Fair Play for Life 2026: al CONI un evento che ha unito etica, arte e sport

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Fair Play for Life 2026: al CONI un evento che ha unito etica, arte e sport

Lo sport come palestra di etica, la salute come bene collettivo, l’arte come strumento di cura e inclusione. Questi sono stati i temi al centro della manifestazione e della conferenza stampa del FAIR PLAY FOR LIFE 2026, promossa dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP) e tenutasi lo scorso lunedì 19 ottobre nella prestigiosa cornice del CONI.

Nel corso dell’evento, sono stati presentati progetti e opere culturali ad impatto nazionale, tra cui il Festival of Inclusion, il ruolo del SIAC Europa (Sindacato Autonomo Europeo Spettacolo dal Vivo e Benessere Animale) nel mondo dello spettacolo dal vivo, lo sport inclusivo, il progetto Bellessere. Presentato anche il calendario degli appuntamenti del Comitato Nazionale Italiano Fair Play per la stagione 2026/2027: il Fair Play della salute, il Fair Play dei territori e il Fair Play Day, in programma il 19 maggio.  

All’incontro, che è stato moderato da Ruggero Alcanterini (presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play) e introdotto dall’Avvocato Ezio Bonanni (vicepresidente del CNIFP e presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto), hanno partecipato personalità del movimento olimpico e dello sport di base, come il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio e Juri Morico, Presidente di OPES e membro di giunta del CONI.

Fair Play for Life 2026: al CONI un evento che ha unito etica, arte e sport
Il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, e il Presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, Ruggero Alcanterini

Fair Play for Life, tra arte, cultura e rispetto

I lavori sono poi proseguiti in Sala Giunta,  dove il Comitato Nazionale Italiano Fair Play ha lasciato spazio ad artisti, interpreti, dirigenti e sportivi. 

Il soprano Lucia Rubedo ha presentato e cantato L’inno Fair Play, un messaggio di pace attraverso il canto, mentre Eugenio Di Paolo e Antonio Amara hanno rispettivamente illustrato l’opera visiva Centomani, che richiama la fratellanza e la condivisione, e il libro Palla, Storia universale di una sfera nella quale il pallone diviene metafora del rispetto delle regole e della vita.

Il dialogo tra arte e sport ha così ribadito la capacità di questa sinergia di trasformarsi in un uno strumento concreto per trasmettere valori, creare occasioni di incontro e favorire una maggiore consapevolezza sociale.

I premiati per il merito etico

Momento clou della giornata è stata la consegna dei riconoscimenti a personalità che, attraverso il proprio percorso professionale, culturale e umano, hanno contribuito alla promozione di comportamenti ispirati a lealtà, responsabilità, inclusione e rispetto.

Da Andrea Alberto Pellegrini (campione paralimpico, schermidore e cestista) a Luciana Marcellini (la più giovane atleta partecipante ai Giochi olimpici di Roma 1960), passando per Michele Grillo (straordinario moderno promotore del tifo sportivo etico), Salvatore Cristiani (medico storico divulgatore del Fair Play della Salute), Daniele Laureti (instancabile assertore dell’impiantistica sportiva e dello sport inclusivo), Cesare Gaudiano (fantastico alfiere dei valori del Fair Play nella società civile), Antonio Amara (talentuoso inventore di storici eventi dedicati al merito), Eugenio Di Paolo (artista unico e visionario del Fair Play oltre le immagini) e Lucia Rubedo (il pensiero e la voce di Shakespeare per il rispetto e la pace), ogni riconoscimento ha valorizzato il merito etico, oltre ai risultati e alle competenze individuali, mettendo in evidenza il contributo che ciascun premiato ha offerto alla società attraverso il proprio ambito di attività.

Fair Play for Life 2026: al CONI un evento che ha unito etica, arte e sport
Il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio, Luciana Marcellini, Lucia Rubedo e il Presidente di OPES Juri Morico

Consegna della torcia madre originale olimpionica 1960

Un gesto altamente simbolico ha infine idealmente unito la memoria olimpica alla cultura, alla pace e alla trasmissione dei valori tra generazioni: la storica atleta olimpionica Luciana Marcellini, ha consegnato la torcia “madre” originale, realizzata nel 1960 dall’archeologo Amedeo Maiuri e custodita dalla famiglia di Marcello Garroni (segretario generale dei XVII Giochi Olimpici), al soprano Lucia Rubedo e, a seguire, agli altri premiati.

«Il Fair Play non riguarda soltanto lo sport, ma si applica a tutti gli aspetti della vita e al modo in cui ci si confronta con gli altri», ha sottolineato Ruggero Alcanterini, presidente del CNIFP.

«Promuovere questi valori significa contribuire alla costruzione di una società nella quale rispetto, inclusione, lealtà e responsabilità siano principi concreti e condivisi».

 

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