Un Mondiale femminile da record

In Australia e Nuova Zelanda si sono conclusi i Mondiali Femminili 2023. A trionfare sono state le Furie Rosse della Spagna che si sono imposte 1-0 sulle inglesi. A decidere la finale è stato il gol di Carmona nel primo tempo. Un match ricco di emozione che ha visto partire bene le inglesi, resesi pericolose fin da subito con una traversa colpita.

Col passare dei minuti, però, le spagnole sono salite in cattedra, chiudendo il primo tempo in vantaggio ed andando in gestione di energie nel secondo tempo, dove si sono viste anche parare un rigore che avrebbe potuto chiudere il match anzitempo.

Il successo della Spagna al Mondiale? Per nulla scontato

La vittoria spagnola è il coronamento di un percorso iniziato nel 2015, anche se in questi anni la Nazionale ha vissuto vicende interne controverse, come l’ammutinamento di 16 giocatrici prima della convocazione al Mondiale. In quel caso, le protagoniste hanno spiegato che il loro ammutinamento era dovuto all’allenatore Vilda, visto che non riusciva più a gestire lo spogliatoio. Nonostante il rientro ed il reintegro di pochissime calciatrici (tre per l’esattezza), l’allenatore Vilda è riuscito a portare a casa il trofeo, permettendo alla Spagna di diventare, dopo la Germania, la seconda Nazione a vincere sia con la squadra maschile che femminile.

Il cammino delle Furie Rosse è stato fin subito molto semplice, tranne per il passo falso, costato il primato nel Girone, contro il Giappone (sconfitta 4-0). Il prosieguo del torneo è stato morbido fino alla difficile sfida contro l’Olanda, vinta dalle spagnole ai supplementari con il gol dell’astro nascente Salma Paralluelo, che con il successo Mondiale può vantare un Palmares strepitoso: Mondiale Under 17, Mondiale U-20, Europeo U-17. Oltre ad essere Campione di Spagna con il Barcellona 2022-2023.

La delusione inglese

L’Inghilterra, dal canto suo, e con gli U.S.A. già fuori dalla manifestazione, si è presentata alla sfida da super favorita, vista la vittoria negli Europei. C’è da dire che le “Leonesse” erano prive di moltissime giocatrici di alto livello, come la Mead, la Kirby e la Williamson, tutte ferme ai box per infortuni, mentre la White si è ritirata. Non si può dire che il talento non mancasse, visto che in attacco è stata convocata Alessia Russo (origini Italiane), stella del Manchester United che in 3 anni ha collezionato 46 presenze e 22 gol e passata in questa sessione di mercato all’Arsenal.

Non bisogna dimenticare Alex Greenwood, terzino sinistro dotata di grande spinta sulla fascia e con un piede molto educato, Lucy Bronze, laterale destro campione di Spagna, e Keira Walsh, centrocampista centrale classe 1997, passata alla storia come l’acquisto più costoso nel calciomercato femminile: 400 mila euro (questa la cifra scucita dal Barcellona per strappare al Manchester City le prestazioni della calciatrice di Rochdale).

Tutto sulle stelle più brillanti del Mondiale

In una finale piena di talenti emergenti e affermati, il palcoscenico se lo è preso tutto Aitana Bonmatì, centrocampista spagnola e del Barcellona, che ha vinto pure il premio Miglior giocatrice del Torneo, davanti alla sua connazionale Jennifer Hermoso e alla svedese Amanda Ilestedt. Aitana è una centrocampista completa, classe 1998, che vanta già 4 campionati Spagnoli, 2 Champions League, 4 Copa del Rey e 3 Supercoppe Spagnola. Il suo soprannome? L’ Iniesta femminile. Tra i suoi ammiratori? Pep Guardiola, allenatore del Manchester City, è calcisticamente innamorato di lei. La Bonmatì, con questi successi di squadra e personali, diventa la favoritissima per vincere il Pallone d’Oro femminile.

La miglior giovane del Torneo è stata invece Salma Paralluelo, altra giocatrice spagnola come citato sopra, mentre l’ Inghilterra si può consolare con la Earps che è stata eletta miglior portiere del Torneo. La giapponese Miyazawa ha alzato il trofeo di Capocannoniere del Torneo con 5 reti, record negativo per il Mondiale visto che si è vinto con il più basso numero di reti. Una piccola nozione speciale bisogna farla per Alexia Putellas, rientrata in extremis dalla rottura del crociato. È diventata la prima calciatrice a vincere Pallone d’Oro, Uefa Women’s Champions League e Coppa del Mondo. Mentre Sarina Wiegman è stata la prima allenatrice a guidare due Nazionali differenti in finale.

Record di spettatori

La finale del Mondiale ha battuto record che all’inizio del torneo erano inimmaginabili, visti le polemiche dei diritti tv e il fuso orario che non aiutava moltissimo. Oltre ad essere stata la finale con più spettatori allo stadio (75.000 spettatori), concludendo il torneo con più di 1 milioni di spettatori sugli spalti durante tutto l’arco della competizione, il match decisivo per l’assegnazione del trofeo è stato visto in Spagna da oltre 5 milioni di spettatori, superando il 65% di Share e facendo sì Spagna – Inghilterra diventasse il match femminile più seguito della storia.

Menzioni speciali devono essere tributate alle calciatrici icona del movimento che hanno disputato il loro ultimo mondiale. Marta Vieira, attaccante del Brasile, ha chiuso il capitolo con la Nazionale con 145 presenze e 119 gol, battendo ogni record, sia maschile che femminile.

Nel Mondiale del 2015, in Canada, è diventata la miglior marcatrice del Torneo con 15 reti, per poi superarsi nel Mondiale del 2019 quando ha toccato quota 17 reti, superando Miroslav Klose ed issandosi in testa alla classifica dei marcatori della fase finale di un Mondiale, tanto in ambito maschile quanto in quello femminile.

Ultimo ballo anche per le statunitensi Megan Rapinoe e Alex Morgan. Centrocampista offensiva la prima (185 presenze e 61 gol e due Mondiali vinti), attaccante la seconda (190 presenze e 115 gol e insieme alla compagna anche lei due Mondiali vinti).

Come ripartirà l’Italia dopo un torneo deludente?

Tutta altra storia invece in Italia. Oltre al flop sportivo, c’è una magra consolazione sul numero di spettatori davanti alla tv: la prima partita l’Italia è stata vista da 860.000 abbonati, la roboante sconfitte con la Svezia (5-0 per le gialloblù) da 922.000, mentre la terza e decisiva sfida ha incollato davanti ai teleschermi 907.00 spettatori.

Numeri sulla carta positivi ma relativamente molto bassi se messi a confronto a quelli registrati nelle altre Nazioni d’Europa: Inghilterra – Haiti (match di esordio) è stato seguito da 4.2 milioni di spettatori. In Germania, nonostante l’uscita ai gironi come l’Italia, è stata toccata la quota di 5.6 milioni di spettatori.

Oltre al danno, c’è pure la beffa. Dopo l’esonero della Ct Milena Bertolini, l’Italia femminile non ha ancora una nuova guida tecnica. Si parla di Carmine Gautieri come prossimo CT, ma ci sono nomi illustri in rampa di lancio, come Roberto Donadoni, che ha espresso il suo piacere ad allenare la Nazionale Femminile, e Patrizia Panico, appena svincolata dalla Fiorentina.

In conclusione possiamo dedurre che c’è ancora parecchia strada da percorrere per raggiungere i livelli Europei e Americani, non solo come risultati di spettatori, ma anche di interesse verso un movimento che merita molta più visibilità, investimenti in impianti sportivi e settori giovanili in modo da poter dare un’opportunità alle giovani giocatrici, la linfa verde del futura della nostra Nazionale.

 

di Davide Morganti,

Volontario Servizio Civile Universale

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