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Guarda il video servizio – Venezia 83: Gianni Quinto racconta All In, il corto sulla dipendenza da gioco d’azzardo
Tutto comincia con un’idea. Quando uno sceneggiatore inizia a fissare su un foglio bianco una sequenza di parole, si accinge a costruire lo scheletro di una pellicola. Attraverso quell’atto creativo prendono forma le caratteristiche dei personaggi, si costruiscono i dialoghi, si fissano le scene e si fornisce una traccia alla troupe e a chi dovrà curare la regia. È in quel frangente che un film acquisisce sostanza, trasformandosi da semplice rappresentazione mentale a prodotto audiovisivo. Forse, la sua fortuna dipende da quello stadio preliminare in cui le capacità stilistiche, artistiche e creative di un autore possono fare la differenza. In questo, Gianni Quinto è un maestro.
Dopo aver firmato il plot di Bob and Weave, il cortometraggio sullo sport come strumento in grado di contrastare il bullismo e il cyber bullismo, lo sceneggiatore si è cimentato con un’altra tematica sociale: la ludopatia. C’è la sua vena creativa dietro ad “All In”, il corto diretto da Adelmo Togliani che è stato presentato all’Italian Pavilion di Venezia lo scorso 7 settembre e che è il risultato finale del progetto Winner – Non serve scommettere per vincere.
“Ci piaceva con l’amico Adelmo Togliani, che è anche regista, e con OPES, con i quali collaboriamo molto volentieri – afferma Gianni Quinto a margine del panel “Cinema e Terzo settore” in cui sono state proiettate sul grande schermo le prime immagini del corto che ha tra i suoi protagonisti gli attori Corrado Fortuna e Elda Alvigini – questa idea di proporre lo sport come sano e unico rimedio per salvare la vita di un ragazzino cui basterebbe un attimo per perdersi. E invece lo sport compie questo miracolo, ma in realtà non può farlo con suo padre, che è un’anima, ahimè, persa”.
Gianni Quinto: “Corrado Fortuna ed Elda Alvigini sono stati bravissimi”
“All In” non racconta solo l’illusione del gioco d’azzardo. La pellicola mostra un sistema che si nutre delle fragilità sociali e che divora l’animo umano, disgregando anche una famiglia. Ad accompagnare lo spettatore nella spirale della solitudine, dell’impulsività, della quasi vincita, delle bugie e in un circolo vizioso che nel solo 2025 ha sottratto agli italiani 21,88 miliardi di euro sono Corrado Fortuna ed Elda Alvigini. I due attori hanno prestato il loro volto e la loro voce a Mario, un uomo disfunzionale con problemi di dipendenza patologica dalle slot machine e dalle scommesse, e Morena, un’allibratrice senza scrupoli.
Durante la presentazione, entrambi gli attori hanno elogiato il progetto alla base del corto e decantato il copione che ha permesso loro di vestire i panni di due personaggi negativi.
“La cosa interessante – continua Quinto, ringraziando pubblicamente gli attori per i commenti e gli elogi effettuati alla sceneggiatura – è che quando tu fornisci un copione, gli attori bramano un ruolo senza redenzione, un ruolo negativo. Lo amano tantissimo, e qui ci sono due protagonisti che non hanno riscatto, sono negativi fino all’ultimo. Con Elda Alvigini e Corrado Fortuna, poi, abbiamo apportato delle piccole modifiche affinché sentissero proprie alcune battute. In questo modo, proprio come fare un sarto, abbiamo cucito alla perfezione l’abito perfetto per la loro interpretazione”.
“Corrado ed Elda – prosegue lo sceneggiatore – sono stati bravissimi, attentissimi, molto rispettosi e qualsiasi proposta di modifica l’hanno sempre chiesta in maniera cortese. Nel passaggio dalla forma scritta alla materia viva del personaggio esiste un divario naturale e la versione finale, quella dell’attore, è la più autentica, per certi versi persino migliore della sceneggiatura”.

Gianni Quinto e l’attributo che definisce “All In”
Nel lavoro di uno sceneggiatore si mescolano fantasia, conoscenze e capacità di legare assieme sintassi e semantica. Se c’è un attributo che definisce alla perfezione “All In”, la scelta di Gianni Quinto ricade su pieno.
“Sai perché pieno? – conclude lo sceneggiatore nato ad Andria – Perché “All in”, è un pugno nello stomaco per gli spettatori di ogni età: riempie l’anima e gli occhi. Lascia un segno profondo. È pieno di tante cose belle, di tante emozioni, e gli auguro davvero tanta fortuna”.






