Un protocollo d’intesa triennale per promuovere la cultura del volontariato, sostenere la partecipazione civica e rafforzare il dialogo tra istituzioni ed Enti del Terzo settore. Al centro anche la valorizzazione dei Centri di servizio per il volontariato e dell’iniziativa “Capitale Italiana del Volontariato”.
Il volontariato non è soltanto una risposta ai bisogni sociali. È una delle forme più concrete attraverso cui una comunità costruisce se stessa, rafforza i propri legami e trasforma la solidarietà in partecipazione. È da questa consapevolezza che nasce il nuovo Protocollo d’intesa tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e CSVnet ETS, sottoscritto il 5 agosto 2026 con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione istituzionale nella promozione della cultura del volontariato e della cittadinanza attiva. (Ministero Lavoro e Politiche Sociali)
L’accordo avrà una durata triennale e punta a costruire una collaborazione strutturata tra istituzioni pubbliche, Centri di servizio per il volontariato ed Enti del Terzo settore. Un’intesa che guarda dunque oltre la semplice promozione delle attività di volontariato: l’obiettivo è contribuire a diffondere una cultura della partecipazione e della solidarietà capace di radicarsi stabilmente nelle comunità.
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Il volontariato come infrastruttura sociale
Uno degli elementi più significativi del Protocollo riguarda il riconoscimento del volontariato come componente essenziale della coesione sociale.
Le associazioni e le organizzazioni che operano quotidianamente nei territori intercettano bisogni, costruiscono relazioni, coinvolgono cittadini e spesso arrivano là dove le istituzioni, da sole, farebbero più fatica ad arrivare.
Il Protocollo intende quindi promuovere e sostenere la cultura del volontariato, diffondere i valori della partecipazione civica e della solidarietà e favorire un dialogo più intenso tra gli Enti del Terzo settore e le istituzioni pubbliche.
È un cambio di prospettiva importante: il Terzo settore non viene considerato soltanto come soggetto chiamato a intervenire quando emerge un’emergenza sociale, ma come un interlocutore stabile nella costruzione delle politiche e delle risposte ai bisogni delle comunità.
Il ruolo strategico dei Centri di servizio per il volontariato
In questo scenario assume particolare rilevanza il ruolo di CSVnet ETS, l’associazione nazionale dei Centri di servizio per il volontariato.
I CSV rappresentano infatti una rete capillare al servizio delle organizzazioni e dei volontari e costituiscono un punto di raccordo tra competenze, esperienze e realtà associative presenti nei territori.
Il nuovo accordo mira proprio a valorizzare ulteriormente questa funzione, rafforzando il ruolo dei Centri di servizio come infrastruttura di prossimità capace di sostenere il volontariato e favorire la partecipazione dei cittadini.
La dimensione territoriale è fondamentale. La cittadinanza attiva, infatti, non nasce soltanto nei grandi progetti nazionali, ma soprattutto nei quartieri, nei piccoli comuni, nelle associazioni, nelle reti informali e nelle tante esperienze quotidiane attraverso cui le persone scelgono di mettere tempo, competenze ed energie a disposizione degli altri.
L’amministrazione condivisa come modello
Tra i messaggi più importanti che emergono dall’intesa c’è anche quello relativo al rapporto tra istituzioni e Terzo settore.
Il Protocollo punta a favorire una forma di collaborazione nella quale pubblico e società civile possano lavorare insieme, valorizzando competenze e responsabilità differenti.
La stessa iniziativa della “Capitale Italiana del Volontariato”, promossa da CSVnet ETS dal 2022 insieme al Forum Nazionale del Terzo Settore, Caritas Nazionale e ANCI, viene inserita tra gli strumenti da valorizzare.
Nel 2026 il titolo è stato assegnato a Modena, quinta città a riceverlo dopo Palermo, Trento, Cosenza e Bergamo. Il riconoscimento viene indicato dal Ministero come un esempio di amministrazione condivisa tra istituzioni, Centri di servizio per il volontariato ed Enti del Terzo settore. È un modello che mette al centro non soltanto le iniziative realizzate, ma la capacità di una comunità di riconoscersi in un patrimonio comune di solidarietà e partecipazione.
Una sfida che riguarda anche i giovani
Promuovere cittadinanza attiva significa anche interrogarsi sul futuro del volontariato.
In una società caratterizzata da trasformazioni demografiche, digitalizzazione, nuove forme di isolamento sociale e crescente complessità dei bisogni, coinvolgere le nuove generazioni diventa una delle sfide decisive.
Il volontariato può rappresentare uno spazio nel quale i giovani non siano semplicemente destinatari di politiche sociali, ma protagonisti della costruzione delle comunità.
Significa offrire occasioni per sviluppare competenze, assumere responsabilità, conoscere il proprio territorio e sperimentare concretamente il valore della partecipazione.
Da questo punto di vista, la collaborazione tra Ministero e CSVnet può diventare un’occasione per rafforzare quelle esperienze capaci di trasformare il volontariato in una vera palestra di cittadinanza.
Dalla solidarietà alla partecipazione
Il valore del Protocollo, dunque, va oltre il contenuto formale dell’accordo.
La firma rappresenta il riconoscimento istituzionale di una realtà che esiste già e che ogni giorno opera nei territori: migliaia di persone che scelgono di dedicare tempo agli altri, associazioni che costruiscono reti, volontari che intervengono nelle situazioni di fragilità e comunità che si organizzano per affrontare problemi comuni.
Come ha sottolineato la Vice Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci, l’intesa vuole rafforzare un’alleanza strategica per la promozione della cultura del volontariato, considerata un pilastro della coesione sociale e un presidio di prossimità per milioni di cittadini.
Anche la presidente di CSVnet, Chiara Tommasini, ha definito il Protocollo una tappa fondamentale nel percorso della Capitale Italiana del Volontariato, sottolineando il valore del riconoscimento pubblico e della collaborazione tra istituzioni e rete dei Centri di servizio.
La vera sfida comincia adesso
Un Protocollo, però, acquista valore soprattutto quando riesce a trasformarsi in azioni concrete.
I prossimi tre anni saranno quindi decisivi per capire quanto questa collaborazione riuscirà a produrre nuove opportunità di partecipazione, rafforzare le reti territoriali, sostenere gli Enti del Terzo settore e avvicinare nuovi cittadini alla pratica del volontariato.
La sfida è fare in modo che la cittadinanza attiva non rimanga un principio astratto, ma diventi una pratica quotidiana.
Perché una comunità più solidale non si costruisce soltanto attraverso le politiche pubbliche. Si costruisce anche attraverso la disponibilità delle persone a prendersi cura degli altri, dei luoghi in cui vivono e del bene comune.
E proprio in questa capacità di trasformare la solidarietà in partecipazione potrebbe risiedere il significato più profondo dell’accordo tra Ministero del Lavoro e CSVnet: riconoscere che il volontariato non è semplicemente una risorsa per il welfare, ma una delle forme più autentiche attraverso cui una società rimane viva, coesa e capace di futuro.






