“Lo sport unisce, lo sport avvicina”: il Wheelchair Rugby Challenge ha valorizzato lo sport sotto ogni aspetto

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Wheelchair Rugby Challenge

Valori come inclusione sociale e sostenibilità ambientale sono stati rappresentati in modo eccellente durante la giornata del Wheelchair Rugby Challenge grazie all’impegno e alla partecipazione di tutti.  Il rugby in carrozzina ha conquistato le persone presenti che non solo hanno assistito come pubblico, ma hanno anche partecipato attivamente. I più piccoli, tra cui i bimbi della Bebe Vio Academy e della Castro Rugby Academy, hanno giocato durante le prime ore della giornata e successivamente la ​​Wheelchair Rugby All Stars, insieme ad alcuni degli ex Azzurri e a Martin Castrogiovanni si sono sfidati in una competizione amichevole di rugby in carrozzina.

Nessun ostacolo ha potuto impedire il divertimento e la competizione. Tra i numerosi ospiti, non sono mancate le voci di chi lo sport lo vive quotidianamente, sia dentro sia fuori dal campo. Inoltre, alla fine dell’evento sono stati consegnati dei premi di materiale con tubolare riciclato dalle vecchie sedie a rotelle realizzati dall’Università degli studi di Verona. 

Premio Wheelchair Rugby Challenge
Premio Wheelchair Rugby Challenge

Le parole di coloro che hanno vissuto questa giornata

Lo sport unisce, lo sport avvicina e non ci sono preconcetti o barriere che possano impedire alla gente di dimostrare quanto vale come persona, come essere umano, al di là di quelle che sono poi tutte le varie competenze”, così Carlo Cecchinato, ex rugbista e direttore dell’Alto Livello per la Federazione Italiana Rugby, descrive pienamente i valori di questa giornata e di come ancora una volta lo sport unisca fortemente le persone, affrontando e rompendo determinate barriere.

La testimonianza di Valerio Bernabò, ex rugbista a 15 italiano, ha saputo sottolineare e rappresentare i principi dello sport: “Questo della Castro Wheelchair Rugby Academy è un progetto che è nato quattro anni fa con l’idea di vivere insieme dei momenti di inclusione, ma non ci piace neanche chiamarla così“.

Semplicemente facciamo sport, abbiamo fatto sedere sulle nostre carrozzine più di mille bambini della Castro Rugby Academy normodotati che ci hanno insegnato che tutti insieme possiamo fare rugby. C’è chi lo gioca in piedi con una palla ovale, c’è chi lo gioca seduto su una sedia da rugby in carrozzina ed è semplicemente sport, con strumenti diversi”.

Bernabò conclude, parlando della sua esperienza in campo: “Quello che ho imparato dal rugby in carrozzina è il senso dell’essere squadra. Permette a giocatori tetraplegici con differenti livelli di abilità di giocare insieme. Come ci insegna il nostro giocatore e presidente Rufo Iannelli, ti deve mancare un pezzo per far sì che tutti insieme riusciamo a costruire qualcosa di più grande. Credo che sia questo il più grande insegnamento che ho preso da questi ragazzi“.

Valerio Bernabò- Wheelchair Rugby Challenge
Valerio Bernabò-Wheelchair Rugby Challenge

 

Giuseppe Andreana, Presidente del Comitato CIP Lazio, ha saputo mettere in luce un altro aspetto molto importante: Stare qui oggi è anche un segnale. Ricordiamo che questo palazzetto è stato reso accessibile, grazie ad una serie di attenzioni nelle fasi di ristrutturazione”. Per poi concludere così: “Dobbiamo fare sport insieme, tutti quanti, indipendentemente dalle nostre condizioni”.

Conclusione

Lo sport è per tutti, indipendentemente dalle barriere fisiche e mentali. 

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