Turismo accessibile, Greco (Museo Egizio): “L’accessibilità è nel nostro DNA”

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Greco, Direttore Museo Egizio: "L'accessibilità è un nostro secondo DNA"

Guarda il video servizio sul Museo Egizio, esempio di luogo inclusivo e accessibile

 

Sono spazi di conoscenza, di testimonianze provenienti dal passato, di storia e di storie, ma anche di confronto, dialogo, accoglienza e pure di promozione della coesione sociale, della sostenibilità e della diversità. Ma soprattutto, i musei sono i luoghi della cultura. Sia di quella materiale sia di quella immateriale. Non è un caso che un’appendice del summit mondiale sul turismo accessibile si sia svolta all’interno di una cornice sublime come il Museo Egizio di Torino.

L’edificio di via Accademia delle Scienze, che per qualità e quantità dei reparti è secondo solo al Museo de Il Cairo, oggi è un esempio virtuoso di luogo inclusivo e accessibile a tutti.

Il Museo Egizio di Torino ha vinto un bando del PNRR proprio su inclusione e accessibilità

“Per noi (il riferimento è all’inclusione e all’accessibilità) sono delle colonne portanti del museo – ha riferito ai microfoni di risorse.news Christian Greco, il Direttore del Museo Egizio di Torino -. Abbiamo vinto un bando del PNRR della Direzione generale Musei proprio su inclusione e accessibilità. Ormai, le barriere che sono in fronte ai musei non sono più quelle architettoniche, che devono necessariamente essere superate, ma sono di vario tipo. La sfida, oggi, è come rendere davvero accessibile un museo anche a chi abbia delle difficoltà cognitive e non solo a chi abbia delle disabilità fisiche, mi riferisco ad esempio agli ipovedenti o alle persone con problemi con l’udito, ma significa anche rendere la cultura e i contenuti complessi accessibili a tutti.

E’ un lavoro molto importante, un lavoro che è richiamato anche dall’articolo 3 della Costituzione, che al secondo comma sottolinea come la Repubblica debba rimuovere tutti quegli ostacoli per lo sviluppo armonico della persona. Il museo, questo, lo fa ancora con più forza, rispetto anche alla scuola o all’Università. Noi non chiediamo un libretto all’ingresso né quanti esami sono stati sostenuti, ma per tutti dobbiamo cercare di avere contenuti che siano accessibili”. 

Musei come luoghi di innovazione sociale e wellbeing

I musei, come quello di Torino, si stanno trasformando anche in luoghi di innovazione sociale. In Europa sono state avviate delle sperimentazioni che hanno permesso ai medici di prescrivere le visite museali a chi soffre di depressione e di ansia. E’ il caso del progetto belga Delphine. Ma anche al Museo Egizio non mancano esempi di wellbeing. Tra le sale dedicate all’antico Egitto, infatti, si favorisce il benessere psico-fisico dell’individuo.

“Grazie a Compagnia San Paolo – ha specificato Greco -, abbiamo avuto per un anno gli studi medici all’interno del museo, perché essere al museo e fare una visita medica significa anche potersi rilassare un attimo, poter pensare all’altro. E questo progetto si sta sviluppando sempre di più.

Vogliamo cominciare a lavorare con gli Hospice, perché il museo possa aiutare anche nei momenti finali dell’esistenza umana. Lavoriamo con le case di riposo per cercare di portare qui persone che hanno malattie degenerative e ricordiamoci che il museo nell’essere accessibile deve poter andare anche in quei luoghi in cui ci sono delle persone che il museo non lo possono visitare. Ecco, il museo fuori dal museo”.

Greco, Diretto Museo Egizio: "L'accessibilità è un nostro secondo DNA"

Il Museo come ponte

I Musei sono in grado di uscire dai loro luoghi. Si diffondono e si mettono al servizio dei cittadini, soprattutto di quelli più fragili. In alcuni casi, come avviene a Torino, diventano un ponte. Non tra ere e generazioni, ma tra individui differenti.

“Noi lavoriamo all’ospedale pediatrico Regina Margherita e i pazienti volevano vedere i reperti – ha raccontato Greco -. Noi non possiamo portare gli oggetti originali al di fuori e coloro i quali ci hanno fatto delle copie perfette dei reperti che abbiamo qui sono stati i detenuti della casa circondariale Lo Russo Cotugno. Quindi, grazie al Museo Egizio, la casa circondariale e l’ospedale hanno potuto dialogare. Il museo ha fatto da ponte, rivelandosi non una casa sospesa ma di tutti”. 

Inclusione e accessibilità rappresentano un secondo DNA degli istituti museali

L’Istituto culturale di Torino è sicuramente un’eccellenza italiana anche per quanto concerne i temi dell’inclusione, dell’accessibilità e della valorizzazione delle diversità. E’ un esempio che, seguendo altresì le direttive nazionali, ha tracciato una via e che traina gli altri luoghi della cultura presenti lungo la Penisola.

“Il Profesor Osanna, direttore generale dei musei, ha inserito i temi dell’inclusione e dell’accessibilità nell’agenda della direzione generale dei musei – ha concluso il Direttore Greco -. Per questo, molti fondi del ministero del PNRR sono andati sulla accessibilità. Ormai, è un secondo DNA dei musei, non si può fare altrimenti. I musei non possono che essere di tutti e tutti noi stiamo trovando le giuste modalità. E’ un mondo molto dinamico in cui anche noi dobbiamo imparare e la cosa di cui ci siamo tutti resi conto è che non lo possiamo fare da soli. Lo dobbiamo fare con le organizzazioni del terzo settore, lo dobbiamo fare con l’università  e lo dobbiamo fare con gli specialisti.

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