarda ogni genere di contenuto diffuso online, che sia testuale, visivo o audio, apparso su siti web, blog, piattaforme social o altre vetrine digitali).

Il richiamo del Premio è già molto ampio, come dimostrato dall’edizione precedente, che ha registrato oltre 150 adesioni provenienti da ogni angolo d’Italia. Ancora più significativo è l’ampliamento delle collaborazioni e delle firme coinvolte, che spaziano dalle principali testate nazionali come La Stampa, Il Corriere della Sera e La Repubblica, fino a importanti realtà del panorama radiotelevisivo quali TG2 Medicina, RAI 3 e Radio 1 RAI. Un segnale inequivocabile di come il tema stia guadagnando sempre più spazio e qualità nell’informazione italiana.

A presiedere la Giuria ufficiale del Premio è Luigi Contu, Direttore dell’Agenzia ANSA, con il coordinamento di Fabrizio Vespa. Accanto a loro, un Comitato Tecnico Scientifico riunisce personalità provenienti dal mondo culturale, sociale, e del settore profit e non profit, assicurando una valutazione completa e autorevole dei contenuti. Il concorso, in sostanza, si configura come un faro per il giornalismo etico e un motore di cambiamento sociale, onorando la memoria di un uomo che per primo comprese il potere della parola nel costruire una società realmente inclusiva.

Da Osiride Ferrero all’evoluzione del linguaggio

Il Premio è intitolato a Paolo Osiride Ferrero, figura storica della Consulta per le Persone in Difficoltà, di cui fu presidente dal 1995. La sua eredità è centrale: Ferrero si distinse difatti per la sua capacità di innovare non solo nel dialogo con le istituzioni e il mondo associativo, ma soprattutto nella sua interazione con la comunicazione.

Egli intuì che la vera svolta passava dal superamento della barriera culturale che tendeva a confinare i temi della disabilità ai margini del linguaggio comune e dei normali canali informativi. Il suo impegno costante per un approccio più maturo e meno pietistico ispira ancora oggi la selezione e la premiazione dei lavori.

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