Disagio giovanile, il Terzo settore moltiplica il valore degli investimenti

Terzo settore

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La ricerca di Intesa Sanpaolo e Prometeia sulla lotta al disagio giovanile: i progetti del Terzo settore per i giovani generano un impatto sociale fino a 3,5 volte l'investimento. (149)

Quanto vale un progetto che aiuta un giovane a trovare lavoro, superare l’isolamento o costruire il proprio futuro? La risposta arriva da una ricerca di Intesa Sanpaolo e Prometeia, che misura l’impatto sociale delle iniziative del Terzo settore dedicate al contrasto del disagio giovanile.

Il risultato è significativo: ogni euro investito può generare fino a 3,5 euro di benefici sociali, dimostrando come gli interventi di inclusione rappresentino non soltanto una risposta alle fragilità, ma un investimento per l’intera comunità.

Contrasto al disagio giovanile: 40 milioni per sostenere i giovani

Nel 2025 la Direzione Impact di Intesa Sanpaolo ha finanziato 179 progetti per circa 40 milioni di euro, sostenendo iniziative dedicate all’istruzione, alla formazione professionale, all’inserimento lavorativo e alla socializzazione.

Gli interventi prevedono percorsi di qualificazione per oltre 15mila persone, accompagnamento al lavoro per più di 10mila beneficiari e attività educative, sportive e aggregative rivolte a oltre 73mila giovani under 25.

Secondo la valutazione, i progetti legati all’istruzione e alla formazione possono generare benefici sociali pari a circa tre volte le risorse impiegate. Per le iniziative sportive e di socializzazione il rapporto sale a 3,5.

Come si misura il valore del non profit

La novità riguarda soprattutto il metodo di valutazione.

Non basta più contare quanti giovani partecipano a un progetto o quante attività vengono organizzate. Occorre capire cosa cambia concretamente nella vita dei beneficiari.

Un corso di formazione, per esempio, produce risultati quando aumenta le possibilità di trovare un impiego. Un’attività sportiva genera valore quando favorisce l’inclusione, migliora le relazioni e contrasta l’isolamento.

Attraverso specifici indicatori, la valutazione d’impatto permette di stimare questi benefici, anche in termini economici.

Si tratta di risultati attesi, non di guadagni effettivi né di benefici già realizzati: la loro conferma richiede verifiche successive.

Il Terzo settore protagonista del cambiamento

La ricerca valorizza il ruolo delle organizzazioni del Terzo settore, capaci di intercettare bisogni che spesso sfuggono agli strumenti tradizionali di intervento.

Associazioni, cooperative sociali ed enti sportivi rappresentano presìdi fondamentali soprattutto nei territori caratterizzati da povertà educativa, disoccupazione giovanile e fragilità relazionali.

Misurare l’impatto significa anche aiutare queste realtà a migliorare i propri progetti, rafforzare la collaborazione con le istituzioni e attrarre nuove risorse.

La sfida, dunque, non è soltanto finanziare più iniziative, ma sostenere quelle capaci di produrre cambiamenti concreti e duraturi.

Perché investire nei giovani significa prevenire nuove forme di esclusione, costruire opportunità e rafforzare la coesione sociale. E oggi è possibile dimostrare, anche attraverso i numeri, quanto questo investimento sia prezioso.

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