Storyline #2 – “Marta vuole giocare”: un corto che sfida il machismo e parla di sogni, ora anche su Rai Cinema

Approda su Rai Cinema “Marta vuole giocare”, il cortometraggio scritto e diretto dal regista Matteo Quarta, che racconta con delicatezza e forza la determinazione di una ragazza e il valore sociale della lotta contro gli stereotipi di genere.

Al centro della storia c’è Marta, una ragazzina di 12 anni interpretata dalla talentuosa Giulia Coppola, con un sogno nel cassetto: diventare una calciatrice e ricalcare le orme del suo mito, Barbara Bonansea, attaccante della Nazionale italiana.

Approda su Rai Cinema “Marta vuole giocare”, il cortometraggio scritto e diretto dal regista Matteo Quarta, che racconta con delicatezza e forza la determinazione di una ragazza e il valore sociale della lotta contro gli stereotipi di genere. Al centro della storia c’è Marta, una ragazzina di 12 anni interpretata dalla talentuosa Giulia Coppola, con un sogno nel cassetto: diventare una calciatrice e ricalcare le orme del suo mito, Barbara Bonansea, attaccante della Nazionale italiana.

 

In “Marta vuole giocare” lo sport è strumento di emancipazione

La vicenda segue il percorso di Marta, che con passione e coraggio si allena, sogna la rete decisiva e l’applauso, ma deve fare i conti con un ambiente sociale ostile. Il vero avversario non è solo la difficoltà tecnica o la fatica degli allenamenti: è un machismo imperante, fatto di battute, sottovalutazioni e del luogo comune che recita «il calcio non è uno sport per femmine». Sul suo cammino Marta deve confrontarsi con figure simboliche di questo contesto: il padre autoritario, interpretato da Fortunato Cerlino, e la madre, interpretata da Lucia Lorè, che rappresentano le diverse sfumature di sostegno e ostacolo che ogni giovane atleta può incontrare.

Più che una semplice storia sportiva, “Marta vuole giocare” è un progetto che esercita una funzione educativa e sociale: lo sport diventa strumento di emancipazione, crescita e inclusione. Attraverso sguardi, gesti e dialoghi autentici, il corto invita lo spettatore a riflettere su come la cultura e i pregiudizi condizionino le scelte delle nuove generazioni, e su quanto sia urgente promuovere ambienti sportivi e sociali che valorizzino il talento indipendentemente dal genere.

Il passaggio su Rai Cinema rappresenta un riconoscimento importante: significa che storie che mettono al centro la parità di genere e la lotta agli stereotipi trovano spazio e visibilità, raggiungendo un pubblico più ampio e alimentando il dibattito pubblico su pratiche sportive inclusive.

E la storia di Marta potrebbe non fermarsi qui: e se il corto “Marta vuole giocare” diventasse un lungometraggio? L’eventuale sviluppo in film lungo sarebbe un’occasione per approfondire i personaggi, raccontare il contesto sociale con maggiore ampiezza e portare ancora più lontano il messaggio che lo sport può essere una leva potente per cambiare mentalità e aprire strade nuove alle ragazze che sognano di giocare a calcio.

Approda su Rai Cinema “Marta vuole giocare”, il cortometraggio scritto e diretto dal regista Matteo Quarta, che racconta con delicatezza e forza la determinazione di una ragazza e il valore sociale della lotta contro gli stereotipi di genere. Al centro della storia c’è Marta, una ragazzina di 12 anni interpretata dalla talentuosa Giulia Coppola, con un sogno nel cassetto: diventare una calciatrice e ricalcare le orme del suo mito, Barbara Bonansea, attaccante della Nazionale italiana.

 

Il corto “Marta vuole giocare”, scritto e diretto da Matteo Quarta ed interpretato da Fortunato Cerlino, Giulia Coppola e Lucia Lorè, è prodotto da CMA Creative Management Association, Halibut Film e Movi Production.

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