Lo sport in costituzione e l’importanza del verbo riconoscere

Per una volta una novità non ha creato scompiglio e confusione nell’ambiente. Anzi, ha messo tutti d’accordo, anche le forze politiche del Paese che si dividono su tutto. Dai rappresentanti delle Istituzioni ai protagonisti di un comparto che genera sia valore economico sia benessere psico-fisico e sociale, passando per i cittadini, gli italiani hanno applaudito l’ingresso della parola sport nella Costituzione. Il legislatore ha collocato il vocabolo mancante all’interno dell’articolo 33 della nostra Carta, dove si fa riferimento alle arti e alle scienze, evidenziandone il suo valore e la sua funzione: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”.

La Repubblica riconosce lo sport

La svolta è epocale e non è solo semantica. Al di là della parola sport, c’è un verbo che fa la differenza. Come ci ha spiegato la Professoressa Maria Alessandra Livi, docente di Diritto Sportivo presso l’Università di Roma “La Sapienza”, ad elevare il senso della modifica all’articolo 33 è riconoscere.


Noi troviamo questo verbo in altre parti della Costituzione – afferma la Professoressa Livi dell’Università di Roma La Sapienza -, in particolare nell’articolo 2 che sottolinea quanto segue: la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Cosa si cela nel verbo riconoscere?

Che cosa vuol dire il Legislatore quando utilizza il verbo riconoscere? Vuole esprimere che la Repubblica prende atto di una determinata realtà e si fa promotrice dei suoi valori, che sono rappresentati, nel caso dell’articolo 2, dai diritti inviolabili dell’uomo, e, nel caso dell’articolo 33, del diritto allo sport, che ha un’eccezione amplissima. Non è limitata all’ambiente professionistico; anzi, viene inquadrata in una prospettiva educativa, perché lo sport esalta l’impegno, il sacrificio e la dimensione solidaristica. Inoltre, nell’articolo 33 il Legislatore considera i valori dello sport e la sua capacità di promuovere il benessere psico-fisico, legandosi così a qualsiasi tipo di attività sportiva, non soltanto a quella professionistica”.

Articolo 33 della Costituzione: la Repubblica riconosce lo sport. La spiegazione della Professoressa Livi dell'Università di Roma La Sapienza
Professoressa Maria Alessandra Livi, Università di Roma “La Sapienza”

Anche il Consiglio Nazionale dei Giovani applaude la svolta storica

Tra i tanti organismi che attendevano questo momento solenne che segna una svolta storica per il Paese, c’è pure il Consiglio nazionale dei giovani.
Non si tratta solo di un riconoscimento simbolico – ha dichiarato la Presidente Maria Cristina Pisani -: sono l’anima e la guida per un nuovo inizio“.

Alle parole della numero 1 del Consiglio Nazionale dei Giovani si aggiungono quelle del Consigliere di Presidenza, con delega allo sport, Simone Forte: “L’articolo 33 si trova strategicamente tra il diritto alla salute e le linee guida per l’istruzione, formando un ecosistema che lega istruzione, sanità, arte e scienza. Lo sport va oltre le grandi partite e le finali olimpiche: è il linguaggio universale dell’inclusione, della salute e della connessione”.

 

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L’attesa è stata lunga. Nel 75° anno dell’entrata in vigore della Costituzione, lo sport, finalmente, ha trovato la sua collocazione e la sua valorizzazione nella legge fondamentale del nostro Stato. E poco importa se l’espressione presente nell’articolo 33 sia stata anticipata dalla legge delega del 2019 che ha disciplinato il comparto e dato il via alla tanto agognata Riforma dello sport. La data del 20 settembre 2023 rimarrà per sempre nella storia.

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