È il lavoro dell’associazione “Un’infanzia da vivere Odv”, attiva nel Parco Verde di Caivano, uno dei luoghi simbolo delle fragilità sociali dell’hinterland napoletano. Qui, dietro una porta aperta ai bambini e alle famiglie, prende forma un’alternativa concreta alla strada, allo spaccio e alla rassegnazione.
A Caivano c’è una Odv che garantisce la coesione sociale
“Accompagniamo i bambini da 0 a 6 anni nella ludoteca e li sosteniamo nel percorso educativo”, raccontano gli operatori dell’associazione durante la visita del 16 maggio. Ma il loro impegno va ben oltre l’infanzia. Da circa due anni, grazie alla collaborazione con il Banco Alimentare della Campania, l’associazione distribuisce beni di prima necessità a 108 famiglie, raggiungendo complessivamente circa 500 persone.
In un territorio dove spesso manca il lavoro e dove le opportunità sembrano un privilegio per pochi, il progetto punta soprattutto a restituire dignità. Lo fa attraverso laboratori professionali e percorsi di formazione rivolti ai giovani e alle donne del quartiere.
Nel laboratorio di cucina, ogni pomeriggio, gli adolescenti imparano “l’arte bianca”, trasformando il tempo libero in possibilità concreta di futuro. “Mani in Arte” è il nome del progetto: un gioco di parole che parla di mani che creano invece di distruggere, di ragazzi che imparano un mestiere invece di finire intrappolati in dinamiche di criminalità.
Ancora più forte è il significato della sartoria sociale, nata nel settembre 2025 grazie al sostegno di Fondazione Futura. Qui tre mamme e tre nonne del territorio hanno ottenuto un contratto a tempo indeterminato. Non solo lavoro, ma anche trasmissione di competenze e speranza alle nuove generazioni. “Un filo di speranza”, lo definiscono loro. E forse non esiste immagine più potente.
Le commesse ricevute negli ultimi mesi da fondazioni e aziende dimostrano che anche in un territorio raccontato troppo spesso solo attraverso la cronaca nera può nascere economia sociale, bellezza e riscatto.
Accanto a tutto questo, l’associazione ha aperto anche uno sportello contro le discriminazioni e uno spazio di orientamento al lavoro per mamme e papà del quartiere. Negli ultimi diciotto mesi sono state formate undici persone: sei nella manutenzione del verde e cinque donne nella pulizia degli spazi interni ed esterni.
A Caivano, dove per molti giovani la strada sembra l’unica direzione possibile, c’è chi ogni giorno prova a insegnare che un’altra vita può esistere davvero. E che il cambiamento, a volte, inizia semplicemente da qualcuno che decide di non voltarsi dall’altra parte.
Articolo e interviste social a cura di Federica Chiovini e Greta Fabbri




