Guarda l’intervista completa ad Andrea Bini, il padre di Operazione Nostalgia
Come il Dottor Emmett Brown, il personaggio interpretato da Christopher Lloyd in Ritorno al Futuro, Andrea Bini è un giovane visionario. Non ha trasformato una DeLorean in una macchina del tempo, ma, grazie a quella che poteva sembrare una folle idea, dal nome Operazione Nostalgia, dal 2015 ha permesso ad oltre 100mila persone di vivere un’esperienza unica all’interno di uno stadio: assistere ad un match nel presente tra quelle leggende ed icone del calcio che hanno reso la Serie A il campionato più seguito ed amato del mondo a cavallo tra il XX ed il XXI secolo.
Campioni ed idoli della nostra infanzia e adolescenza, come Roy Baggio, Totti, Zanetti, Adriano, Del Piero, Zola, Dida, Veron, Aldair, Stoichkov, Rivaldo, Milito, Zamorano e Shevchenko, solo per citare alcuni nomi, hanno allacciato nuovamente gli scarpini e sono tornati a prendersi l’abbraccio caloroso dei tifosi. Insieme a loro, per Operazione Nostalgia sono tornati ad essere protagonisti in uno stadio anche giocatori meravigliosi. Sciorinare i loro nomi, a partire dai cosiddetti bomber di provincia come Ganz, Chevanton, Hubner, Maniero, Di Natale, Luiso e Denis, per finire con i gemelli Filippini, i numeri 1 Frey e Amelia e con Volpi e Poggi, due volti introvabili in una raccolta di figurine, fa affiorare sorrisi, immagini meravigliose e ricordi indelebili di un tempo passato.
Operazione Nostalgia: una community che dal digitale si incontra ogni anno nel mondo reale
Nata come una semplice pagina social in cui si parlava esclusivamente di calcio, ben presto Serie A – Operazione Nostalgia (questo il nome completo) è diventata una grande community, un ecosistema che su Facebook annovera oggi 1 milione di proseliti e che su Instagram conta quasi 200 mila fan. Ogni anno, grazie a Bini, i fan lasciano il mondo digitale per adunarsi in una città. È con quell’appuntamento – per tutti “il raduno” – che Operazione Nostalgia raggiunge il suo climax.
Non celebra solo la “Belle Époque” del football italiano con una santa partita di pallone tra leggende e icone, ma glorifica la sana passione dei tifosi, la loro voglia di stare assieme e quel loro stato d’animo dalle dolci note malinconiche che rappresenta il tratto distintivo della community. Questi tre alimenti, tanto per richiamare la trilogia di Ritorno al Futuro, sprigionano quella potenza di 1,21 gigawatt che nel primo episodio serviva ad alimentare il flusso canalizzatore della DeLorean per viaggiare nel tempo.
Il prossimo 6 settembre, Operazione Nostalgia festeggerà il decennale del primo raduno con il terzo grande evento dell’anno. Dopo Parma e Vicenza, tifosi ed ex Campioni si ritroveranno a Reggio Calabria. Lo Stadio “Oreste Granillo”, che avrebbe dovuto ospitare l’appuntamento del 2020, poi annullato a causa dell’emergenza sanitaria, viaggia verso il tutto esaurito e punta al record di 24 mila spettatori detenuto dall’Arechi di Salerno.
“A volte – ammette candidamente a risorse.news Andrea Bini, il papà di Serie A – Operazione Nostalgia -, ho quasi paura di fermarmi a ricordare quello che abbiamo fatto in questi anni, perché alcune situazioni sono veramente incredibili, anche agli occhi dei campioni”.
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La prima idea folle: 4 settembre 2015, Milano, Piazza San Babila, il primo raduno
Oggi, alla vigilia dell’undicesimo raduno, Operazione Nostalgia può essere letta come un fenomeno sociale, un prodotto delle interazioni di una community e della visione del suo inventore. Ma se nella nostra macchina del tempo dovessimo impostare la data del 4 settembre 2015, come avremmo potuto definire quel primo flashmob che andò in scena a Milano, in Piazza San Babila?
“Follia – riconosce Bini -. In primis, bisogna capire il contesto e anche un po’ quella giornata che è stata la chiave del nostro futuro. Appuntamento a Milano di venerdì sera, in una zona cool come Piazza San Babila, pronta per l’happy hour. Ti presenti con il cappellino di Gullit con le treccine, richiamando l’attenzione del tuo seguito cui avevi chiesto di presentarsi con una maglietta da calcio vintage, nostalgica, senza dare nulla in cambio, se non portare 4 ex calciatori. Quindi, il rischio di flop, anche personale, era altissimo. Piazza San Babila e poi il raduno dell’anno seguente ad Ostia mi hanno dato quello slancio per dire: ok, si può fare, c’è del materiale su cui lavorare”.
La follia si trasforma in magia
Da lì in avanti, Operazione Nostalgia diventa pura magia. Non solo per i numeri sprigionati o per i campioni convocati, ma anche per tutto il contesto. Soprattutto per il modo di vivere l’evento. La regola numero 1 dei raduni è essere originali.
“Ad un raduno si sono presentati tre amici, indossando le maglie di tre calciatori giapponesi che hanno solcato i palcoscenici della serie A – ricorda il fondatore di Serie A – Operazione Nostalgia -. Uno, un genio, aveva la maglia del Perugia di Nakata, un altro quella di Nakamura della Reggina e il terzo quella di Nanami del Venezia. Spettacolari, tutti che iniziavano con “Na”, “Na” “Na”. Quella foto, diventata storica, ha totalizzato più di 100mila likes sui social. Ecco, questa è la bellezza degli eventi targati Operazione Nostalgia. Non c’è solo il campione, c’è pure la sfilata delle maglie più stravaganti ed originali, quelle che al fan village ti fanno strappare un sorriso”.
“La partita la fa da padrone – aggiunge il protagonista dell’intervista -, ma lo spettacolo vero e proprio è sugli spalti, dove parte sistematicamente la ‘ola’. Fa sempre impressione mettersi al centro del campo, isolarsi per un attimo e guardare le tribune con quell’arcobaleno di colori”.
Se i grandi Campioni, come Baggio, hanno capito la bontà del progetto Operazione Nostalgia, la paura più grande di Andrea Bini è un’altra ed è legata alla base della community.
“Io ho paura che la community si stia abituando a questa ondata di successo di Operazione Nostalgia. Ecco, questo non deve accadere, perché quello che stiamo facendo in questi anni è sicuramente qualcosa di incredibile. Voglio che il raduno venga apprezzato per la bontà dell’evento, piuttosto che per l’aspettativa di vedere in campo il prossimo anno un fenomeno del calibro di Ronaldinho. Rispetto al passato, ho percepito da parte delle persone la volontà di andare sempre più in alto, che in parte condivido, ma poi bisogna stare attenti, perché il rischio di bruciarsi c’è”.
Idee e progetti a breve-medio termini: un raduno si terrà il 28 marzo 2026 a Roma
Romantico, sempre lucido, anche se ha delle idee che agli occhi degli altri possono sembrare folli, e pure estremamente determinato a non deludere le aspettative della community, Bini non è un uomo che non si culla sugli allori. È sempre alla ricerca di idee e progetti originali. Il suo sguardo si posa sull’orizzonte, su quel futuro sia prossimo sia a medio-lungo termine.
“C’è un’idea molto importante e riguarda Roma – svela a risorse.news Andrea Bini -. Per ora, posso solo dire che uno dei raduni dell’anno prossimo sarà nella Capitale. La data è quella del 28 marzo 2026, il luogo, invece, non l’ho ancora detto a nessuno, ma lo annunceremo dopo l’evento di Reggio Calabria. Dico solo che non sarà all’interno di uno stadio”.
“Nel 2016 – prosegue il frontman di Operazione Nostalgia, illustrando il prossimo decennale – abbiamo fatto ad Ostia il primo raduno 11 contro 11, chiamando più di 30 giocatori. Mi sarebbe piaciuto tornare lì, ma ormai non ci stiamo più. Abbiamo dovuto ripiegare su una struttura diversa, capace di ospitarci tutti. Sarà, senza dubbio, qualcosa di unico”.
C’è l’evento di Roma nel prossimo futuro del primo membro della community ed è pure allo studio la possibilità di consentire ad un tifoso presente sugli spalti, che indossa la maglia vintage più originale, di scendere in campo con le ex leggende o di vivere un’esperienza speciale.
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Anche all’estero guardano con interesse a Operazione Nostalgia
Le novità, però, non finiscono qui. Perché Bini non ha creato soltanto una community, ma un movimento ed un format strutturato che non hanno eguali nel mondo. Operazione Nostalgia è diventata una best practice ed è per questo che ha addosso pure gli occhi degli appassionati stranieri, di addetti ai lavori e dei dirigenti delle più importanti leghe del Vecchio Continente.
Oggi, sono in tanti a mettersi in contatto con il padre di Operazione Nostalgia. Tra quelli più noti c’è 433, una rete di influencer che ha base ad Amsterdam e che su Instagram unisce 77 milioni di calciofili. The home of football, così si definisce 433 sui social, ha seguito con interesse i raduni di quest’anno. Il goal da centrocampo di Francesco Totti, segnato al Tardini in occasione del raduno del 6 giugno, grazie a 433 ha raggiunto 259 milioni di visualizzazioni. Numeri pazzeschi. Numeri che hanno esportato in tutto il mondo l’evento targato Operazione Nostalgia.
“Ci hanno proposto di andare in Olanda e di fare qualcosa di interessante con loro. Quel post con il goal di Totti non è un caso. Stanno guardando con molto interesse a quello che abbiamo fatto nel nostro Paese, dove è molto difficile portare le persone allo stadio. Non ti nego – continua Andrea Bini durante l’intervista – di ambire a diventare leader in Europa nell’organizzazione di eventi con gli ex calciatori”.
Bini ha chiaro quale sia il futuro di Operazione Nostalgia. Non ci sono solo sfide tra leggende anche di altri campionati – non provate ad elencargli alcuni giocatori dell’Arsenal degli anni ‘90, come David Seaman, Tony Adams, Nigel Winterburn e Ray Parlour, perché lui vi risponderà con Denis Irwin, Nicky Butt e Roy Carroll, ex Red Devil, o con calciatori che hanno militato in Premier League, come Mark Viduka, John Hart, Lucas Radebe e Olivier Dacourt – ma anche qualcos’altro di impensabile.

2035: cosa c’è nel futuro di Operazione Nostalgia?
Il dottor Emmett Brown, in una scena della trilogia, diceva: “il futuro non è scritto. Il futuro di nessuno è scritto, il futuro è come ve lo creerete voi. Perciò, createvelo buono”.
Bini, per certi versi, sta seguendo alla lettera le parole di “Doc”. Il futuro di Operazione Nostalgia, soprattutto se si sposta il calendario in avanti di 10 anni, ha i contorni ben definiti da un progetto pazzesco ed ambizioso.
“Nel 2035, vedo Operazione Nostalgia in serie B – ammette il numero 1 della community -. Quello che stiamo pensando è di lanciare la squadra di Operazione Nostalgia e di far giocare insieme nuove generazioni, fan che ci seguono da un po’ ed ex calciatori. C’è una fascia importante di ex giocatori che hanno smesso da poco, che sono attratti dal mondo di Operazione Nostalgia e ci stanno proponendo delle iniziative nuove. Sicuramente, questa del Club, sostenuto da un azionariato popolare, mi stuzzica molto”.
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Imaginifico. Sbalorditivo. Senza dubbio, sensazionalistico. Ci piacerebbe avere una DeLorean per andare nel futuro e verificare se il progetto di Bini si sia realizzato o meno. Per ora, possiamo solo archiviare questo articolo e l’intervista pubblicata su YouTube. In attesa di ritirarli fuori nel futuro. Per l’esattezza, nel 2035, quando, ci auguriamo, Operazione Nostalgia, da community e fenomeno sociale, calcherà il palco della Serie B con il sostegno dell’azionariato popolare.


