ASD Roma Calcio Amputati: un sogno diventato realtà

Just do it” recitava il claim di un famoso brand di abbigliamento sportivo. “Fallo e basta” un monito, un incoraggiamento, un imperativo da cui nessuno dovrebbe prescindere. Perché fare significa creare, tirare su muri indistruttibili. Non è semplice, anzi; per realizzare qualcosa servono pazienza, grinta e tenacia. Serve essere pronti a combattere ogni giorno per difendere il proprio “fare”. Lo insegna la vita, lo insegna Arturo Mariani. Un atleta che, con il sorriso costantemente stampato sul volto, crea, tira su progetti indistruttibili. È fondatore e capitano della ASD Roma Calcio Amputati, una società giovane, nata circa un anno fa, che sta muovendo i primi passi per affermarsi nel mondo del calcio. Una storia che merita di essere raccontata, un po’ perché incarna perfettamente i valori sani dello sport, un po’ perché procede a passo svelto e bisogna stargli dietro per non perdere nulla. 

Ad Arturo Mariani manca un arto, ma non è la disabilità il fulcro di questa storia, bensì la forza. Perché Mariani possiede la capacità di tirare fuori, in campo e non, un’energia invidiabile. Il suo obiettivo non è comunicare le difficoltà che incontra, ma il modo in cui riesce a superarle e, grazie a queste, a dare vita a progetti incredibili volti a realizzare sogni e a sensibilizzare su tematiche che avrebbero bisogno di molto più spazio di quanto, nella quotidianità, viene loro concesso. 

La ASD Roma Calcio Amputati celebra l’amore per il calcio, per l’AS Roma e, soprattutto, per la vita. Ogni percorso prevede degli ostacoli e quelli incontrati dai ragazzi amputati, con agenesie o malformazioni di arti che fanno parte di questo progetto sono ostici più di altri. Per superarli, solo grande amore e rispetto per la vita, anche quando sembra che questa non sia stata generosa. Un insegnamento importante, che ognuno dovrebbe portare con sé, ogni giorno, in ogni momento. 

Grazie a chi come Arturo, Stefano Mariani (Presidente della società) e tutto lo staff valorizza queste sfumature, oggi è possibile assistere a match inclusivi che vedono Mariani giocare al fianco di uno che il calcio l’ha amato e celebrato tutta la vita: Simone Perrotta. A proposito, l’ex centrocampista giallorosso ricopre il ruolo di Vice Presidente della ASD Roma Calcio Amputati perché: “è un movimento che mancava in questa città e perché portiamo avanti messaggi davvero importanti come il diritto a praticare una disciplina sportiva e lo sport come strumento di inclusione”. Perrotta c’era quando il progetto era solo un’idea e c’era quando, il 5 novembre 2022, la squadra si allenava alla Jem’s Soccer Academy, in occasione dell’Open Day, durante il quale poi si è disputata la gara inclusiva tra calciatori della ASD Roma Calcio Amputati e alcuni tra i nomi più di noti del panorama sportivo, artistico e istituzionale italiano. 

Open Day ASD Roma Calcio Amputati: tutte le personalità presenti

A sostenere Mariani e i suoi e a giocare al loro fianco: Max Tonetto (ex calciatore), Mauro Bencivenga (ex calciatore), Ubaldo Righetti (ex calciatore), Alessandro Onorato (Assessore allo Sport, al Turismo, alla Cultura e ai Grandi Eventi del Comune di Roma), Roberto Tavani (delegato del Presidente della Regione Lazio allo Sport), Juri Morico (Presidente nazionale di OPES Aps – Ente di Promozione Sportiva riconosciuto da CONI e CIP, nonché Rete Nazionale di Terzo Settore), Francesco Pastorella (Direttore del Dipartimento Sostenibilità e Relazioni con la comunità della AS Roma), Leonardo Bocci (attore e influencer), Emanuele Blandamura (ex pugile) e Dario Piantadosi (calciatore freestyler professionista e performer). 

Chi c’era ha avvertito nell’aria una strana magia; tante persone che si muovevano con l’unico scopo di festeggiare un altro risultato raggiunto. Durante l’evento Arturo Mariani e il resto del team hanno comunicato che presto i ragazzi con disabilità che sognano in grande e aspirano, come Arturo, a calcare l’erbetta dell’Olimpico di Roma, potranno allenarsi presso la Proabile Academy di Guidonia, dove l’abilità diventa il punto di partenza, anzi, di forza. L’ennesima pagina di questa storia che fa innamorare i lettori

Stefano Mariani, a proposito dell’Academy, ha raccontato: “Chiuso l’OPEN DAY, ci concentreremo sull’allestimento della rosa che dovrà affrontare la stagione agonistica 2022/2023 e sul progetto dell’Academy ProAbile che avrà il suo quartier generale a Guidonia. Vogliamo permettere a persone con disabilità di vivere delle esperienze uniche attraverso il gioco e lo sport. Il mio desiderio più grande è proprio quello di aiutare queste persone ad uscire, a non rimanere all’interno di quattro mura. Stiamo costruendo un ambiente accogliente ed inclusivo.”

Arturo Mariani: “Una grande emozione”

Sorrisi. Tanti sorrisi. Passeggiando a bordo campo, tra un soffio di vento e l’altro, si intravedevano solo volti colorati, nonostante il cielo grigio e scuro di novembre. Abbracci, palloni rotolanti, macchine fotografiche, stampelle e sorrisi. Tra i più luminosi, quello di Arturo Mariani: “L’emozione è stata tantissima. Per tutta la vita porterò con me questa giornata, perché oggi abbiamo realizzato quanto abbiamo immaginato, pensato o vissuto attraverso mille difficoltà.

Questo giorno non è il sogno di Arturo che si realizza, ma di tutti quei ragazzi che, nonostante le sfide della vita che hanno dovuto affrontare e superare, sono scesi in campo ed hanno dato un calcio vero alla disabilità. Oggi, promuoviamo la parola “ProAbilità”, un neologismo che non si riferisce solo al nome dell’Academy ProAbile che stiamo per lanciare, ma che descrive lo sport inclusivo e che esalta l’abilità di ogni persona. Personalmente, voglio ringraziare chi ha partecipato e chi ci supporta con il cuore. Perché alla Roma Calcio Amputati si entra in campo solo con il cuore”. Una narrazione tanto oggettiva quanto irrazionale, dove si percepiscono il duro lavoro e la volontà di arrivare in alto, sempre più su.

Dall’altra parte, progetti di tale valore e portata, vanno avanti solo se mossi da un sentimento vero e forte. E ne sa qualcosa anche il Presidente Nazionale di OPES, Juri Morico, il quale ha sottolineato, in occasione dell’Open Day, che: “Siamo tutti qui per metterci accanto allo sport. L’obiettivo finale non è la performance, ma sono i ragazzi e le loro famiglie. Oggi, mettiamo al centro le persone.” Appunto, le persone. Nessuna definizione, nessun pregiudizio, né discriminazione. Solo persone.

Tanta partecipazione, perché, va ammesso, il calcio unisce e rende possibile l’impossibile. Se l’obiettivo è raccontare una realtà nascente ma già estremamente consapevole, l’ASD Roma Calcio Amputati lo sta facendo nel modo giusto. 

Per citare Pier Paolo Pasolini: “il calcio è un sistema di segni, una lingua che molti sanno parlare, sia pure non verbale. Il pallone è un linguaggio che riassume l’esistenza.”. Un lungo monologo, che va di 90’ in 90’ o 25’ in 25’, e che si inserisce nelle trame della vita senza contrastarla. È quello spazio definito da uno stadio, dal campetto in periferia o dal salone di casa propria in cui ci si capisce anche solo attraverso uno sguardo. Quando si vivono condizioni e situazioni differenti è difficile empatizzare, le parole risultano essere limitanti; sono i fatti a garantire verità e a concedere comprensione. Sensibilizzare e incontrarsi passa dalle azioni, dai gesti concreti. 

E allora “Just do it”.

 

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