IST: aumento di casi tra i più giovani. OMS lancia nuove linee guida

Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) rappresentano un’emergenza sanitaria mondiale, con gravi impatti su morbilità e mortalità, specie nei paesi a risorse limitate. L’OMS lancia un allarme dopo il Congresso mondiale su IST e HIV 2025 a Montreal. Ha voluto integrare le linee guida già esistenti a due nuove raccomandazioni come le direttive sulla gestione sindromica delle IST (Infezioni Sessualmente Trasmissibili) e il trattamento di infezioni specifiche come sifilide, gonorrea, clamidia, tricomoniasi, Mycoplasma genitalium, papillomavirus, vaginosi batterica e candidosi genitale, oltre ai servizi di testing e assistenza per i partner. 

L’OMS lancia nuove linee guida

L’OMS si pone un obiettivo arduo e ambizioso: quello di aumentare le diagnosi (molte IST sono asintomatiche), velocizzando l’accesso e il trattamento alle cure, soprattutto nei contesti ad alta incidenza e con risorse limitate. Molti Paesi hanno strategie e linee guida mirate, ma altri, oltre ad avere poche linee guida, possiedono anche uno scarso controllo, soprattutto per malattie come la gonorrea.

Le raccomandazioni puntano su screening mirato per gonorrea e clamidia tra gruppi ad alto rischio: donne incinte, adolescenti (10-24 anni), sex workers e MSM (uomini che hanno rapporti con altri uomini), con test annuali o semestrali. L’OMS propone decentralizzazione dei servizi, integrazione sanitaria, operatori comunitari e strumenti digitali per cure tempestive, specie in aree povere. L’89% dei Paesi dichiara di avere strategie nazionali per le IST, ma solo il 43% le ha aggiornate dopo il 2023. Il 97% ha linee guida cliniche (solo metà sono state riviste dal 2020). 

Tuttavia, si evidenzia un dato positivo: l’integrazione in 95 paesi del doppio test rapido HIV/sifilide nelle politiche nazionali, rivolto non solo alle donne in gravidanza ma anche alle cosiddette “popolazioni chiave”. Un’ulteriore attenzione anche all’eliminazione della trasmissione materno-fetale di HIV e sifilide (attivo in 72% dei paesi). Infine, è stato introdotto nel proprio programma vaccinale nazionale il vaccino contro l’HPV in 147 Stati membri e solo 2 paesi hanno iniziato una introduzione parziale.

“Queste nuove raccomandazioni mirano a colmare le lacune persistenti nelle politiche e nei servizi, in particolare per le malattie sessualmente trasmissibili asintomatiche, e ad aiutare i paesi a progredire più rapidamente verso gli obiettivi del 2030”. Questa la voce che arriva dall’OMS, direttamente dalla direttrice per l’HIV, epatite e IST. Se non si accelera il passo, il traguardo resta un miraggio: urgono screening, cure e politiche aggiornate per prevenire complicanze gravi.

L’Italia e i casi di IST

L’Italia è tra i paesi con pochi dati sulle infezioni sessualmente trasmissibili. Infatti, le uniche IST a notifica obbligatoria con dati nazionali, secondo l’ISS, sono solo su gonorrea, sifilide e pediculosi del pube. Sono stati attivati due sistemi di sorveglianza sentinella delle infezioni sessualmente trasmissibili, coordinati dal Centro Operativo AIDS (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

La prima è la Sorveglianza clinica, nata nel 1991, che collabora con una rete sentinella di 12 centri clinici pubblici. Traccia prime diagnosi sintomatiche confermate, raccoglie dati socio-demografici/comportamentali e offre test HIV.

La seconda è la Sorveglianza di laboratorio, nata nel 2009 (con 12 laboratori AMCLI), che segnala casi positivi e negativi di Chlamydia trachomatis, Trichomonas vaginalis e Neisseria gonorrhoeae su campioni vari. Questi sistemi, tuttavia, non segnalano al 100% tutti i casi di IST a livello Nazionale ma garantiscono stabilità e costanza nell’invio dei dati, permettendo di misurare nel tempo la frequenza relativa e gli andamenti temporali delle singole IST, nonché di valutare i fattori di rischio associati.

In Italia crescono le infezioni sessualmente trasmissibili tra i giovani under 25, con un aumento preoccupante di casi come clamidia (+25%), gonorrea (+20%), sifilide (+50%), ureoplasma e micoplasma. 

Un altro fattore preoccupante è che spesso le infezioni sessualmente trasmissibili sono asintomatiche o con segni lievi, favorendo la trasmissione inconsapevole tramite un rapporto non protetto. Le conseguenze potrebbero essere tumori, sterilità e possono arrecare danni permanenti alla salute.

Tabù persistenti, scarsa alfabetizzazione sanitaria, mancanza di controlli regolari da ginecologi o andrologi e scarse conoscenze sui test sono tra le cause associate. 

Lazzaro Spallanzani di Roma: più test più infezioni

Anche lo Spallanzani di Roma parla dei casi di infezioni sessualmente trasmissibili e afferma che sono in netto aumento, soprattutto tra i più giovani. L’Istituto nazionale per le malattie infettive (INMI) “Lazzaro Spallanzani” di Roma ha registrato nei primi sei mesi del 2025 un incremento significativo dei test e delle diagnosi. Per l’HIV sono stati effettuati 3.378 test, con 82 nuove diagnosi (pari al 2,4% dei soggetti testati). Nel 2024, invece, i test erano 1.379 con solo 22 positivi (1,6%). Stessi risultati sono stati riscontrati per la sifilide, la gonorrea e la clamidia: oltre 1.500 test per la sifilide e più di 1.300 per le altre IST, con una crescita esponenziale del +500% dal 2023 al 2025.

 

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