L’ingresso nel mondo del lavoro è una fase cruciale che richiede stabilità ed equilibrio. Ma cosa accade quando le nuove generazioni portano con sé, fin dai banchi di scuola, il fardello di dipendenze comportamentali e legate all’uso di sostanze?
Partendo dagli ultimi dati ufficiali forniti dalla Relazione al Parlamento 2025 sul fenomeno delle tossicodipendenze nel Bel Paese, emerge un quadro che le aziende e i responsabili delle risorse umane non possono più ignorare: il disagio giovanile di oggi rischia di trasformarsi nell’emergenza occupazionale di domani.
Indice articolo
I dati allarmanti sulla ludopatia giovanile
Il gioco d’azzardo patologico, conosciuto meglio come ludopatia, tra i giovanissimi ha registrato un’impennata che deve far riflettere. Secondo i recenti monitoraggi, il 59% degli studenti minorenni ha riferito di aver giocato d’azzardo almeno una volta nella vita, mentre il 55% lo ha fatto nel corso dell’ultimo anno. Le abitudini di gioco si concentrano in particolare su Gratta&Vinci e scommesse calcistiche. Anche la dimensione digitale è in forte espansione:
- Il gioco online interessa l’11% degli studenti minorenni.
- I profili di gioco definiti “a rischio” e “problematico” coinvolgono rispettivamente il 6% e il 4,7% della popolazione studentesca minorenne.
- Tali profili problematici restano stabili ma risultano spesso associati ad altri comportamenti devianti, tra cui furti, atti vandalici e uso di sostanze stupefacenti.
Un Quadro Complesso: Sostanze e Divari di Genere
La ludopatia non è l’unico campanello d’allarme. Nel 2024, il consumo di sostanze psicoattive tra gli studenti minorenni ha confermato un panorama sfaccettato e complesso, includendo tanto sostanze illegali quanto legali:
- Sostanze illegali: Oltre 300 mila studenti minorenni (pari a un quinto della popolazione scolastica under 18) riferiscono l’uso di almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno. Si tratta di un dato rilevante. La cannabis e i suoi derivati rappresentano ben il 98% delle sostanze riportate nelle segnalazioni.
- Segnalazioni e reati: L’11% delle persone segnalate nel 2024 per detenzione di stupefacenti per uso personale è minorenne (una quota stabile dal 2022, anno dei record storici). Dal punto di vista penale, i minorenni denunciati per reati droga-correlati sono 1.202 (il 4,3% del totale nazionale), in linea con l’anno precedente.
- Tabacco e Alcol (Sostanze legali): Oltre 500 mila studenti (33%) hanno fatto uso di tabacco, senza variazioni significative rispetto al 2023 ma con prevalenze più elevate tra le ragazze. Anche il binge drinking è allarmante: quasi 360 mila minorenni (24%) hanno riportato almeno un episodio di intossicazione alcolica, con una maggiore incidenza sempre tra le studentesse.
- Psicofarmaci: Preoccupa altresì l’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica, che ha coinvolto 180 mila minorenni (12%), con una prevalenza che tra le ragazze risulta essere più che doppia rispetto ai coetanei maschi.
La deriva digitale: videogiochi, cyberbullismo e isolamento
Non solo ludopatia e sostanze psicotrope, si osservano anche crescenti comportamenti a rischio legati all’uso del digitale e alla gestione del tempo libero, vere e proprie “nuove dipendenze“:
- Internet e Videogiochi: Oltre 180 mila studenti minorenni (17%) fanno un uso problematico di Internet, trascurando relazioni e sonno. A questo si aggiungono oltre 290 mila studenti (19%) che mostrano comportamenti a rischio legati al gaming, con reazioni emotive forti in caso di interruzione.
- Relazioni Tossiche Online: Il cyberbullismo è una piaga che coinvolge il 48% degli studenti come vittime e il 33% come autori (con maggiore incidenza tra i ragazzi). Si aggiungono le pericolose “challenge” online (1,6% dei giovani) e il fenomeno del ghosting (30% autori e 27% vittime).
- Hikikomori: L’estremo disagio psicologico, relazionale o familiare porta al ritiro sociale: oltre 25 mila studenti under 18 (1,7%) si sono isolati completamente per più di sei mesi, mentre un ulteriore 2,3% ha vissuto periodi di isolamento tra i tre e i sei mesi.
La dipendenza sul posto di lavoro: un’emergenza silenziosa
Questi adolescenti sono i lavoratori, i professionisti e i manager di domani e le dipendenze strutturate in giovane età tendono a cronicizzarsi, trasferendosi inevitabilmente all’interno degli ambienti aziendali.
La ludopatia, in particolare, rappresenta una delle minacce più silenziose sul posto di lavoro. A differenza dell’abuso di sostanze (che manifesta spesso sintomi fisici evidenti), il gioco d’azzardo online è facilmente accessibile tramite uno smartphone durante le pause, in bagno o persino alla scrivania. Un lavoratore affetto da gioco d’azzardo patologico subisce un fortissimo stress finanziario e psicologico che si traduce in cali vertiginosi della produttività, isolamento dai colleghi, distrazione cronica e, nei casi più gravi, assenteismo ingiustificato o micro-criminalità aziendale per ripianare i debiti di gioco.
Parallelamente, l’abuso pregresso o attuale di alcol e psicofarmaci incrementa in modo esponenziale il rischio di infortuni sul lavoro, minando le fondamenta della safety aziendale (sicurezza sul lavoro).
Le contromisure: dalle istituzioni alle aziende
Le istituzioni stanno cercando di arginare il problema alla radice. Per contrastare questi fenomeni, nella legge di bilancio 2025 è stato previsto un nuovo Fondo specifico per la prevenzione, il monitoraggio e il contrasto del diffondersi delle dipendenze comportamentali tra le giovani generazioni. È stato inoltre istituito un Fondo per le dipendenze patologiche volto a potenziare, anche tramite l’assunzione di personale a tempo indeterminato, i servizi pubblici per le dipendenze.
Le istituzioni stanno cercando di arginare il problema alla radice. Per contrastare questi fenomeni, come la ludopatia, nella legge di bilancio 2025 è stato previsto un nuovo Fondo specifico per la prevenzione, il monitoraggio e il contrasto del diffondersi delle dipendenze comportamentali tra le giovani generazioni. È stato inoltre istituito un Fondo per le dipendenze patologiche volto a potenziare, anche tramite l’assunzione di personale a tempo indeterminato, i servizi pubblici per le dipendenze.
Tuttavia, anche il mondo del welfare aziendale deve fare la sua parte. Le Risorse Umane sono chiamate a sviluppare una nuova sensibilità: implementare programmi di Employee Assistance (programma di supporto aziendale confidenziale), formare i manager a riconoscere i segnali di disagio (come repentini sbalzi d’umore o richieste inusuali di anticipi sullo stipendio) e promuovere una cultura aziendale in cui chiedere aiuto non sia uno stigma, ma il primo passo verso il recupero.





