Il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci illustra in Consiglio dei Ministri il Piano d’azione nazionale per l’economia sociale. Obiettivo: rafforzare il ruolo di Terzo Settore, cooperazione e volontariato attraverso nuovi strumenti finanziari, formazione, inclusione e amministrazione condivisa.
L’economia sociale entra sempre più al centro delle strategie di sviluppo del Governo. Nel corso del Consiglio dei Ministri è stata infatti presentata l’informativa sul Piano d’azione nazionale per l’economia sociale, uno strumento che punta a rafforzare il ruolo di cooperative, enti del Terzo Settore, imprese sociali e organizzazioni del volontariato come motori di crescita economica e coesione sociale.
A illustrarne i contenuti è stata il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci, insieme al viceministro dell’Economia Maurizio Leo.
“Oggi abbiamo partecipato al Consiglio dei Ministri, insieme al Vice Ministro Leo, per illustrare il Piano d’azione nazionale per l’economia sociale. Uno strumento strategico – in piena attuazione della Raccomandazione del Consiglio europeo – per rafforzare un modello di sviluppo che crea valore economico, genera coesione sociale, inclusione e opportunità, e che conferma la volontà dell’Italia di riconoscere nell’economia sociale uno dei motori della crescita della nazione“, ha dichiarato il viceministro Bellucci.
Secondo il viceministro, il comparto rappresenta già oggi una componente fondamentale del sistema economico e sociale italiano, con quasi 400 mila organizzazioni, oltre 1,53 milioni di lavoratori e più di 4,6 milioni di volontari, impegnati quotidianamente nella produzione di valore sociale, occupazione e sviluppo delle comunità.

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Un Piano per rafforzare il Terzo settore
Il Piano d’azione si propone di consolidare un ecosistema favorevole all’economia sociale, riconoscendone il valore non solo economico ma anche civico e comunitario. Bellucci ha ricordato come questa tradizione affondi le proprie radici nella storia italiana, dalle confraternite medievali fino alle moderne esperienze di solidarietà, mutualità, cooperazione e volontariato.
Tra gli obiettivi indicati figurano il miglioramento dell’accesso agli strumenti finanziari e ai fondi europei, il rafforzamento dell’amministrazione condivisa come applicazione concreta del principio costituzionale di sussidiarietà, la valorizzazione del volontariato e delle competenze maturate dai volontari, oltre a un maggiore coinvolgimento dell’economia sociale nelle politiche attive del lavoro, con particolare attenzione all’inclusione delle persone più fragili.
Un ruolo centrale sarà affidato anche alla formazione, alla diffusione della cultura dell’economia sociale e agli strumenti per la misurazione dell’impatto sociale, considerati elementi essenziali per rendere più efficace e trasparente il contributo degli enti alle comunità.
Il Piano nazionale per l’economia sociale e la continuità con le politiche del Governo
Nel suo intervento il viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega al Terzo settore, ha inoltre evidenziato come il Piano rappresenti una prosecuzione del percorso avviato dal Governo Meloni a favore del Terzo settore.
“Il Piano si inserisce nel solco del lavoro svolto dal Governo Meloni in favore del Terzo Settore sin dal suo insediamento. In questi anni abbiamo consolidato un quadro normativo e fiscale stabile, rafforzato strumenti fondamentali come il RUNTS, sostenuto gli enti con risorse senza precedenti e promosso una visione fondata sul principio di sussidiarietà, riconoscendo il ruolo imprescindibile di chi ogni giorno opera per il bene comune“, ha affermato il viceministro.
Bellucci ha infine ringraziato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e il sottosegretario Sandra Savino Albano per il lavoro svolto nella definizione del Piano insieme agli enti dell’economia sociale, sottolineando come il percorso sia stato caratterizzato da un ampio confronto con il Terzo settore.
“L’obiettivo è continuare a riconoscere il valore e il ruolo degli enti dell’economia sociale italiani, costruendo un contesto sempre più favorevole e rafforzandone la capacità di creare occupazione, innovazione e benessere diffuso“, ha concluso.





