Ondata di polmoniti in Cina per il Mycoplasma pneumoniae: cosa sta accadendo

Tra i bilanci di fine anno, in pochi si aspettavano di dover fare anche i conti con notizie sulla salute, per memoria allarmanti, provenienti dalla Cina. Decine di ricoveri, soprattutto minori, per una polmonite dettata dal batterio Mycoplasma pneumoniae

A distanza di quattro anni dall’inizio della Pandemia da Covid-19, la Cina torna a far parlare di sé per la diffusione di una malattia respiratoria. Scattano, così, i campanelli: quanto c’è da preoccuparsi? In prima linea c’è l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha da subito chiesto spiegazioni alle autorità cinesi, dopo l’allarme lanciato da ProMed, ovvero un sistema di sorveglianza che ha il compito di monitorare epidemie di malattie umane e animali. 

La risposta di Pechino

Facciamo un passo indietro. Lo scorso 22 novembre, l’OMS ha, come già riferito, identificato i resoconti dei media e di ProMED su focolai di polmonite non diagnosticata negli ospedali pediatrici di Pechino, Liaoning e in altri luoghi della Cina. Attraverso il meccanismo del Regolamento sanitario internazionale, ha quindi presentato una richiesta ufficiale alla Cina, al fine di ottenere ulteriori informazioni epidemiologiche e cliniche, nonché risultati di laboratorio relativi a questi casi segnalati e dati sulle recenti tendenze dei patogeni respiratori circolanti. 

Il giorno successivo, l’OMS ha poi tenuto una teleconferenza con le autorità sanitarie cinesi del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie e dell’Ospedale pediatrico di Pechino, facilitata dalla Commissione sanitaria nazionale e dall’Amministrazione nazionale per il controllo e la prevenzione delle malattie, nella quale sono stati forniti i dati richiesti.

Durante l’incontro, in effetti, è stato confermato l’aumento delle visite ambulatoriali e dei ricoveri per la polmonite da Mycoplasma pneumoniae a partire dallo scorso maggio. In più, è stato segnalato anche un aumento di RSV, adenovirus e virus dell’influenza da ottobre.

Pechino imputa parte dei numeri con il segno più all’allentamento delle misure adottate per evitare i contagi da Covid-19. Inoltre, stando ancora a quanto riportato dalle autorità cinesi, da metà ottobre, è stata implementata una sorveglianza ambulatoriale e ospedaliera rafforzata per le malattie respiratorie che coprono un ampio spettro di virus e batteri, tra cui, per la prima volta, Mycoplasma pneumoniae.

Le raccomandazioni dell’OMS

L’OMS allo stato attuale non ha ritenuto di avere tutti gli elementi utili per determinare il rischio complessivo di tali aumenti; tuttavia, prevede un trend di crescita per i prossimi mesi anche legati alle basse temperature.

Sulla base di quanto rilevato, quindi, l’OMS “raccomanda alle persone in Cina di seguire misure per ridurre il rischio di malattie respiratorie, che includono vaccini raccomandati contro l’influenza, il COVID-19 e altri agenti patogeni respiratori, a seconda dei casi; mantenere le distanze dalle persone malate; stare a casa quando si è malati; sottoporsi a test e cure mediche secondo necessità; indossare maschere a seconda dei casi; garantire una buona ventilazione; e praticare il lavaggio regolare delle mani”.

Altresì, non raccomanda “alcuna misura specifica per i viaggiatori diretti in Cina. In generale, le persone dovrebbero evitare di viaggiare se presentano sintomi suggestivi di malattia respiratoria, se possibile; in caso di sintomi durante o dopo il viaggio, i viaggiatori sono incoraggiati a rivolgersi a un medico e a condividere la cronologia dei viaggi con il proprio medico”. Va comunque anche aggiunto che tale batterio può essere debellato con una terapia antibiotica ad hoc.

Polmoniti in Cina: casi accertati in Italia e altri Paesi Europei

Anche se i toni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono cauti ma non preoccupanti, le evidenze scientifiche impensieriscono i cittadini del mondo. Diversi casi, infatti, sono stati registrati in Francia – dove secondo i dati del Servizio Sanitario francese, dal 13 al 19 novembre, sono state segnate 700 visite mediche e 2.150 visite al pronto soccorso per questo tipo di infezione polmonare –  e in Olanda. I numeri si riferiscono quasi prettamente a bambini e ragazzi al di sotto dei 15 anni.

Anche in Italia, nelle ultime settimane, sono stati segnalati dei casi. Per la precisione al Gaslini, dove due bambini sono stati ricoverati con i sintomi respiratori prodotti dal Mycoplasma pneumoniae.

Il Ministero della Salute ha diffuso la nota stampa pubblicata dall’OMS in merito ai contatti avuti con le autorità cinesi ritenendo, dunque, ad oggi, sufficiente informare la popolazione.

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