Riciclo e design sostenibile: a RiminiWellness si è parlato di Re-shoes

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riciclo

Riciclare le scarpe non è solo possibile, ma è già realtà. Durante una conferenza alla fiera di RiminiWellness ci sono stati tre interventi dedicati alla sostenibilità nel settore sportivo. Il progetto “Re-Shoes” è emerso come protagonista assoluto: un’iniziativa finanziata dall’Unione Europea che mira a chiudere il cerchio del ciclo di vita delle calzature, trasformando scarpe vecchie in nuove. Non solo scarpe, anche il riciclo degli scarponi da sci è possibile, così il professor Martino Colonna dell’Università di Bologna ha spiegato durante la conferenza “La sostenibilità come leva di business“.

Martino Colonna: dalla teoria alla pratica del riciclo sportivo

Martino Colonna, professore all’Università di Bologna, ha fondato 15 anni fa lo Sport Technology Lab e ha aperto i lavori spiegando come il suo percorso si sia evoluto dalla ricerca su attrezzature invernali alla sostenibilità a 360 gradi. “In laboratorio noi possiamo sviluppare il processo più bello del mondo, più sostenibile del mondo, diminuire la carbon footprint del 99%, ma poi economicamente non è fattibile. Se crea problemi ai lavoratori oppure agli utilizzatori, questo non può andare avanti. Quindi, per me, sostenibilità è andare in quel puntino, a metà, in mezzo tra quello che è la sostenibilità ambientale, la sostenibilità sociale e la sostenibilità economica”, ha sottolineato Colonna. 

Colonna illustrando il caso degli scarponi da sci, ha spiegato il procedimento: “Il problema è che le attrezzature sportive hanno all’interno un tessuto sportivo con una certa percentuale, anche abbastanza alta di elastan, conosciuto anche come Lycra, che gli dà l’elasticità. Due materiali insieme non si riescono a riciclare bene. Quindi, cosa dobbiamo fare? Dobbiamo cominciare a lavorare su due fronti“.

Il primo fronte è cercare di costruire e disegnare nuovi prodotti che siano più facilmente disassemblabili e riciclabili, magari usando meno materiali diversi. Dall’altro canto, quello che dobbiamo fare è anche cercare di andare a lavorare sui processi di riciclo. Allora, per fare questo, per rendere il design più sostenibile, entra in gioco questa nuova normativa che si chiama design sostenibile ESPR”. Infine, ha presentato Re-sport, uno spin-off universitario che sviluppa processi di riciclo per attrezzature sportive complesse e ha raccontato il riciclo dei caschi tramite limonene (la buccia del limone) per sciogliere selettivamente il polistirolo.

Martino Colonna, RiminiWellness 2026
Martino Colonna, RiminiWellness 2026

ESPR: il design sostenibile

La nuova normativa ESPR segna un cambio di paradigma per il design: impone che i prodotti siano progettati per durare, essere affidabili, riutilizzabili e riparabili, con manutenzione agevole per ridurre l’impatto ambientale complessivo. Per quanto riguarda il settore sportivo, marchi come Patagonia o Scarpa sono già associati a longevità e riparabilità e questo può diventare un vantaggio competitivo perché i consumatori premiano il valore di prodotti riparabili e aggiornabili. La legge richiede inoltre l’impiego di materiali compatibili con il riciclo, l’efficienza nell’uso di energia e risorse e soluzioni tecniche per lo smontaggio e la rifabbricazione (collanti reversibili, componenti modulari), estendendo il principio anche agli imballaggi. 

Tiziano Giordano: Re-Shoes, le scarpe rigenerate al 90%

Tiziano Giordano, Responsabile Sostenibilità e CSR La ScarpaCSR, ha rivelato i dettagli tecnici della rivoluzione calzaturiera: “Abbiamo raccolto scarpe da 250 negozi e dai nostri centri di riparazione. La fase più difficile è stata proprio la raccolta: le scarpe sono progettate per durare, quindi incollate e cucite per non smontarsi”.

La soluzione è arrivata dall’idrolisi, dice Giordano: “Mettiamo le scarpe in lavatrici a 75°C per 7 ore con pH 13. La pelle si scioglie, separando i vari materiali. Si crea un filler proteico con collagene che usiamo per conciare nuova pelle, incorporando il 10% di pelle riciclata”. La suola macinata diventa intersuola, gli scarti di produzione vengono de-vulcanizzati e reinseriti al 50% nelle nuove suole. Il risultato è Mojito Re-Shoes: 35% materiale riciclato nel puntale, 50% nella suola, 35% nell’intersuola, con pelle concia al 15% da scarpe dissolte, ha precisato Giordano. 

Tiziano Giordano, RiminiWellness 2026
Tiziano Giordano, RiminiWellness 2026

Francesca Passeri: dalla ricerca al mercato

Francesca Passeri di EPSI (European Platform for Sport Innovation) ha concluso chiudendo il cerchio tra accademia e mercato, dicendo che iniziative come quelle di Colonna e Giordano possono essere finanziate: “Passiamo dalla formazione alla ricerca e innovazione. Finanzieremo progetti come Re-Shoes che guardano al mercato, con cross-settorialità verso salute, efficienza energetica degli impianti sportivi e nutrizione”.

Francesca Passeri, RiminiWellness 2026
Francesca Passeri, RiminiWellness 2026

Il futuro dell’Italia nel riciclo 

Colonna ha evidenziato un aspetto sociale cruciale: “Il riciclo efficace deve essere a breve distanza. Spostare materiali costa energia, denaro e produce inquinamento. Quello che si può fare è riportare, grazie al riciclo, diverse produzioni che adesso sono all’estero in Italia”.

Con la direttiva europea sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), chi disegna prodotti riciclabili riceverà sconti sull’ecotassa grazie all’eco modulazione. Re-Shoes non è solo un’iniziativa ma è un cambio di mentalità necessario per un’industria sportiva e non che vuole restare competitiva, etica e sostenibile.

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