“El Gordo”, con i suoi 4 milioni di euro apre il Natale in Spagna

Camminando per le strade di Valencia a dicembre, nonostante faccia relativamente caldo, si può percepire l’atmosfera natalizia: le strade sono piene di luci e decorazioni, in piazza dell’Ajuntamiento c’è una pista di pattinaggio sul ghiaccio affianco a un enorme albero natalizio, si possono trovare presepi e mercatini in giro per tutta la città. Insomma, il Natale sta arrivando. E mentre tutti girano per negozi alla ricerca di regali da fare ai propri cari si possono notare, tra la folla, delle code lunghissime di persone che stanno aspettando il proprio turno per comprare un biglietto della lotteria. Quasi tutti gli spagnoli sperano di vincere el Gordo (letteralmente “il ciccione”), che ammonta a 4 milioni di euro.

Il Natale a Valencia
Valencia

Dal 1812 ad oggi, la lunga tradizione della lotteria spagnola di Natale

Questa peculiare tradizione natalizia ha origini piuttosto antiche: la prima estrazione avvenne nel 1812 a Cadice, e da allora questa usanza ha acquisito sempre più importanza, fino a diventare quasi un’abitudine irrinunciabile. Si stima che circa il 76% della popolazione adulta partecipi alla lotteria, ossia più di 24 milioni di spagnoli: 3 persone su quattro acquistano almeno un biglietto, e spesso e volentieri partecipano con familiari, amici o colleghi di lavoro. Anche all’interno di negozi e locali valenziani è presente un numero della lotteria: questo significa che è possibile partecipare alla possibile vincita del biglietto esposto.

Ma come funziona esattamente?

Innanzitutto, esiste un Billete dal valore di 200 euro, composto da numeri di 5 cifre. Spesso e volentieri però le persone non lo acquistano intero, ma comprano i Decimos, ossia un decimo del Billete (al costo di 20 €). Ciascun blocco viene venduto fino a 180 volte e “el Gordo” viene vinto dai possessori dei 5 numeri vincenti per ogni serie estratta. È sufficiente quindi possedere anche solo un Decimo per poter ricevere parte del jackpot: in questo caso, la persona vincerà 400.000 €, ossia un decimo de el Gordo; se invece fosse possessore di 2 Decimos, vincerebbe 800.000 € e così via.

La lotteria, ovviamente, prevede anche altri premi inferiori ma comunque sempre piuttosto allettanti: il secondo ad esempio ammonta a 1.250.000 €, mentre il terzo a 500.000 €.

El Gordo, non una semplice lotteria, ma un fenomeno sociale
L’estrazione dei numeri del Gordo

El Gordo, un fenomeno sociale

La lotteria di Natale è talmente importante nello Stato spagnolo da far sì che anche la campagna pubblicitaria sia diventato un vero e proprio classico: vengono girati dei veri e propri mini film anche piuttosto toccanti, in cui legano questa usanza alla convivialità e alla famiglia, o comunque in generale ai tipici valori natalizi. Uno degli elementi più peculiari di questa lotteria è però il suo svolgimento: i risultati, infatti, vengono letteralmente cantati.

Il 22 dicembre due bambini della scuola San Ildefonso di Madrid appaiono in televisione per annunciare le estrazioni: uno dei due canta il numero di cinque cifre, mentre l’altro canta il premio in denaro associato al numero estratto. Quando esce uno dei premi più alti, i bambini devono portare ad una commissione eletta ad hoc le sfere per comprovare l’uscita del superpremio.

Questa cerimonia è talmente sentita che spesso e volentieri si nota come gli allievi della schola cantorum di Spagna siano estremamente emozionati, soprattutto quando annunciano el Gordo: è capitato anche che scoppiassero a piangere o che iniziassero a ridere in maniera quasi nervosa. Per quarant’anni, l’estrazione si è tenuta nella tradizionale sala Loterías y Apuestas del Estado di Madrid. Nel 2010 e nel 2011, invece, la sede designata è stato il Palacio de Exposiciones y Congresos sul Paseo de la Castellana e dal 2012 al Teatro Real di Madrid.

Il ruolo dei “Los Reyes Magos” nella tradizione spagnola

Lo svolgimento della lotteria è estremamente peculiare e a tratti strana, se osservata da qualcuno esterno. Ma, a pensarci bene, nonostante Spagna e Italia siano piuttosto vicine geograficamente e in generale presentino anche diverse similarità, quando si parla del periodo natalizio si colgono delle differenze piuttosto rilevanti. Una delle cose più sorprendenti forse è la limitata importanza che gli spagnoli danno al Natale.

Sicuramente il 25 dicembre si organizza qualcosa e si scambia magari anche qualche pensierino, ma non è Babbo Natale a portare i regali, bensì i re magi il 6 gennaio nel Día de los Reyes.

Il giorno prima c’è la cosiddetta Cabalgata de los Reyes Magos, in cui sfilano carri sfarzosi e personaggi travestiti che lanciano dolci e caramelle ai bambini per le strade di tutto il territorio spagnolo. Durante la notte, i Re Magi “entrano” nelle case a portare i regali, che verranno scartati il giorno successivo. Questa festività è talmente sentita che esiste anche un dolce tipico natalizio dedicato ai Re Magi: il Roscón de Reyes, che consiste in un ciambellone farcito solitamente di panna. Al suo interno vengono nascoste una piccola statuetta di un re e una fava: chi trova la prima viene incoronato “re o regina della casa”, mentre chi trova la seconda deve pagare il dolce.

Uno dei dolci tipici della tradizione natalizia spagnola: il roscon

 

Il 1° aprile spagnolo? Si celebra il 28 dicembre e a 100 chilometri da Valencia si elegge il “Sindaco dei Matti”

Altra tradizione spagnola abbastanza conosciuta è quella di mangiare 12 chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre come buon auspicio dell’anno che verrà. Ma forse non tutti sanno che il 28 dicembre, giorno dei santi Innocenti, è il giorno degli scherzi, una sorta di pesce d’aprile natalizio.

Nei mercatini e nei negozi si possono trovare oggetti divertenti come ad esempio parrucche o polveri pruriginose. Uno degli scherzi più tipici consiste nel ritagliare un pupazzo di carta, chiamato inocentada, e attaccarlo alla schiena di un’altra persona. Addirittura i mezzi di comunicazione stanno al gioco, pubblicando qualche notizia falsa e assurda. Alcune zone della Spagna poi hanno delle celebrazioni particolari di questa festa. Ad esempio, la località di Jalance (a 100km da Valencia) elegge il “Sindaco dei Matti” che governa la città per 24 ore.

Insomma, paese che vai, usanza che trovi.

a cura di: Gaia Magnani

Volontaria SCU impegnata in un progetto a Valencia

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