Mancano esattamente trenta giorni. Il countdown è ormai entrato nella sua fase più calda: il 6 febbraio 2026, il mondo intero volgerà lo sguardo verso l’Italia per la cerimonia d’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina, che andrà in scena allo Stadio San Siro.
In occasione del prestigioso Gala dello Sport, l’evento natalizio targato OPES, Luciano Buonfiglio (il numero uno del CONI) ha tracciato il bilancio e il suo personale pensiero per questa emozionante vigilia ai microfoni della testata giornalistica di Risorse.news.
Una sfida vinta sette anni fa Losanna
“Mi piace prendere un attimino di tempo e partire da quando ci siamo candidati“, ha esordito Bonfiglio, ricordando quella giornata storica di sette anni fa a Losanna. Una candidatura nata dalla sinergia tra CONI, istituzioni governative, regionali e locali, insieme agli atleti. “In un mondo dove nulla è facile, stiamo realizzando quella sfida nel migliore dei modi. Sono convinto che l’Italia sarà protagonista nel valorizzare il territorio e nel rendere orgogliosi e fieri gli italiani“.
Milano Cortina 2026 rappresenta una novità assoluta nella storia del CIO: per la prima volta i Giochi si svolgeranno in forma congiunta tra due grandi centri urbani e montani, coinvolgendo un intero arco territoriale che va da Rho e Assago fino a Bormio, Livigno, Predazzo, Rasun-Anterselva e Tesero. Questa sarà inoltre la terza edizione invernale ospitata in Italia (dopo Cortina 1956 e Torino 2006) e la quarta assoluta includendo quella di Roma del 1960.
C’è un dato che certifica il successo di questa edizione ancor prima che si accenda il braciere olimpico: la validazione del modello organizzativo. È notizia recente, infatti, che le prossime Olimpiadi invernali, assegnate alle Alpi Francesi, adotteranno ufficialmente lo schema operativo sviluppato dall’Italia.
Il Comitato Olimpico Internazionale oggi preferisce che le Olimpiadi non si svolgano in una sola città, ma siano diffuse sul territorio. In questo modo si usano gli impianti che ci sono già, evitando di costruire strutture costose e inutili.
L’Italia ha dimostrato che è possibile gestire un evento mondiale rispettando l’ambiente e valorizzandolo. “Siamo secondi al mondo in termini di organizzazione, dietro solo agli Stati Uniti”, ha sottolineato con orgoglio Bonfiglio, evidenziando come la competenza italiana sia ormai un prodotto da esportazione.
Sostenibilità e Legacy: la rotta dello sport italiano verso il 2028
Il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, nel corso dell’intervista, ha aggiunto come il cuore pulsante della strategia sportiva nazionale è stato svelato lo stesso 16 dicembre nel Salone d’Onore del CONI, dove è stato presentato il Piano Operativo Quadriennale. Il documento in questione, supportato dai dati Censis, non si limita all’imminente sfida del 2026, ma traccia la rotta dello sport italiano fino alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, fondandosi su un’integrazione profonda tra l’investimento nei centri di preparazione olimpica, la scienza applicata allo sport e la formazione continua di tecnici e dirigenti.
Proprio su questo scenario, il tema centrale della riflessione di Bonfiglio sui Giochi Olimpici ha riguardato la “legacy“, ovvero ciò che resterà sul territorio dopo il 22 febbraio 2026, giorno di chiusura dei Giochi. Per l’ex presidente della Federazione Italiana Canoa Kayak , la sostenibilità non è un concetto astratto o un semplice valore ideale, ma un pilastro operativo e un’azione concreta che deve integrare ambiente, società e governance (ESG) in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
“Sarà un’olimpiade sostenibile anche dal punto di vista economico e sociale“, ha dichiarato Bonfiglio, sottolineando come i Giochi rappresentano un salto di qualità per l’intero Paese grazie a investimenti mirati: dal miglioramento della mobilità ferroviaria per ridurre l’impatto del traffico su gomma, alla gestione rigorosa della plastica e dei materiali.
L’eredità di Milano Cortina 2026 si fonda su una strategia duplice che mira a generare benefici duraturi per il Paese. La legacy materiale si concentra sul rinnovamento delle infrastrutture, con il potenziamento della mobilità ferroviaria per ridurre il traffico stradale e lo sviluppo di reti energetiche efficienti.
Il simbolo principale è il Villaggio Olimpico di Milano, che verrà trasformato in uno studentato d’eccellenza, rispondendo a una reale necessità sociale. Inoltre, la continuità sportiva è garantita dal riutilizzo delle strutture per i Giochi Olimpici Giovanili del 2028.
La legacy immateriale punta invece al capitale umano: il programma “Gen26” coinvolgerà milioni di giovani per promuovere l’inclusione e stili di vita sani, diffondendo i valori olimpici tra le nuove generazioni. Sul fronte ambientale, l’evento si pone come modello di sostenibilità ed economia circolare.
L’obiettivo è la neutralità carbonica grazie all’uso esclusivo di energia da fonti rinnovabili e a una gestione rigorosa delle risorse. Esempi concreti sono il recupero di 20.000 arredi dai Giochi di Parigi 2024 e la realizzazione di torce olimpiche con materiali riciclati, dimostrando che un grande evento globale può valorizzare l’ambiente anziché danneggiarlo.


