Lo sport come diritto e non come privilegio. È questo il messaggio emerso dall’evento “Sport per tutti – investimenti, impiantistica e accesso alla pratica sportiva”.
La conferenza, che si è svolta giovedì 26 marzo presso la Sala Tevere della Regione Lazio, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, capitanati da Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, Elena Palazzo, Assessore allo Sport, al Turismo e all’Ambiente, e Marco Mezzaroma, il numero uno di Sport e Salute, operatori e associazioni del settore.
Al centro del dibattito, un piano di investimenti senza precedenti promosso dalla stessa Regione Lazio.
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Un investimento record: 122 milioni in due anni
Il dato più rilevante è quello economico: 122 milioni di euro stanziati per il biennio 2025-2026. Si tratta di una cifra significativa, che segna un cambio di passo rispetto al passato e punta a rilanciare in modo strutturale il sistema sportivo dell’intera regione.
Questo stanziamento si innesta su un trend di crescita già avviato negli ultimi anni: basti pensare che nel solo 2024 i finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale nel Lazio hanno toccato quota 53,9 milioni di euro, supportando ben 96 progetti.
Nel dettaglio, le risorse saranno distribuite su più linee di intervento: dalla riqualificazione degli impianti esistenti alla costruzione di nuove strutture, fino al sostegno diretto alla pratica sportiva.
L’impatto di queste scelte è concreto: l’indicatore SROI (Social Return on Investment) evidenzia che per ogni euro investito in infrastrutture sportive, si generano 5,02 euro di valore sociale per il territorio laziale.
Durante l’evento, il presidente della Regione, Francesco Rocca, ha ribadito la visione alla base del piano: «Investiamo nello sport per abbattere le disuguaglianze».
Voucher sport: sostegno concreto alle famiglie e alle associazioni
Una parte consistente dei fondi è destinata ai cosiddetti “voucher sport”, pensati per favorire l’accesso dei più giovani alle attività sportive. Il contributo può arrivare fino a 500 euro per ragazzo, con l’obiettivo di sostenere circa 30.000 beneficiari.
Si tratta di una misura particolarmente rilevante in un contesto in cui molte famiglie rinunciano allo sport per motivi economici. A beneficiare di questa spinta sarà altresì l’estesa rete associativa locale, che conta oggi 10.622 società e associazioni sportive dilettantistiche (ASD e SSD). Un tessuto vitale che dà lavoro a 69.806 operatori sportivi con un’età media di 39 anni.
L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia di inclusione sociale, che punta a rendere lo sport accessibile anche alle fasce economicamente più fragili.
Impiantistica e interventi su tutto il territorio
Un altro pilastro del piano riguarda l’impiantistica sportiva. Attualmente il Lazio conta 6.546 impianti sportivi a cui afferiscono 14.371 spazi di attività, per i quali sono stati investiti ben 73,5 milioni di euro. Il 90% di queste strutture è attivo, di cui il 57% di proprietà pubblica. Tuttavia, il patrimonio impiantistico necessita di interventi profondi: le cause di non funzionamento o di funzionamento parziale sono attribuite prevalentemente a un insufficiente stato di conservazione di strutture ormai vecchie.
Sono quindi previsti interventi diffusi, con investimenti che coinvolgeranno centinaia di strutture tra palestre, campi sportivi e centri polifunzionali. Particolare attenzione sarà riservata ai piccoli Comuni e alle periferie urbane, dove spesso si registra una carenza di infrastrutture adeguate.
Tra gli interventi previsti, anche la realizzazione di nuove tensostrutture sportive, che permetteranno l’utilizzo degli spazi durante tutto l’anno.
Inoltre, sono previste indagini dettagliate sul territorio che si andranno a realizzare tramite il progetto “Ascoltiamo il Territorio ed i luoghi dello Sport”, frutto del protocollo d’intesa siglato tra la Regione Lazio e OPES aps.
Inclusione e disabilità: uno sport davvero per tutti
Il piano prevede inoltre interventi specifici per favorire l’accesso allo sport da parte delle persone con disabilità. Una quota delle risorse sarà infatti destinata all’abbattimento delle barriere architettoniche e alla promozione di progetti inclusivi.
Non solo: sono previsti anche programmi per garantire attività gratuite o a costi ridotti per le categorie più fragili, affiancando e potenziando le progettualità già esistenti sul territorio laziale, che nel 2024 hanno coinvolto oltre 44.000 persone.
Il ruolo educativo dello sport
Oltre agli aspetti economici e infrastrutturali, durante la conferenza è emersa con forza la dimensione educativa dello sport, attraverso le figure di Manuel Bortuzzo, campione paralimpico, e l’ex nuotatrice Alessia Filippi.

Non si tratta solo di attività fisica, ma di un mezzo per trasmettere valori come il rispetto, la disciplina e l’inclusione. Un lavoro che parte dalle scuole: iniziative come “Scuola Attiva” hanno già dimostrato la loro efficacia coinvolgendo 958 istituti scolastici laziali e 10.270 classi tra scuola primaria e secondaria di primo grado.
L’assessore allo Sport, Elena Palazzo, ha evidenziato questo aspetto: «Investire nelle infrastrutture sportive significa investire nella qualità della vita delle nostre comunità».
Uno sport come diritto
Lo sport non viene più considerato un ambito secondario, ma una leva strategica per lo sviluppo sociale e la salute pubblica.
I dati confermano che il Lazio ha già avviato un positivo cambio di passo: nel 2024, il 31,5% della popolazione laziale ha praticato sport in modo continuativo, mentre la quota dei sedentari è scesa al 31,1%, mostrando un trend di riduzione decennale molto marcato.
Il piano della Regione Lazio punta a consolidare questi risultati, rendendo lo sport sempre più accessibile, inclusivo e diffuso. Una scommessa ambiziosa, che si gioca sulla capacità di trasformare le risorse economiche in opportunità reali.




