Salerno capitale dello sport giovanile: gli European Universities Games e il richiamo all’inclusività di “Give Sport a Say”

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Salerno capitale dello sport giovanile: gli European Universities Games e il richiamo all'inclusività di "Give Sport a Say"

La città di Salerno è diventata il cuore pulsante dello sport accademico continentale, fungendo da palcoscenico per gli European Universities Games (EUSA) 2026, andati in scena dal 18 luglio al 1 agosto. In quelle giornate, le telecamere e i microfoni di Risorse.news hanno documentato da vicino l’energia di un evento di grandissima portata che ha trasformato la città campana in un crocevia di culture, competizione e, soprattutto, inclusione

Tra i campi di gara e le aree dedicate agli atleti, sono state raccolte le voci dei protagonisti per approfondire non solo l’inestimabile valore della manifestazione, ma anche per riflettere su come lo sport possa evolversi in uno strumento sempre più accessibile a tutti, in perfetta sintonia con la mission del progetto europeo “Give Sport a Say” promosso da OPES.

I Giochi Universitari Europei: numeri e valori

Gli EUSA Games rappresentano uno dei più grandi eventi multisportivi a livello accademico. L’edizione salernitana ha visto la partecipazione di un bacino immenso di atleti: le stime parlano di oltre 4.000 accreditati, con più di 3.800 partecipanti effettivi provenienti da ben 31 nazioni diverse. Per tutto il mese di luglio, questi giovani si sono sfidati quotidianamente in innumerevoli discipline, dividendo il palcoscenico tra sport individuali e di squadra.

Tuttavia, l’agonismo non è l’unico motore della manifestazione. La sicurezza e l’inclusività sono i veri pilastri fondanti. Come ha raccontato Milia Moliniè (Education Officer di EUSA): “Vogliamo rendere questo evento accessibile e inclusivo per tutti. L’organizzazione ha infatti predisposto solide politiche di tutela e di prevenzione degli incidenti per garantire un ambiente sereno a ogni livello: “Cerchiamo davvero di spingere per rendere questo evento sicuro per tutti, che si tratti di atleti, ufficiali di gara, arbitri o volontari”, ha aggiunto Moliniè.

La testimonianza: lo sport come ponte culturale durante gli EUSA

Vivere i Giochi dall’interno significa toccare con mano il vero significato dell’integrazione europea. L’evento offre a studenti di tutto il continente l’incredibile opportunità di incontrarsi, scambiare prospettive ed entrare in contatto con culture profondamente diverse.

Milena Alessandria, impegnata con il team media e comunicazione dell’evento, descrive l’atmosfera che si respira tra i padiglioni di Salerno: “Sto davvero apprezzando questa esperienza, è intensa e impegnativa, ma sto imparando molto. Penso che questo tipo di eventi siano davvero importanti perché uniscono persone da tutta Europa”. Un’occasione che va ben oltre la rincorsa a una medaglia, puntando primariamente a sensibilizzare le nuove generazioni sui concetti di solidarietà e sui valori della cooperazione.

“Give sport a Say”: il progetto europeo che riduce la distanza tra cittadini e istituzioni fa tappa a Salerno

È proprio in questo terreno fertile di condivisione che si innesta la missione di “Give Sport a Say“, progetto europeo a firma OPES che punta a ridisegnare e ampliare i confini dell’accessibilità sportiva. Durante i reportage realizzati sul posto, è stato chiesto ai presenti come lo sport possa concretamente abbattere le proprie barriere.

La risposta emersa è netta: serve un cambio di paradigma. “Direi che le persone, e specialmente quelle con minori opportunità, devono essere prese in maggiore considerazione”, ha affermato ancora Milena Alessandria. Il divario economico, purtroppo, rimane ancora oggi uno degli ostacoli principali alla pratica fisica: “Lo sport non dovrebbe essere qualcosa a cui puoi accedere solo se hai molti soldi o se sei in grado di pagare per i tuoi allenamenti”.

La visione promossa dal progetto OPES si sposa perfettamente con il desiderio di un’attività fisica svincolata dall’ossessione del risultato a tutti i costi. “Sento davvero che lo sport dovrebbe essere qualcosa di aperto a tutti, indipendentemente dai risultati”, ha continuato Alessandria. “Preferirei uno sport con meno accento sulla performance e più accento sul semplice godersi il movimento e divertirsi tutti insieme”.

Un concetto nobile, condiviso e ribadito altresì da Andrej Pisl (Director Projects & Policy). Ai nostri microfoni, Pisl ha infatti sottolineato il forte legame tra i Giochi in corso e le direttive comunitarie: “Siamo estremamente felici di essere qui, tra oltre 3.800 partecipanti da 31 nazioni, dando anche a loro la possibilità di dare voce allo sport (‘Give Sport a Say’), per riflettere sulle possibilità e le opportunità che le politiche europee significano per loro e per tutti quanti”.

La due giorni salernitana conferma dunque un assunto fondamentale: lo sport universitario è oggi il laboratorio perfetto per testare i valori dell’Europa del domani. Un’Europa in cui il movimento, la salute e il divertimento siano finalmente riconosciuti come diritti inalienabili e garantiti a chiunque, al di là di ogni barriera sociale o economica.

 

lo stand di "Give Sport a Say" durante EUSA
lo stand di “Give Sport a Say” durante EUSA

 

Salerno, the Capital of Youth Sports: The European Universities Games and the Call for Inclusivity from “Give Sport a Say”

 

The city of Salerno has become the beating heart of continental collegiate sports, serving as the venue for the 2026 European Universities Games (EUSA), which took place from July 18 to August 1. During those days, the cameras and microphones of Risorse.news captured up close the energy of a massive event that transformed the city in Campania into a crossroads of cultures, competition, and, above all, inclusion.

Amid the competition venues and athlete zones, the voices of the participants were captured to explore not only the inestimable value of the event but also to reflect on how sports can evolve into a tool that is increasingly accessible to everyone—in perfect alignment with the mission of the European “Give Sport a Say” project promoted by OPES.

The European University Games: numbers and values

The EUSA Games are one of the largest multisport events in the academic world. The Salerno edition attracted a huge number of athletes: estimates put the number of accredited participants at over 4,000, with more than 3,800 actual participants from as many as 31 different countries. Throughout the month of July, these young people competed daily in countless disciplines, with the spotlight shared equally between individual and team sports.

However, competition is not the only driving force behind the event. Safety and inclusivity are its true cornerstones. As Milia Moliniè (Education Officer at EUSA) explained: “We want to make this event accessible and inclusive for everyone.” The organization has, in fact, put in place robust safety and accident prevention policies to ensure a peaceful environment at every level: “We really strive to make this event safe for everyone, whether they are athletes, competition officials, referees, or volunteers,” added Moliniè.


Sports as a Cultural Bridge During the EUSA

Experiencing the Games from the inside means getting a firsthand sense of the true meaning of European integration. The event offers students from across the continent an incredible opportunity to meet, exchange perspectives, and engage with profoundly different cultures.

Milena Alessandria, who is working with the event’s media and communications team, describes the atmosphere in the pavilions in Salerno: “I’m really enjoying this experience; it’s intense and demanding, but I’m learning a lot. I think these kinds of events are truly important because they bring people from all over Europe together.” It’s an opportunity that goes far beyond simply competing for a medal, focusing primarily on raising awareness among the younger generation about the concepts of solidarity and the values of cooperation.

“Give Sport a Say”: The European Project Bridging the Gap Between Citizens and Institutions Makes a Stop in Salerno

 

It is precisely within this fertile ground of shared values that the mission of “Give Sport a Say” takes root—a European project led by OPES that aims to redefine and expand the boundaries of sports accessibility. During on-site interviews, those present were asked how sports can effectively break down its own barriers.

The response was clear: a paradigm shift is needed. “I’d say that people—especially those with fewer opportunities—need to be given greater consideration,” Milena Alessandria added. Unfortunately, the economic divide remains one of the main obstacles to physical activity today: “Sports shouldn’t be something you can only access if you have a lot of money or if you can afford to pay for your training sessions.”

The vision promoted by the OPES project aligns perfectly with the desire for physical activity free from the obsession with results at all costs. “I truly feel that sports should be open to everyone, regardless of results,” Alessandria continued. “I’d prefer sports with less emphasis on performance and more emphasis on simply enjoying movement and having fun together.”

A noble concept, shared and reiterated by Andrej Pisl (Director of Projects & Policy). Speaking to our reporters, Pisl emphasized the strong link between the ongoing Games and EU directives: “We are extremely happy to be here, among more than 3,800 participants from 31 countries, giving them too the chance to give sport a voice (‘Give Sport a Say’), to reflect on the possibilities and opportunities that European policies hold for them and for everyone.”

The two-day event in Salerno thus confirms a fundamental premise: university sports today serve as the perfect testing ground for the values of tomorrow’s Europe—a Europe in which physical activity, health, and enjoyment are finally recognized as inalienable rights guaranteed to everyone, regardless of social or economic barriers.

 

 

 

 

 

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