Generare valore sociale: all’UNINT il Progetto AttivAzione disegna il futuro del Terzo settore

Nella giornata di lunedì 19 gennaio 2026 si è tenuta, presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma, la discussione dei Master I livello del Progetto “AttivAzione”. Il momento conclusivo dell’iniziativa di OPES, finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, è stato introdotto dai saluti del Prof. Fabio Bisogni, Presidente dell’Università degli Studi Internazionali di Roma, Juri Morico, Presidente Nazionale di OPES aps, Cristiano Lancianese, Vicesindaco di Formello, Ferdinando Femiano, Consulente Tecnico Delegato Sindaco di Ponza, Biagio Celletti, Delegato Sindaco di Sacrofano e Ilaria Conti, Assessore al Turismo di Sutri.

Il Progetto “AttivAzione” si è prefisso di raggiungere un nobile obiettivo: trasformare il Terzo settore in un motore strutturato del cambiamento sociale, grazie alla formazione dei suoi protagonisti. Tramite questo percorso, un master per 10 studenti ed un corso di alta formazioni per ulteriori 20 protagonisti dell’innovazione sociale, il mondo del non-profit ha project manager preparati, qualificati e capaci di offrire le risposte più adeguate alle esigenze dei cittadini. 

Progetto AttivAzione: le parole degli invitati

Fabio Bisogni, Presidente dell’Università degli Studi Internazionali di Roma, aha aperto i lavori parlando di co-progettazione e co-creazione: non una sola ma più teste pensanti. In questa maniera aumenta la fiducia reciproca tra i soggetti coinvolti, si hanno più punti di vista e vengono accolte nuove idee per strutturare il tutto in progetti concreti. La chiosa del suo intervento ha richiamato l’essenza della co-creazione: “Questa è un’importante pietra miliare, non una fine di un percorso, ma la fine di una fase che può avviare a tanti ulteriori percorsi individuali o collettivi”.

Fare meglio, ma soprattutto fare insieme”. Così Juri Morico. Il Presidente Nazionale di OPES aps, dopo i ringraziamenti rivolti all’Università e a tutte le persone che hanno accompagnato questo progetto, si è soffermato sull’analisi delle competenze e sulla condivisione di esperienze e background, con l’intento di arrivare a soluzioni che migliorino la qualità della vita dei cittadini e i servizi a loro rivolti.

AttivAzione, le voci delle autorià intervenute

Riprendendo il discorso del Presidente dell’UNINT, anche il Presidente Morico ha rimarcato che questo percorso è una pietra miliare in cui mondo accademico, Terzo settore e pubblica amministrazione, confrontandosi, sono arrivati non alla fine, ma ad un traguardo.

Cristiano Lancianese, Vicesindaco di Formello si è soffermato sul concetto di “produrre valore”, trattato precedentemente dal Presidente di OPES: “Questa è la dimostrazione in cui, grazie diverse realtà che riescono a fare sistema, si produce valore. Non un valore in senso teorico o accademico, ma un valore reale, per un riscontro nella vita reale”. 

Successivamente, Ilaria Conti, Assessore al Turismo di Sutri, ha portato il case history del proprio comune, che ha preso parte integrante a questo percorso e ad una co-progettazione che ha valorizzato le competenze dei soggetti  coinvolti. “Questi progetti – ha afferma l’assessore Conti – sono utili anche per i piccoli comuni, essendo un valore aggiunto per il proprio territorio”.

Ringraziando i discenti che hanno svolto la propria tesi del master sulla comunità di Ponza, Ferdinando Femiano, Consulente Tecnico Delegato del Sindaco di Ponza, ha guardato oltre la giornata conclusiva del progetto AttivAzione. Con questa frase, “Il concetto di condividere la conoscenza e poi applicarla è fondamentale”, ha affermato di voler coinvolgere gli autori sul campo, in modo da trasformare qualcosa di teorico in un progetto concreto. 

Biagio Celletti, Delegato Sindaco di Sacrofano, ha messo l’accento sulla “amministrazione condivisa” (enti locali, enti del Terzo settore e pubblica amministrazione) e rimarcato la questione di come un progetto del genere possa dare un maggiore aiuto a determinati territori: “Progetti come questo non fanno altro che dare un input importantissimo e consentire agli enti locali di avere persone formate che studino il territorio e che, poi, sappiano generare valore sociale, economico e di altro genere”.

La qualità degli interventi, giunti dalle autorevoli voci degli Enti locali, hanno alzato l’asticella e rivelato la necessità e l’importanza della co-progettazione, per passare da futuri possibili a futuri desiderabili”.

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