A dieci anni dalla scomparsa di Carlo Pedersoli, il mondo continua a chiamarlo con il nome che lo ha reso immortale: Bud Spencer. Eppure, dietro l’attore, dietro il mito popolare, dietro le indimenticabili scazzottate cinematografiche che hanno fatto sorridere intere generazioni, c’era soprattutto un uomo. Un uomo che ha trasformato la forza in protezione, il successo in semplicità, la notorietà in vicinanza alle persone.
Dal 26 al 28 giugno, Cinecittà World ospiterà il “Bud Spencer Tribute – 10 anni senza Bud“, il più grande evento mai realizzato in onore dell’attore napoletano. Tre giorni di spettacoli, musica, ricordi, incontri e momenti di condivisione per celebrare non soltanto una straordinaria carriera cinematografica, ma soprattutto un’eredità umana che continua a parlare al presente. Un’eredità che non appartiene solo al cinema. Perché Carlo Pedersoli è stato molto più di Bud Spencer.
È stato un campione di nuoto, un atleta, un uomo capace di attraversare mondi diversi senza mai perdere la propria autenticità. È stato l’esempio concreto di come la forza possa convivere con la gentilezza e di come il successo possa restare ancorato a valori semplici e profondi.
Ed è proprio questa dimensione che rende particolarmente significativa la nascita del Premio Carlo Pedersoli, riconoscimento che verrà assegnato per la prima volta da OPES, in collaborazione con Fair Play e Fiamme Oro, a Manuel Bortuzzo.
Una scelta che appare quasi naturale.
Indice articolo
Premio Carlo Pedersoli a Manuel Bortuzzo: dalla tragedia alla rinascita
La storia di Manuel Bortuzzo è ormai patrimonio collettivo del Paese. Nel 2019, a Ostia, un colpo d’arma da fuoco lo raggiunge per errore, interrompendo brutalmente il sogno di una carriera sportiva che sembrava destinata ai massimi livelli.
Per molti sarebbe stata la fine. Per lui è diventato l’inizio di una nuova sfida. Con una determinazione straordinaria, Bortuzzo ha saputo trasformare una tragedia in un percorso di rinascita, tornando in acqua, diventando atleta paralimpico e, soprattutto, simbolo di resilienza, coraggio e capacità di reagire alle avversità.
Una testimonianza che va ben oltre il risultato sportivo. Perché le medaglie, i tempi e le classifiche raccontano solo una parte della storia. La parte più importante riguarda la forza interiore necessaria per rialzarsi quando la vita cambia improvvisamente direzione.
Il senso profondo del Premio Carlo Pedersoli
Non è difficile comprendere perché OPES abbia scelto proprio Manuel Bortuzzo per inaugurare questo riconoscimento.
Il Premio Carlo Pedersoli nasce infatti per celebrare donne e uomini capaci di incarnare quei valori che hanno reso Bud Spencer una figura amata ben oltre il grande schermo: il rispetto, la lealtà, la solidarietà, il coraggio, l’inclusione, la capacità di mettersi al servizio degli altri senza perdere la propria autenticità.
Valori che rappresentano il cuore pulsante dell’azione di OPES.
In un tempo in cui spesso prevalgono l’individualismo, la ricerca della visibilità a tutti i costi e il culto della performance fine a sé stessa, OPES continua a promuovere uno sport che sia prima di tutto educazione, crescita, comunità e cittadinanza.
Uno sport che non misura il valore delle persone soltanto attraverso i risultati, ma attraverso l’esempio che riescono a offrire.
Ed è esattamente ciò che racconta la vicenda di Manuel Bortuzzo.
La sua storia dimostra che la vera vittoria non coincide sempre con il traguardo. A volte coincide con la capacità di restare in piedi quando tutto sembra crollare. Con la scelta di continuare a credere nei propri sogni quando sarebbe più facile arrendersi. Con il desiderio di trasformare il dolore in una testimonianza positiva per gli altri.
Bud Spencer, un modello ancora attuale
A dieci anni dalla sua scomparsa, Carlo Pedersoli continua dunque a parlare alle nuove generazioni. Lo fa attraverso il ricordo dei suoi film, certo. Lo fa attraverso l’affetto sconfinato dei fan che si ritroveranno a Cinecittà World per celebrarlo. Lo fa attraverso il progetto Bud Power portato avanti dalla sua famiglia.
Ma soprattutto lo fa attraverso esempi concreti come quello di Manuel Bortuzzo. Perché l’eredità più autentica di Bud Spencer non è custodita soltanto nelle pellicole che continuano a far sorridere milioni di persone. È custodita nei valori che quelle storie raccontavano e che ancora oggi trovano interpreti credibili nel mondo dello sport e della società.
In fondo, il segreto del successo di Bud Spencer è sempre stato tutto lì: nella capacità di essere forte senza essere arrogante, popolare senza essere distante, vincente senza dimenticare gli altri.
E forse è proprio per questo che il Premio Carlo Pedersoli trova in Manuel Bortuzzo il suo primo destinatario ideale. Perché ci sono uomini che, pur appartenendo a epoche e contesti diversi, riescono a parlare la stessa lingua. La lingua dell’esempio. Quella che OPES continua a promuovere ogni giorno attraverso lo sport sociale, inclusivo e educativo.
La stessa lingua che Carlo Pedersoli ha insegnato a milioni di persone senza bisogno di grandi discorsi. Con il sorriso di un gigante buono. E con la convinzione, oggi più attuale che mai, che alla fine quelli buoni vincono davvero.





