Roma si tinge di blu e arancione: il 12 aprile si corre la Run for Autism

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run for autism, il 12 aprile 2026 si corre a Roma

Un’onda blu e arancione è pronta a riversarsi sulle strade della Capitale. Con tutta la sua energia, tracimerà tra Piazza della Bocca della Verità e il Colosseo, ma anche lungo le vie che conducono a Piazza di Spagna e verso le altre bellezze della Città Eterna. Pian piano si allungherà. Il suo moto, dettato da frequenze più o meno veloci, cambierà.

A fare la differenza sarà il suo passaggio. Metro dopo metro, con tutta la sua forza dirompente, abbatterà barriere fisiche, sociali e culturali. Darà dimostrazione che un’onda può essere un ecosistema, una comunità di organismi viventi che interagiscono tra loro e condividono passioni, momenti ed obiettivi, e pure un fertilizzante sociale. La sua scia, infatti, lascerà sull’asfalto e sui sampietrini qualcosa di immateriale ma di estremamente prezioso: principi e valori, in primis l’inclusione.

Domenica 12 aprile, infatti, Roma vibrerà al passaggio della Run for Autism. Un evento che non può essere catalogato come un semplice appuntamento podistico, ma che deve essere considerato un manifesto vivente di inclusione, accessibilità, benessere, solidarietà, resilienza e determinazione.

A poche ore dal via, risorse.news ha incontrato Luca Biasillo, direttore del Progetto Filippide e una delle anime pulsanti, insieme al presidente Nicola Pintus, di un’iniziativa che ogni anno richiama a Roma migliaia di runners, tutti pronti a vivere una giornata di festa e a fornire il proprio contributo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla consapevolezza dell’autismo. 

Run for autism, il 12 aprile si corre a Roma
La partenza dell’edizione 2025 della Run for Autism a Piazza Bocca della Verità

 

Guarda l’intervista a Luca Biasillo

 

Run for Autism, un appuntamento con la solidarietà. Attesi atleti del Progetto Filippide dall’Italia, dall’Albania e dalla Tunisia

L’attesa sta per finire. Quest’anno il calendario ha imposto un leggero slittamento rispetto alla data canonica, la prima domenica dopo il 2 aprile, Giornata internazionale per la consapevolezza sull’autismo. Come vi state preparando?

Luca Biasillo: «Esatto, la concomitanza con la Pasqua ci ha regalato una settimana extra di preparativi. Domenica 12 aprile, alle 9:30, saremo pronti a partire. Le iscrizioni sono aperte esclusivamente online su www.runforautism.it e, visti i numeri in crescita costante, ci aspettiamo una partecipazione straordinaria. Quest’anno il supporto di OPES è stato fondamentale per coinvolgere ancora più persone. Sarà una giornata di festa internazionale: accoglieremo le delegazioni del Progetto Filippide da tutta Italia – siamo presenti in 8 regioni italiane – e dall’estero, con gruppi numerosi da Tirana e dalla Tunisia. Speriamo con tutto il cuore di riuscire ad abbracciare anche gli amici di Beirut, nonostante la difficilissima situazione che stanno vivendo».

Il percorso toccherà i luoghi simbolo di Roma. Qual è il messaggio che il Progetto Filippide vuole lanciare attraversando il cuore della città?

Luca Biasillo: «Il messaggio è semplice ma potente: i nostri ragazzi nello spettro autistico hanno il diritto e la capacità di stare in mezzo agli altri, mostrando il loro valore e le loro capacità in una giornata di sport condiviso. Correremo tra Piazza della Bocca della Verità, il Colosseo, Via del Corso e Piazza di Spagna. Spero che questo tracciato possa invogliare ancora più persone a far parte della Run for Autism: dai runner avvezzi alle manifestazioni competitive a chi vuole semplicemente godersi una passeggiata di solidarietà nel “panorama più bello del mondo” e mostrare calore e vicinanza ai nostri ragazzi. L’obiettivo è l’inclusione totale».

Lo sport come terapia

Lo sport non sarà una medicina, ma in certi casi è una terapia. In che modo la corsa incide concretamente sulla qualità della vita di questi ragazzi?

Luca Biasillo: «Per i nostri atleti, questa è l’Olimpiade, la gara più importante dell’anno. Ricevere la medaglia — che quest’anno sarà bellissima — per loro non è un regalo, ma un traguardo sudato. Molti genitori mi raccontano che i loro figli tornano a casa e dormono con la medaglia sotto il cuscino; è un’iniezione incredibile di autostima. In un mondo dove spesso incontrano difficoltà comunicative o scolastiche, nell’ambito della corsa si sentono a loro agio, capaci e bravi, secondo le proprie possibilità»

Run for Autism
Luca Biasillo, direttore di Progetto Filippide

 

I nostri ragazzi insegnano la pazienza, il rispetto e ad andare avanti, nonostante le difficoltà

 

Che cosa speri che i partecipanti “neurotipici” portino a casa, dopo aver corso fianco a fianco con i vostri atleti?

Luca Biasillo: «Mi piacerebbe che imparassero la pazienza, il rispetto e ad andare avanti, nonostante le difficoltà. I nostri ragazzi a volte hanno movimenti insoliti, urlano o si fermano improvvisamente in mezzo alla strada e poi ripartono. Vorrei che gli altri runner non li vedessero come un ostacolo, ma come un esempio di resilienza. Se un nostro ragazzo ti fa perdere cinque secondi sul cronometro, quella è l’occasione per imparare che nella vita ci sono ritmi diversi che meritano lo stesso spazio».

Run for Autism, oltre il traguardo della consapevolezza

Parliamo di numeri e traguardi. L’anno scorso avete superato i 3.000 partecipanti. Qual è l’obiettivo per il 2026?

Luca Biasillo: «Ai nostri ragazzi insegniamo che il traguardo è sempre un passo più in là. Quest’anno puntiamo ai 4.000 iscritti. Raggiungere questa cifra sarebbe uno spartiacque importante, un segnale che la nostra missione di estendere lo sport a quante più persone con disabilità intellettiva possibile sta dando i suoi frutti. Roma risponde sempre con grande calore, e noi vogliamo che Piazza della Bocca della Verità diventi troppo piccola per contenere tutto questo entusiasmo».

Il Progetto Filippide non sembra volersi fermare a Roma. Quali sono le prossime “frontiere” fisiche e non da valicare?

Luca Biasillo: «Abbiamo sogni ambiziosi. Uno di questi è organizzare una piccola Run for Autism all’interno del Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, a New York. Abbiamo già avviato i contatti con la nostra rappresentanza e non ci hanno detto no, nonostante le contingenze internazionali. Quindi, questo è già un buon inizio.  Inoltre, vogliamo spingerci oltre il Nord Africa, portando il nostro modello nel continente centroafricano, dove il bisogno di supporto per la disabilità è altissimo».

Luca, concludiamo con un invito a chi è ancora indeciso per domenica 12 aprile.

Luca Biasillo: «Venite a vivere la festa. Venite a mettervi alla prova su un percorso tecnico, a farvi una foto sotto il Colosseo con la nostra nuova maglia o a baciare la nostra medaglia. Venite ad abbracciare fisicamente o idealmente uno dei nostri ragazzi. Spesso si pensa che le persone con autismo non vogliano il contatto, ma vi assicuro che, se trattati con affetto e nel modo giusto, vi faranno sentire un calore indimenticabile e il loro piacere di condividere una manifestazione con voi. Vi aspettiamo: le iscrizioni si possono fare solo online su runforautism.it. Non mancate».

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