In occasione del centenario della Fiorentina, il giornalista Dario Baldi racconta nel libro “Vincere non è l’unica cosa che conta” il valore dell’appartenenza, della memoria e della comunità. Un viaggio tra tifosi, emozioni e identità che offre una riflessione universale sul significato della partecipazione e della resilienza, dentro e fuori dal mondo dello sport.
Cosa significa continuare a credere, sostenere, esserci sempre, anche quando le vittorie non arrivano? È una domanda che attraversa il mondo dello sport, ma che in realtà parla di molto altro: identità, comunità, memoria condivisa e senso di appartenenza.
Da questa riflessione prende vita “Vincere non è l’unica cosa che conta”, il nuovo libro del giornalista e speaker radiofonico Dario Baldi, pubblicato da Lab DFG in occasione del centenario della Fiorentina. Un’opera che utilizza il calcio come chiave narrativa per raccontare un fenomeno umano universale: la capacità di restare fedeli a una storia, a un simbolo e a una comunità anche nei momenti più difficili.
Indice articolo
L’appartenenza oltre il risultato
Viviamo in una società che misura spesso il valore delle persone, delle organizzazioni e perfino delle comunità esclusivamente attraverso il successo. Nello sport come nella vita, il risultato sembra essere diventato l’unico parametro di giudizio.
Il libro di Baldi ribalta questa prospettiva. Attraverso le testimonianze dei tifosi viola e il racconto dell’ultima generazione di sostenitori della Fiorentina – quella nata negli anni Novanta, che non ha mai visto la propria squadra conquistare un grande trofeo – emerge una visione differente della partecipazione e dell’impegno.
La passione non si alimenta soltanto con le vittorie. Anzi, spesso trova la sua espressione più autentica nella capacità di resistere alle delusioni, di continuare a esserci, di costruire relazioni e significati che vanno oltre il tabellino finale.
La forza delle comunità resilienti
Le storie raccolte nel volume parlano di trasferte infinite, sacrifici, chilometri percorsi ogni settimana e sogni sfumati all’ultimo momento. Raccontano una comunità che non si definisce per ciò che conquista, ma per il modo in cui affronta le sconfitte.
È un messaggio che va ben oltre il calcio.
Ogni comunità inclusiva e coesa si fonda sulla capacità di condividere esperienze, valori e percorsi, non soltanto successi. Le persone trovano senso nell’appartenenza quando si sentono parte di una storia collettiva, indipendentemente dai risultati raggiunti.
In questo senso, il tifo raccontato da Baldi diventa una metafora della cittadinanza attiva, dell’impegno sociale e della partecipazione alla vita delle comunità: esserci perché si crede in qualcosa, non perché si è certi di vincere.
Memoria, emozioni e legami
Particolarmente significativi sono i capitoli dedicati al “Rumore” e al “Silenzio”. Da una parte l’energia travolgente delle trasferte europee, dall’altra il dolore condiviso per la scomparsa di figure profondamente amate come Davide Astori e Joe Barone.
Sono pagine che mostrano come una comunità sportiva sia molto più di una semplice aggregazione di tifosi. È uno spazio di relazioni, emozioni e memoria collettiva. Un luogo in cui le persone condividono gioie e sofferenze, costruendo legami che spesso durano una vita.
Lo sport, quando viene vissuto in questa dimensione, diventa uno straordinario strumento di inclusione e coesione sociale.
Un insegnamento che va oltre il calcio
Il valore più profondo del libro sta forse proprio nel suo titolo. Vincere non è l’unica cosa che conta non è soltanto una dichiarazione d’amore verso la Fiorentina. È una riflessione sul significato del successo e sul ruolo che attribuiamo alle relazioni, ai valori e all’appartenenza.
In un tempo in cui tutto sembra dover essere misurato in termini di performance, la storia raccontata da Dario Baldi ricorda che esistono dimensioni altrettanto importanti: la fedeltà, la partecipazione, la memoria condivisa e la capacità di continuare a credere in un progetto comune.
Perché le comunità più forti non sono necessariamente quelle che vincono sempre. Sono quelle che riescono a restare unite anche quando la vittoria non arriva.






