Disabilità, il cambio di prospettiva dell’Italia con l’attuazione del progetto di vita

Nel nostro Paese è in atto un autentico cambio di prospettiva sul tema della disabilità. La nuova rotta o visione non prende più in considerazione solo la condizione psico-fisica del cittadino (in Italia le persone con una disabilità grave sono più di 3 milioni), ma abbraccia tutta la dimensione sociale. Ribalta concetti e paradigmi. Conferisce dignità a chi rischia di rimanere ai margini. Coinvolge la sfera privata e pubblica e responsabilizza ogni singolo attore del tessuto sociale. Scende trasversalmente in ogni ambito: da quello socio-assistenziale fino a quelli a carattere educativo, culturale e civico, passando addirittura per quello semantico. Dove il sostantivo risorse non è più associato soltanto al piano economico e alla restituzione o distribuzione di denaro, bensì viene utilizzato nell’accezione del termine più umana. Si valorizza, in sintesi, l’unicità della persona ed il suo diritto a vivere la propria vita appieno.

 

Progetto di vita, il piano a cui sta lavorando il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli

Il fulcro di questo nuovo scenario può essere rintracciato nell’attuazione del progetto di vita, un piano, ma anche una sorta di manifesto, a cui il Ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, sta dedicando tutte le sue energie, oltre che competenze. “È un cambio di prospettiva – ha dichiarato il Ministro a risorse.news – sul quale voglio lavorare davvero nel mondo istituzionale a tutti i livelli”.

Il progetto di vita contempla l’integrazione di tutte le attività e i servizi di cura. Pertanto, non si limita a prendere in esame solo le prestazioni sanitarie e i servizi, ma si estende alla presa in carico e all’accompagnamento del cittadino nel suo percorso di vita. La persona disabile, con tutte le sue necessità, viene così messa al centro di un disegno molto più grande, la cui completa realizzazione può essere ottenuta se Istituzioni, Terzo Settore e quella forma di associazionismo a gestione privata che promuove il bene comune fanno gioco di squadra.

Quando una persona si rivolge a degli sportelli o al territorio per richiedere un servizio o perché ha un bisogno – aggiunge la titolare del dicastero che si occupa delle disabilità -, deve essere trattata a 360°. È fondamentale assecondare le sue necessità, tenendo insieme le richieste sanitarie, socio-assistenziali e sociali. Proprio perché la persona è unica.”

Se prima era il singolo cittadino a rincorrere le istituzioni, con il disegno del Ministro Locatelli sono i rappresentanti dello Stato, degli Enti territoriali e locali a fare quadrato intorno alla persona.

Un lavoro di squadra per mettere al centro la persona

L’unione di pubblico e privato e di profit e non-profit costituisce così la formula vincente per eseguire tutte quelle azioni e quegli interventi necessari a sostenere, aiutare ed assistere il cittadino con disabilità.

A tutti i livelli istituzionali, quando ho avuto modo di ricoprire delle cariche – ha aggiunto il Ministro -, ho sempre promosso delle iniziative che mettessero in rete le Istituzioni con il mondo del Terzo Settore ed il privato. Questo è il punto di forza e l’unico modo in futuro per rispondere in maniera puntuale ai nuovi bisogni delle persone. Le istituzioni legittimano le iniziative di politica sociale che si vogliono portare avanti, il mondo del terzo settore è quello che nel tempo ha acquisito maggiori competenze in materia di intervento immediato alle richieste della comunità ed il privato sociale, infine, può aggiungere ulteriori risorse preziose. Così, insieme, possiamo perseguire gli obiettivi prefissi.

Il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ed il progetto di vita
Il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli

Una legge per i caregiver, al via il tavolo tecnico

Politiche di sostegno come quelle sull’inclusione lavorativa che, oltre a dare dignità al cittadino disabile, offrono “la possibilità a tutti di esprimersi e di contribuire alla crescita del Paese”, ma anche interventi a più ampio raggio, come quelli che interessano coloro che si prendo cura del famigliare più fragile.

Nelle ultime ore, infatti, su iniziativa dei Ministri Locatelli e Calderone (Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali), si è insediato al Ministero per le Disabilità il tavolo tecnico che, entro i prossimi sei mesi, dovrà definire tutti gli elementi utili alla formulazione di una proposta di legge che riconosca il ruolo del caregiver familiare.

L’obiettivo del Ministro per le Disabilità, come riportato dall’Ansa, “è arrivare presto ad una cornice normativa con una proposta che possa offrire sollievo, anche con agevolazioni fiscali, e accompagnare in particolare i compiti di cura dei caregiver familiari conviventi”.

La legge su cui lavoreremo si pone l’obiettivo di coniugare la necessità di garantire gli indispensabili sostegni formali e professionali con quelli informali, che sono altrettanto necessari per migliorare la qualità di vita delle persone non autosufficienti e dei loro famigliari. L’Italia – ha aggiunto il Viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucciha bisogno di regole certe per aiutare concretamente milioni di famiglie che attendono da troppo tempo risposte chiare”.

Il tema della disabilità sarà portato dall’Italia al G7

La strada è ancora molto lunga, ma il cambio di prospettiva si nota. In tema di politiche di inclusione, l’Italia si sta attestando come un modello da seguire a tal punto che ad ottobre, in occasione dell’appuntamento del G7 che si terrà in Umbria, per la prima volta le potenze economiche mondiali si confronteranno sulla disabilità.

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