Terzo settore: via libera ai Titoli di Solidarietà da parte della Commissione Europea

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Maria Teresa Bellucci Titoli di Solidarietà

È notizia dell’ultima ora: la Direzione Generale Concorrenza della Commissione Europea ha confermato che i social bond non sono da ritenersi aiuto di Stato. Fatto rilevante per il Terzo settore che evidenzia il ruolo unico e di basilare importanza del non profit. Un passaggio che ha incontrato da subito il favore del Governo italiano, tramite la voce del Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci: “ok a Titoli di Solidarietà un altro straordinario risultato del Governo Meloni per sostenere il Terzo settore italiano”. 

On. Maria Teresa Bellucci: “Un via libera fondamentale, che segue quello dello scorso anno sul regime fiscale agevolato degli Enti del Terzo Settore e delle Imprese Sociali”

Quanto stabilito dalla “Direzione Generale Concorrenza della Commissione Europea, con la nuova Comfort Letter del 23 settembre – ha riferito il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci – ha confermato che la disciplina sui Titoli di Solidarietà previsti dall’articolo 77 del Codice del Terzo settore non costituisce aiuto di Stato. Un via libera fondamentale che segue quello, storico, già ottenuto il 7 marzo dello scorso anno sul regime fiscale agevolato degli Enti del Terzo Settore e delle Imprese Sociali“.

Un passo atteso e risolutivo che qualifica l’esistenza e il lavoro delle realtà che operano nel Terzo Settore come fondamentali per lo sviluppo del Paese. Una visione di cui l’Italia si è fatta promotrice e che viene riconosciuta a livello internazionale. 

In proposito, Bellucci ha aggiunto: “L’Unione Europea recepisce e condivide pienamente la vision del nostro Governo: gli Enti del Terzo Settore svolgono un ruolo unico, ad alto valore sociale, e non possono essere equiparati alle ordinarie imprese a scopo di lucro. Riconoscere la specificità del non profit significa offrire strumenti concreti a chi ogni giorno si prende cura delle nostre comunità”. 

Cosa sono i Titoli di Solidarietà e cosa cambia con delibera UE

Avverrà, dunque, il superamento di alcune barriere di accesso al credito per gli ETS. Brevemente, i Titoli si traducono in obbligazioni, altri titoli di debito (regolati dal Testo Unico Finanza) e certificati di deposito (regolati dal Testo Unico Bancario) vincolati a condizioni di emissione specifiche: i titoli sono non subordinati, non sono convertibili e non sono scambiabili. Inoltre, non prevedono commissioni di collocamento a carico dell’investitore. 

Con la conferma arrivata nelle ultime ore, a partire dalla comfort letter del marzo 2025 – di cui vi abbiamo parlato QUI -, si certifica che i social bond non sono da ritenersi in alcun modo Titoli di Stato. In altre parole, le banche avranno facoltà di raccogliere fondi dedicati esclusivamente agli Enti del Terzo Settore per finanziarne attività di solidarietà sociale.

Bellucci: “Importanti agevolazioni fiscali”

L’On. Bellucci, relativamente alla materia che interessa l’ok della Direzione Generale Concorrenza della Commissione Europea, ha quindi come questa novità non interessi solo i destinatari primari, ma anche tutto ciò che gli orbita intorno: “i Titoli di Solidarietà permetteranno agli istituti di credito autorizzati di raccogliere risorse destinate a finanziare le attività di interesse generale degli ETS, superando le storiche barriere di accesso al credito. La misura prevede importanti agevolazioni fiscali per i cittadini e gli investitori – con un regime equiparato a quello dei titoli di Stato e l’esenzione da imposte di bollo e successione – e incentiva il credito d’imposta per le banche che effettuano erogazioni liberali agli enti“.

Riferendosi più in generale allo strumento Titoli di Solidarietà il Viceministro ha chiarito anche come la partecipazione della cittadinanza diventi ancora più significativa: “grazie a questo strumento – ha chiosato – permettiamo ai cittadini di orientare il proprio risparmio verso destinazioni ad alto impatto sociale e garantiamo agli enti la liquidità necessaria per crescere, innovare e generare benessere sociale“. 

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