Il Mediterraneo come nuovo centro energetico europeo: il progetto Cronos e la strategia italiana di diversificazione dell’approvvigionamento energetico

Europa

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Negli ultimi anni, il sistema energetico europeo ha subito una profonda trasformazione, dettata dalla necessità di ridurre la dipendenza dalle fonti di approvvigionamento tradizionali e di rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti in un contesto internazionale caratterizzato da crescente instabilità geopolitica. La progressiva riduzione delle importazioni di gas dalla Russia, derivante dai mutamenti degli equilibri politici ed economici internazionali, ha spinto i paesi europei a cercare nuovi partner energetici e a ridefinire le proprie strategie di approvvigionamento, con l’obiettivo di garantire una maggiore continuità e una maggiore resilienza del sistema energetico continentale. Questo processo ha portato a uno spostamento del focus degli approvvigionamenti verso il Mediterraneo, un’area che ha acquisito negli ultimi anni una crescente importanza strategica grazie alla presenza di significative risorse naturali, allo sviluppo di nuove infrastrutture di trasporto e al potenziale di rafforzamento della cooperazione energetica tra Europa, Nord Africa e Mediterraneo orientale. In questo scenario, rivestono particolare importanza sia il rafforzamento delle relazioni con l’Algeria, storico partner energetico dell’Italia e dell’Unione Europea, sia l’avvio dello sfruttamento delle risorse di gas naturale situate nel Mediterraneo orientale. Tali risorse sono destinate a contribuire in misura crescente alla sicurezza energetica europea e a modificare gli equilibri regionali del settore. Tra i progetti più significativi di questa nuova fase spicca lo sviluppo del giacimento di Cronos, situato al largo delle coste di Cipro, un’iniziativa che rappresenta un passo particolarmente importante nella storia energetica dell’isola. Grazie a questo progetto, Cipro si prepara a entrare per la prima volta tra i paesi produttori ed esportatori di gas naturale, valorizzando le proprie risorse marine e rafforzando il proprio ruolo nel panorama energetico del Mediterraneo orientale. Parallelamente, l’Algeria continua a confermare la sua posizione di principale fornitore dell’Italia, contribuendo in modo determinante alla costruzione di una rete di approvvigionamento sempre più diversificata e resiliente, meno esposta ai rischi derivanti da potenziali interruzioni di fornitura provenienti da singole aree geografiche. L’evoluzione di questi due processi evidenzia come la sicurezza energetica europea si basi sempre più su una pluralità di rotte, fornitori e infrastrutture, in grado di garantire maggiore flessibilità al sistema e di rafforzare l’autonomia strategica del continente nel lungo termine.

IL PROGETTO CRONOS E LO SVILUPPO DEL GAS DI CIPRO

Lo sviluppo del giacimento di Cronos è iniziato dopo che Eni e TotalEnergies, ciascuna detentrice di una quota del 50% nel Blocco 6 offshore di Cipro, hanno adottato la Decisione Finale di Investimento, consentendo l’avvio della fase di costruzione del progetto. Questa iniziativa rappresenta il primo sviluppo di un giacimento di gas naturale nella storia di Cipro e si prevede che i primi quantitativi saranno immessi sul mercato entro il 2028. Il giacimento è stato individuato nel 2022 e successivamente confermato attraverso attività di valutazione concluse nel 2024. Si trova in acque profonde, a circa 185 chilometri dalla costa sud-occidentale dell’isola, e contiene inizialmente oltre tre trilioni di piedi cubi di gas, una quantità che ne sottolinea l’importanza strategica per il futuro energetico dell’area. Il progetto prevede la costruzione di quattro pozzi sottomarini, progettati per garantire una produzione giornaliera di circa 500 milioni di piedi cubi di gas naturale, equivalenti a circa 2,8 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto (GNL) all’anno. Questi volumi contribuiranno ai mercati internazionali, in particolare a quello europeo, rafforzando la disponibilità di fonti di approvvigionamento alternative.

INTEGRAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE CON L’EGITTO

Uno degli aspetti più innovativi del progetto è la scelta di utilizzare infrastrutture esistenti, una soluzione che riduce significativamente i tempi di sviluppo, gli investimenti necessari e limita l’impatto ambientale rispetto alla costruzione di una nuova filiera produttiva. Il gas estratto dal giacimento di Cronos verrà trasportato tramite un collegamento sottomarino in Egitto, dove sarà trattato utilizzando gli impianti già operativi del giacimento di Zohr, gestito da Eni. Il combustibile raggiungerà poi il terminale di liquefazione di Damietta, anch’esso situato in Egitto, dove verrà trasformato in GNL per l’esportazione sui mercati internazionali, con particolare attenzione alla domanda europea. L’utilizzo di infrastrutture esistenti è un elemento chiave della strategia industriale adottata da Eni e TotalEnergies, che si concentra su investimenti caratterizzati da elevata competitività economica, bassi costi e minori emissioni. Questo approccio consente di valorizzare gli asset esistenti, evitando la duplicazione delle infrastrutture e promuovendo una maggiore sostenibilità complessiva del progetto. L’avvio operativo del progetto è stato reso possibile anche dal completamento del quadro istituzionale e contrattuale. A seguito dell’accordo firmato nel febbraio 2025 tra i governi di Cipro ed Egitto, sono stati finalizzati tutti gli accordi commerciali necessari relativi all’utilizzo delle infrastrutture offshore di Zohr, al transito del gas attraverso il territorio egiziano, alla liquefazione presso l’impianto di Damietta e alla successiva commercializzazione del GNL sui mercati internazionali. Secondo l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, Cronos rappresenta un passo concreto verso la trasformazione di Cipro in un nuovo produttore ed esportatore europeo di gas naturale ed è una pietra miliare per la creazione di un futuro hub energetico nel Mediterraneo orientale. Per TotalEnergies, il progetto riveste inoltre un’importanza strategica, contribuendo all’espansione del proprio portafoglio GNL, che l’azienda intende incrementare fino a circa 60 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030. Per Eni, l’iniziativa consolida ulteriormente la propria presenza nel Mediterraneo orientale, sfruttando le sinergie create negli anni con lo sviluppo del giacimento egiziano di Zohr.

SICUREZZA DEGLI APPROVVIGIONAMENTI DI ALGERIA E ITALIA

Sebbene il progetto cipriota rappresenti una prospettiva futura, la sicurezza energetica dell’Italia continua a dipendere in modo significativo dalle forniture provenienti dall’Algeria. Il Presidente Abdelmadjid Tebboune ha confermato che l’Italia è il maggiore acquirente europeo di gas algerino, davanti a Spagna e Francia, pur non rivelando i quantitativi destinati al mercato italiano. Il settore energetico continua inoltre a essere uno strumento chiave della politica economica e diplomatica algerina. Il rafforzamento della cooperazione bilaterale è stato confermato anche dalla conversazione telefonica tra il Presidente algerino e il Primo Ministro Giorgia Meloni, durante la quale è stata ribadita la volontà di intensificare ulteriormente il partenariato strategico nei settori energetico, industriale ed economico. Tra gli argomenti discussi figuravano anche le iniziative del Piano Mattei per l’Africa, con particolare riferimento al Centro di Eccellenza “Enrico Mattei” di Sidi Bel Abbès, che mira a promuovere la formazione e l’innovazione nel settore agricolo.

STRATEGIA DI DIVERSIFICAZIONE DELL’APPROVVIGIONAMENTO ITALIANO

Gli sviluppi in corso delineano una strategia energetica italiana sempre più focalizzata sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Da un lato, l’Algeria continua a garantire forniture stabili attraverso il gasdotto TransMed e le esportazioni di GNL; dall’altro, l’ingresso di Cipro nell’elenco dei paesi produttori amplierà ulteriormente la gamma di fonti disponibili lungo il corridoio del Mediterraneo meridionale. L’Italia importa circa il 95% del suo consumo di gas naturale e, dopo aver drasticamente ridotto la dipendenza dalla Russia, ha costruito un sistema di approvvigionamento significativamente più diversificato. L’Algeria è attualmente il principale fornitore, coprendo circa il 36% delle importazioni attraverso il gasdotto TransMed. Seguono l’Azerbaigian, con un contributo di circa il 16% attraverso il gasdotto Trans Adriatico (TAP), gli Stati Uniti attraverso il GNL e i paesi del Nord Europa, in particolare Norvegia e Paesi Bassi, nonché Qatar e Libia. Dal punto di vista economico, il costo delle diverse fonti di approvvigionamento varia notevolmente. Il gas trasportato tramite gasdotto dall’Algeria e dall’Azerbaigian è generalmente più competitivo perché non richiede le operazioni di liquefazione, trasporto marittimo e successiva rigassificazione necessarie per il GNL. Il GNL, che proviene principalmente dagli Stati Uniti, dal Qatar e da altri esportatori internazionali, ha costi medi più elevati ed è maggiormente esposto alle fluttuazioni dei prezzi internazionali, ai rischi geopolitici e alle sfide logistiche del trasporto marittimo. Le recenti tensioni nello Stretto di Hormuz hanno evidenziato come le rotte provenienti dal Golfo possano essere vulnerabili a interruzioni e forti aumenti dei costi, rafforzando ulteriormente l’importanza strategica del Mediterraneo come area primaria per l’approvvigionamento energetico europeo. In questo scenario, il progetto Cronos assume un significato che va oltre la semplice apertura di un nuovo giacimento. Rappresenta uno degli elementi destinati a ridefinire il panorama energetico europeo, consolidando un sistema di interconnessioni che collega Cipro, Egitto, Algeria e Italia e rafforzando il ruolo del nostro Paese come potenziale piattaforma energetica tra il Nord Africa, il Mediterraneo orientale e il mercato europeo.

 

Articolo pubblicato anche su The Conservative

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