Arricchirsi e formarsi con il Servizio Civile Universale, l’esperienza di Mariano Vitale

Lo scrittore statunitense John Steinbeck, premio Pulitzer nel 1940 all’età di 38 anni e poi premio Nobel per la Letteratura nel 1962, asseriva che “le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”. Un aforisma che non necessita di tante spiegazioni e dimostrazioni. Al pari di un assioma, resta valido anche quando la parola viaggio viene sostituita da un’espressione o da un altro termine che sottintende i concetti e le variabili dello spazio e del tempo. Come il Servizio Civile Universale. Se ci si sofferma a riflettere sull’esperienza che permette a ragazze e ragazzi fra i 18 e i 28 anni di mettersi al servizio della Nazione, svolgendo per un anno intero, in Italia o all’estero, un progetto a carattere socio-assistenziale, culturale, educativo o sportivo, si potrebbe affermare con naturalezza che il Servizio Civile Universale fa le persone: le forma e le plasma. Inoltre, aiuta i cittadini più giovani a scoprire il mondo con occhi differenti e a sentirsi parte integrante ed attiva di una comunità. Svela loro lati nascosti del carattere o potenzialità che neppure immaginavano di avere. Li accompagna dalla giovinezza alla maturità e li indirizza verso una carriera o verso il mondo del lavoro con un bagaglio esperienziale che si rivelerà sicuramente utile e vincente.

«Vale più di un master o di una laurea.». Questa la chiosa di Mariano Vitale a due mesi dalla fine di un’avventura che lo ha arricchito umanamente e professionalmente.


Promuovere la cultura a Faro, l’esperienza di Mariano Vitale

Classe ’95, campano, una laurea in economia aziendale, Mariano Vitale è un ex volontario che ha dedicato 12 mesi della sua vita ad un progetto di Servizio Civile Universale all’estero. Dopo essere stato selezionato da OPES, è volato nel sud del Portogallo insieme ad altre tre colleghe. La sua destinazione è stata Faro, amena località turistica sull’Oceano Atlantico e capoluogo della regione meridionale dell’Algarve, dove ha messo a disposizione degli Enti promotori di “Next Stop Faro” le sue qualità umane e professionali, le sue conoscenze, il suo background formativo e la sua voglia di rendersi utile. L’obiettivo da raggiungere nel corso della sua permanenza sul suolo lusitano? Contribuire allo sviluppo di eventi culturali nel territorio della municipalità. A causa della pandemia, infatti, gli appuntamenti musicali, letterari, cinematografici e le rassegne tematiche hanno subito una drastica diminuzione. Per certi versi, nel 2021 e nel 2022 le attività si sono quasi azzerate. Questo lo scenario nel quale è intervenuto il ventottenne di Cava de’ Tirreni.

«Ho collaborato con “A Tal Emersa”, un’associazione giovane, visto che non ha due anni di vita, ma già ben strutturata e con tanta voglia di affermarsi nel territorio – dichiara Mariano Vitale ai nostri microfoni -. Oltre a collaborare alla creazione e realizzazione di 4 eventi culturali nel corso dell’anno, che mi hanno permesso di conoscere artisti e musicisti provenienti da ogni angolo del mondo, ho avuto la fortuna di vivere un’esperienza davvero stimolante.»

servizio civile all'estero, la storia di Mariano Vitale
Uno dei 4 eventi culturali realizzati a Faro dal nostro protagonista

Mettersi al servizio di un team, contribuendo con le proprie qualità, esperienze e competenze

Vitale si è inserito con grande facilità all’interno di un team che aveva le sue dinamiche e le sue metodologie. Nonostante si trovasse in un Paese straniero e alle prese con una lingua che, pur essendo musicale e con una grammatica molto simile a quella italiana, non è proprio familiare, non si è limitato ad osservare e ad apprendere per osmosi le strategie di intervento dell’associazione. Ha portato all’interno del gruppo il suo pensiero, le sue skill, la sua visione, i suoi studi universitari in economia e digital marketing ed anche il suo passato. Perché Mariano, nel suo percorso di crescita e di vita, si era già confrontato con una associazione culturale.

«Con un’associazione culturale di Roma, che si chiama Veracura – continua il giovane -, avevo preso parte ad un progetto di riqualificazione territoriale nel quartiere di Ottavia. Anche loro, come la realtà portoghese, erano all’inizio del loro cammino. Pertanto, a Faro, mi sono trovato a vivere una sorta di dejà-vu, con gli stessi meccanismi e la stessa energia. L’esperienza nella Capitale e i miei studi nel campo del marketing mi hanno aiutato ad entrare con naturalezza in un ambiente nuovo

Il volontario del Servizio Civile Universale si è trasformato in poco tempo in una risorsa di valore inestimabile per il team portoghese. «Mi sono occupato dei social media, del sito internet e dell’implementazione della comunicazione. I colleghi di A Tal Emersa non hanno mai fatto venire meno il loro supporto nei miei confronti. Ciò mi ha permesso di crescere e di acquisire nuove competenze in ogni ambito.»

servizio civile universale, l'esperienza di Mariano Vitale in Portogallo
Il gruppo di giovani italiani con i loro operatori locali di progetto

Il Servizio Civile Universale è anche uno scambio

Il Servizio Civile Universale è anche un do ut des. C’è un vero e proprio scambio tra il volontario ed il progetto. Tanto il volontario dà all’iniziativa, tanto riceve.

«Nel mio caso – ha aggiunge Mariano – lo scambio è stato pari, al 50%. Ad esempio, ho imparato ad usare tool e strumenti o che non conoscevo affatto o di cui avevo familiarità solo con la parte teorica ma non con quella pratica. Oggi, sono sicuramente più esperto di Meta Business Suite, di Behance, il network dei creativi, e pure di programmi grafici e di fotoritocco. Questa esperienza mi ha arricchito in tutti i sensi, ma penso che pure noi, io e le mie colleghe, abbiamo fornito un prezioso contributo agli obiettivi della municipalità di Faro e alle associazioni con le quali ci siamo interfacciati quotidianamente. 4 eventi in 10 mesi non sono pochi e l’organizzazione di ciascuno di essi non è per nulla facile.»

Dei 4 appuntamenti culturali, il primo, quello che ha rotto il ghiaccio, occupa ancora oggi un posto speciale nel cuore di Mariano. «Inserirsi in un contesto, partecipare al processo creativo, costruire qualcosa di concreto per l’associazione e poi vedere la felicità e la soddisfazione di tutto il team mi ha reso e mi rende tuttora fiero di quanto fatto –confessa il ventottenne –. Il primo evento è stato il più istituzionale ed ha avuto un carattere prettamente formativo. Abbiamo aiutato gli artisti emergenti a rapportarsi con le opportunità provenienti da bandi e progetti.

Il secondo, con ogni probabilità, è stato il più bello. Parliamo di un festival itinerante che è stato ospitato dalle terrazze panoramiche di Faro. Un atmosfera artistica e paesaggistica a dir poco fantastica. Quindi, abbiamo realizzato un workshop di scultura figurativa la cui organizzazione è stata più complicata della precedente. A trovare l’artista, che è stata la chiave del successo, ci ho pensato io. Infine, l’ultimo evento è stato un aperitivo letterario molto intimo, perché riservato ai soli associati.»

L'esperienza di Mariano Vitale con il Servizio Civile Universale all'estero

 

Un’esperienza di un anno che ti forma e ti cambia

 

Marcel Proust sosteneva che “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. Mariano avrà pure scoperto le bellezze dell’Algarve e di Faro, ma di sicuro è tornato con immagini, idee, progetti e nuove certezze. I suoi occhi vispi hanno registrato e filmato ogni esperienza vissuta nel sud del Portogallo ed ora sono pronti a dare forma al mondo.

Quanto realizzato a 2.500 chilometri da casa può essere rielaborato ed adattato anche nel Bel Paese. «Sono partito con l’obiettivo di formarmi – ammette con tutta onestà Vitale -, per poi tornare e continuare la mia crescita qui in Italia. Quello che abbiamo fatto sulle terrazze di Faro, sicuramente, può essere esportato qui, magari con una formula diversa

Neppure dopo due settimane dalla chiusura del progetto e dal ritorno in Italia, Mariano Vitale ha trovato lavoro. L’esperienza maturata in Algarve, le competenze acquisite con l’associazione portoghese e la sua laurea gli hanno permesso di cogliere un’opportunità nel mondo del digital marketing. Il suo commento finale è un chiaro invito a tanti giovani affinché comprendano le proprie potenzialità attraverso il Servizio Civile Universale.

«È un’esperienza davvero importante – conclude il protagonista del progetto Next Stop Faro, il progetto di Servizio Civile Universale promosso da OPES -, perché ti arricchisce tantissimo da ogni punto di vista. Anche professionalmente ti offre un’opportunità. Il mio consiglio è quello di scegliere un progetto, quello che più interessa e che magari è incline alla personalità del futuro volontario, e di farlo, o in Italia o all’estero, con la giusta mentalità.

È un’esperienza di volontariato che ti avvicina anche alle dinamiche del mondo del lavoro. È pure un’opportunità che ti forma più di 1000 master universitari, lauree o altro. E poi, sottolineo anche un aspetto: nei concorsi pubblici il 15% dei posti è riservato a chi ha svolto un progetto di Servizio Civile Universale.»

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