Il Netflix del fitness digitale: la visione di Riccardo Cangini per combattere la sedentarietà con GymGamEnt

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Immaginate di accendere la TV, posizionarvi davanti allo schermo e, senza indossare visori pesanti o impugnare controller, ritrovarvi dentro un videogioco, o a seguire un corso di fitness, semplicemente muovendo il vostro corpo. 

Niente realtà virtuale (VR), basta una normalissima webcam. Quella che sembra fantascienza spicciola è in realtà la visione di GymGamEnt, la startup innovativa che fonde Ginnastica, Gaming e Intrattenimento, capace di catalizzare l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori durante l’ultima edizione di Rimini Wellness.

A guidare questa “macchina” c’è una vecchia conoscenza dell’industria videoludica italiana: Riccardo Cangini. Oggi, con quasi 38 anni di esperienza nello sviluppo di software alle spalle, Cangini ha deciso di applicare le regole dell’intrattenimento puro a una delle sfide sociali più complesse del nostro tempo: la sedentarietà giovanile.

La startup si è presentata a Rimini forte di un prestigioso palmarès, tra cui il Pre-Innovation Award 2025 conquistato l’anno scorso. “Un riconoscimento che – ammette Cangini con la concretezza tipica dei grandi imprenditori – è stato prima di tutto confortante, poiché vedere entità importanti che riconoscono il valore del lavoro svolto rappresenta un motivo in più per proseguire con determinazione sulla propria strada”.

Ma come funziona, all’atto pratico, questa tecnologia?

Il segreto risiede nella “virtualità aumentata” guidata dall’algoritmo. «Attraverso l’intelligenza artificiale è possibile capire quale sia lo scheletro di una persona e da lì è possibile utilizzare lo scheletro all’interno di un contesto di intrattenimento», ci spiega Cangini, accorciando le distanze tra la complessità del codice e l’esperienza dell’utente. Una flessibilità che rende lo strumento universale: «In realtà può essere tanto un videogioco quanto un corso di fitness, quanto un applicativo promozionale. Noi abbiamo un target piuttosto ampio. Concettualmente ci autodefiniamo il Netflix delle attività motorocentriche digitali».

Nata per curare, trasformata per divertire

La genesi di GymGamEnt, però, affonda le sue radici in un ambito insospettabile: la sanità. Cinque anni fa, il progetto muoveva i primi passi concentrandosi sulla riabilitazione medica. 

L’idea iniziale sfruttava la possibilità di leggere i movimenti del corpo per supportare i pazienti nel recupero motorio. Tuttavia, il settore sanitario ha dinamiche estremamente rigide e specifiche. La svolta è arrivata quasi per caso, intercettando il pubblico durante una fiera per maker.

«Quando ho portato la piattaforma al Maker Faire a Roma», ricorda l’imprenditore, «ho visto i genitori che mandavano i bambini a provare a fare esercizi e i bimbi erano felici di farli; all’epoca non era ancora un gioco. Io che faccio videogiochi da quasi 38 anni, ho detto: “Va bene, la trasformo in gioco”, perché è proprio il mio mondo». Da quel momento, la piattaforma ha dirottato la propria tecnologia verso lo sport e la gamification, trovando un terreno fertilissimo.

Il fattore “divertimento”: l’antidoto alla pigrizia

Il problema della sedentarietà tra i più giovani è ormai un’emergenza sanitaria ed educativa. GymGamEnt punta a scardinare la noia dell’esercizio fisico tradizionale parlando la stessa lingua dei ragazzi: quella dei pixel e delle sfide. E i risultati sul campo (testati su migliaia di persone durante eventi di punta come la Festa dello Sport o il Lucca Comics & Games) confermano l’intuizione.

«Uno dei punti principali per cui abbiamo sviluppato GymGamEnt è perché, particolarmente quando giochi e ti diverti, non ti accorgi che stai svolgendo esercizio», sottolinea Cangini. «Non ti accorgi neanche più di tanto della fatica e della stanchezza. Quindi parlando il linguaggio dei ragazzi e dei bambini riusciamo a farli muovere».

Un approccio che, tiene a precisare il fondatore, ha riscosso un enorme gradimento non solo tra i diretti interessati, ovvero i giovani gamer, ma anche e soprattutto tra docenti e genitori, spesso disperati nel tentativo di staccare i figli dai divani.

Un team di fuoriclasse per un impatto sociale

A blindare la validità scientifica e sociale della startup non c’è solo l’esperienza di Cangini. Alle spalle del progetto si muove altresì una squadra di Ambassador d’eccezione: dalla leggenda del volley Andrea Lucchetta (impegnato nella formazione dei bambini), a Giovanna Lecis (pluricampionessa mondiale di aerobica, che definisce i protocolli di esercizio), fino a Don Patrizio Coppola, noto ai più come “Padre Joystick”, una colonna nella formazione accademica legata al gaming responsabile.

GymGamEnt dimostra che il videogioco non deve essere per forza sinonimo di isolamento o pigrizia. Se guidato dalla giusta tecnologia, può diventare il più potente alleato per il benessere psicofisico delle nuove generazioni. La sfida di Riccardo Cangini è appena iniziata, ma a giudicare dall’energia lasciata sui pavimenti di Rimini Wellness, il traguardo è decisamente a portata di mano.

 

Il Netflix del fitness digitale: la visione di Riccardo Cangini per combattere la sedentarietà
lo stand di GymGamEnt, l’idea di Riccardo Cangini, alla Rimini Wellness

Foto Copertina: Riconoscimento editoriale Shutterstock / ID Foto 1858874701 / Autore: Andrey_Popov

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