Svetlana Celli: “Una proposta di legge delega per dare vita al Sistema Nazionale Sportivo”

Sport

Condividi su:

Celli cono 16 ottobre legge delega sport

“Lo sport non può essere un privilegio, ma un’opportunità concreta per tutti”: questo il principio che ha ispirato l’incontro di venerdì 16 ottobre, tenutosi al CONI, al Salone d’Onore, tra i membri del direttivo della Conferenza nazionale dei presidenti dei Consigli comunali di ANCI, alla presenza del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, del presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, del presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma, e del membro di giunta CONI, nonché Presidente di OPES, Juri Morico. 

A fare gli onori di casa, la Presidente dell’Assemblea Capitolina (anche vice coordinatrice vicaria della Conferenza dei Presidenti di ANCI), Svetlana Celli, da sempre impegnata nell’incentivare a creare punti di contatto tra la cittadinanza e lo sport, inteso come strumento di crescita, inclusione e coesione sociale, e nella valorizzazione di impianti sportivi e spazi outdoor nei quartieri e nelle periferie della Capitale, e Giulio Tantillo, coordinatore della Conferenza dei Presidenti di ANCI.

In questa direzione si muove, inevitabilmente, la proposta di legge delega presentata durante la mattinata, che si traduce, in breve, nell’istituzione di un Servizio Nazionale Sportivo. 

Lo sport, in Italia, resta una sfida (da vincere)

Si rende necessaria una veloce analisi di contesto, affinché si possa comprendere appieno il sentiment che spinge i Comuni a un’accelerata verso il coinvolgimento dello Stato in un progetto nazionale e a lungo termine. 

Stando ai dati ISTAT del 2024, il 37,5% della popolazione dai 3 anni in su era dedito allo sport nel tempo libero, mentre il 62,5% non lo praticava; anche se una parte di queste persone svolgeva comunque altre attività fisiche, come ad esempio camminare o andare in bicicletta.

C’è un altro numero da considerare, da cui non può prescindere e che riguarda un altro quid sociale: il gender gap. Infatti, il 43,4% degli uomini pratica sport, mentre per le donne il numero scende drasticamente e si quantifica nel 31,8%.

Le ragioni sono da ricercarsi nel costo di corsi e iscrizioni, nella difficoltà di raggiungere gli impianti, nella carenza di strutture adeguate in alcuni territori e nelle barriere che ancora limitano la partecipazione delle persone con disabilità. Per molte famiglie, soprattutto quelle con minori risorse economiche, fare sport può diventare una spesa difficile da sostenere.

incontro CONI ANCI legge delega sport - 16 ottobre

Svetlana Celli: “I cittadini ci chiedono di fare qualcosa in più, rispondiamo con la proposta di legge delega”

Una giornata, quella relativa all’incontro del 16 ottobre, quindi, che la Presidente dell’Assemblea Capitolina ha definito “proficua e importante”: innanzitutto, perché ha aperto un dialogo concreto tra i comuni e le massime istituzioni dello sport italiano, secondo poi perché è stata presentata e raccontata una proposta di legge delega innovativa, il cui obiettivo è rispondere alle reali esigenze dei cittadini e che andrebbe a rimuovere quelle barriere che rendono lo sport non sempre accessibile e in determinati casi elitario. 

Ai microfoni di risorse.news Celli ha spiegato: “Penso che non possiamo più tirarci indietro rispetto a un sacrosanto diritto, quello dello sport, finalmente sancito in Costituzione; ma i cittadini ci chiedono di fare qualcosa in più, e quindi noi abbiamo proposto la proposta di legge delega che credo sia importante perché arriva direttamente a toccare quello che è poi l’investimento reale sullo sport.

Così come è stato fatto sulla salute, perché qualcuno ci si è abbattuto oggi per avere un servizio nazionale pubblico, così come la scuola pubblica fino a una data età, e perché no, allora, lo sport pubblico fino all’età scolare dell’obbligo”.

Un’idea che nasce sulla scia di una prerogativa, di qualcosa a cui tutte e tutti dovrebbero avere libero accesso. Anche perché: “i cittadini che fanno sport hanno una qualità della vita migliore, hanno la possibilità di essere inseriti nella nostra società in un modo migliore, e soprattutto si tratta di un risparmio per la prevenzione e le cure sanitarie, quindi credo che veramente che sia una vera proposta concreta rispetto al diritto sancito dalla Costituzione”.

Ma in cosa consiste nettamente? Quali sono i punti focali della proposta promossa dalla Conferenza dei presidenti dei Consigli comunali di ANCI?

“Un Sistema Nazionale Sportivo al pari del Sistema Sanitario Nazionale”

A spiegarlo è ancora Svetlana Celli che ha illustrato chiaramente il progetto, specificando che l’intenzione di partenza è rivolta al superamento della frammentazione degli attuali voucher e contributi, attraverso un sistema di interventi coordinato e uniforme su tutto il territorio nazionale. Un investimento statale mirato, il cui valore si espliciterebbe in 1 miliardo e 125 milioni di euro all’anno per rendere gratuita la pratica sportiva nella fascia d’età dai 6 ai 13 anni, in cui i comuni avrebbero un ruolo di enorme rilevanza essendo il livello istituzionale più vicino ai cittadini. 

“Innanzitutto – ha detto perciò Celli entrando nel merito – noi creiamo una tessera sportiva, come la tessera sanitaria che abbiamo tutti in tasca, che possa in qualche modo avere all’interno le agevolazioni per accedere agli impianti sportivi, per acquistare le attrezzature, per avere la possibilità di ottenere visite mediche, tutti quei beni necessari per chi oggi vuole fare sport, e quindi la tessera sanitaria sportiva al pari della tessera sanitaria nazionale”.

Tra i suggerimenti presenti nel documento anche l’introduzione dei LEPSE, vale a dire i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sportive ed Educative, che avrebbero lo scopo di individuare le prestazioni che lo Stato si impegna a garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.

 

Ultimi Articoli

Condividi Articolo